Alba nella giungla: la mia visita al sito archeologico di Tikal

sito archeologico di tikal guatemala

Il Guatemala può regalare forti emozioni e di questo mi sono resa conto non appena ho varcato il confine e vi ho messo piede. All’inizio la mia era solo un’impressione, ma giorno dopo giorno è diventata una certezza, che ancora oggi conservo. A dire il vero potrei descrivere la mia esperienza nel Paese come un crescendo di emozioni, che sono state una costante fino all’ultima tappa del mio viaggio.

Ecco, attendere l’alba sulle rovine dell’antica città maya di Tikal, poco prima di andare in Belize, è stata l’ennesima conferma in questo senso!

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Qualche cenno storico…

Le fondamenta del sito precolombiano di Tikal sono state gettate dai Maya nella fitta giungla dell’estremo nord-est dell’odierno Guatemala già nel 700 a.C. Alla base della scelta del luogo in cui è stato stabilito l’insediamento vi sarebbero ben due ragioni: innanzitutto la posizione sopraelevata rispetto all’area circostante che un tempo era paludosa e poi l’abbondanza di materie prime (come la selce) necessarie per soddisfare i bisogni della popolazione.  

Pare che Tikal abbia visto il suo apogeo dal III al VI secolo d.C, periodo durante il quale – sorretta da una significativa crescita demografica – è divenuta un importante centro commerciale e culturale del mondo maya, oltre che una potenza militare caratterizzata da una forte volontà espansionistica. Quest’epoca, definita dagli studiosi come classica, ha visto anche un grande fermento in ambito architettonico, di cui rimangono notevoli tracce, tra le quali le rovine della Gran Plaza.   

Nel 562 d.C. il sovrano che governava Tikal è stato catturato e ucciso dall’esercito di Caracol, regno che occupava l’attuale Belize sud-occidentale, e di conseguenza per quasi un secolo e mezzo la città subì l’occupazione degli invasori.  

Intorno al 700 d.C. un discendente dei primi sovrani maya riuscì a riappropriarsi del trono e, grazie anche ai suoi successori, Tikal ritrovo l’importanza e lo splendore di un tempo. Anche in questa fase fu dato impulso all’attività edilizia, tanto che buona parte delle strutture che oggi è possibile osservare sulla Gran Plaza risalgono proprio a quel tempo.  

Nel 900 d.C. è iniziato il definitivo declino dell’insediamento e quindi il suo abbandono con la misteriosa scomparsa della civiltà maya che fin dalle origini l’aveva abitato. Ben presto la giungla ha inghiottito Tikal, nascondendola per secoli persino agli occhi dei conquistadores. E’ così dunque che è riuscita a preservarsi e a giungere sino ai nostri giorni!  

La prima esplorazione dell’area promossa dal governo guatemalteco è avvenuta nel 1848, ma solo negli anni ’80 del Ottocento sono iniziati i primi scavi archeologici, che hanno poi aperto la strada all’istituzione del Parco Nazionale di Tikal nel 1979.

Cosa visitare a Tikal…

Il sito archeologico di Tikal è molto vasto e comprende centinaia di edifici, alcuni dei quali ancora coperti dalla vegetazione e del tutto inesplorati ed inaccessibili.

Una volta arrivati al Centro Visitatori, qualunque direzione decidiate di prendere vi imbatterete in qualcosa di interessante, che si un tempio, una piramide o semplicemente qualche enigmatica stele. In ogni caso sappiate che potrete muovervi liberamente ovvero che non c’è un itinerario prestabilito da seguire.  

Sono certa tuttavia che sarà la Gran Plaza, su cui si affacciano il Templo I (conosciuto anche come Tempio del Grande Jaguaro) e il Templo II (detto anche Tempio delle Maschere) a sorprendervi maggiormente: il Templo I per la sua altezza ed il Templo II per la possibilità di salirvi e osservare l’area circostante.  

Ulteriori vestigia degne di nota sono quelle dell’Acropoli Nord, dove sono state scoperte stratificazioni di edifici appartenenti a periodi diversi, che dovevano avere una funzione religiosa.

Vi sono poi anche quelle dell’Acropoli Ovest, nei pressi della quale si trova il Templo III in perfetto stato di conservazione, e quelle dell’Acropoli Centrale, costituita invece da edifici residenziali.

Percorrendo la Calzada Tozzer si arriva al Templo IV, che con i suoi 65m è la struttura più alta dell’intero complesso.

L’Acropoli Sud non è ancora stata del tutto riportata alla luce, ma il Templo V merita una tappa perché grazie ai suoi angoli smussati presenta un’architettura senz’altro particolare, così come il cosiddetto Mundo Perdido con i suoi trentotto edifici e la Plaza de los Siete Templos con il suo campo per il juego de pelota.

Al di là della parte centrale ci sono poi molti altri complessi e ben due musei ovvero il Museo Litico ed il Museo Ceramico, che custodiscono manufatti ritrovati all’interno del sito archeologico.  

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La mia alba a Tikal…

Avete mai pensato di poter ammirare il sole che sorge seduti su una piramide nel bel mezzo della giungla? E di incamminarvi su un sentiero che si snoda nella foresta in piena notte, seguendo un unico, debole, fascio di luce lunare? E, ancora, di ascoltare nell’oscurità il brulichio degli animali che si aggirano tra le rovine e saltano sulle fronde degli alberi? Dovete sapere che in Guatemala è possibile, proprio a Tikal! Vi avevo detto all’inizio che il Paese può dare emozioni forti, come quelle che si provano attendendo una magnifica alba e vivendo tutto ciò che l’esperienza implica, no?

Vi garantisco che giungere ai piedi del Templo IV quando è ancora buio, salirvi e riuscire a scorgere le sagome di altri edifici che sembrano fluttuare in un mare di nebbia è semplicemente sublime, come vedere la luce che man mano prende il sopravvento e da tenue si fa sempre più accecante. Quando poi le rovine si materializzano e un momento dopo, a causa di qualche strano fenomeno ottico, scompaiono di nuovo, si sente davvero un tuffo al cuore o almeno per me è stato così.

Sono convinta che sia un’esperienza assolutamente imperdibile, anche se presuppone qualche piccolo sacrificio. Innanzitutto bisogna partire da Flores o El Remate, le località dove generalmente si alloggia per visitare il sito archeologico, in piena notte ovvero tra le 2.30 e le 3.30 del mattino. Poi, è necessario aggregarsi ad un gruppo con guida (per questo basata rivolgersi ad una delle numerose agenzie!), dal quale non è possibile – per ovvie ragioni di sicurezza – allontanarsi. Per concludere, inoltre, il biglietto d’ingresso, che se si entra di notte costa ben 150 quetzales (18Euro circa), anziché 50 come di giorno.

Per arrivare preparati…

Per vivere al meglio la visita a Tikal è importante indossare delle scarpe adatte alle circostanze: in questo senso ci tengo a sottolineare che si camminerà molto e ci si dovrà letteralmente arrampicare su alcuni edifici. Considerando che il sito si trova nella foresta, sarà bene munirsi anche di repellente anti zanzare per evitare fastidiose punture. Infine, come sempre quando si va in zone dove fa caldo e c’è un alto tasso di umidità, è il caso di procurarsi una buona scorta d’acqua.

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