Bago: la mia gita in giornata in treno e mototaxi – Myanmar

piede shwethalyaung budda bago myanmar

Avete mai sentito parlare di Bago, che in epoca coloniale era nota anche come Pegu?

Si tratta di una città che nel VI secolo d.C. divenne capitale di uno dei regni sorti nel territorio dell’attuale Myanmar.

Oggi ha perso la centralità che aveva un tempo, ma continua a custodire luoghi (di culto e non) che rimandano allo splendore che certamente l’ha contraddistinta.

Tutto ciò, unitamente alla sua vicinanza a Yangon (di cui ho scritto qui), mi ha spinta a farvi tappa durante il mio viaggio nel Paese, seppure brevemente.

In questo post vi racconto cosa sono riuscita a vedere durante la giornata che vi ho trascorso, come mi sono organizzata per raggiungerla e per muovermi una volta in loco.

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Cosa sono riuscita a vedere a Bago durante la mia gita in giornata?

A Bago ci sono davvero tante cose da vedere!

Io sono riuscita a toccare tutte le maggiori attrazioni, ma – devo essere sincera – facendo una gita in giornata (ovvero partendo di primo mattino da Yangon e tornandovi in serata) ho dovuto tenere ritmi abbastanza sostenuti.

Ecco, in questo senso, credo che valga la pena trascorrere almeno una notte in città in modo da non dover correre di qua e di là e potersi fermare un po’ di più quando lo si desidera.

In ogni caso, per chi come me in Myanmar non avrà più di quindici giorni (qui il mio itinerario), indico ciò che sono riuscita a vedere:

Mahazedi Paya 

La prima pagoda che ho visitato a Bago. Pare sia scalabile e che offra un gran bel panorama ma, poiché è espressamente vietato alle donne salirvi, mi sono limitata a passeggiare intorno alla struttura.

Nel corso del tempo, a causa dei terremoti che hanno colpito il Paese, ha subito notevoli danni. Negli anni ottanta è stata però ristrutturata.

Kyaik Pun Paya

Altra pagoda, che stupisce per la presenza di ben quattro Buddha giganti, seduti l’uno accanto all’altro attorno ad una colonna.

Sembra che risalga al 1476 e che a volerla sia stato il re Dhammazedi per evitare che le sue quattro sorelle si sposassero: a detta del sovrano, infatti, in caso di matrimonio l’intero edificio sarebbe andato distrutto.

Le quattro donne non arrivarono mai all’altare, ma uno dei Buddha crollò comunque a causa di una scossa sismica e fu immediatamente ricostruito.

Shwe Gugale Paya 

Ancora una pagoda, che però ha una certa peculiarità: intorno allo zedi si estende un tunnel, al cui interno si trovano ben sessantaquattro Buddha.

Qui non ho trovato alcun divieto, quindi sono entrata per osservare i volti di tutte le statue!  

Kha Khat Waing Kyaung 

Qualcosa di diverso? Ebbene sì, si tratta di un monastero, al quale è possibile accedere per assistere al pasto dei monaci: volendo fargli visita, mi sono presentata verso le 11 del mattino, trovandoli in fila, con le scodelle tra le mani per avere una razione di riso che poi hanno mangiato in una sala appositamente adibita.  

Shwethalyaung Buddha 

Sì, è un Buddha gigante, sdraiato su un fianco e magnificamente decorato.

Secondo la leggenda sarebbe stato eretto nel X secolo per volontà del re Mgadeikpa.

Nonostante arrivi a sfiorare i 55 metri, dalla distruzione di Bago avvenuta nel 1757 fino alla fine del XIX secolo, è rimasto nascosto nella foresta, letteralmente coperto dalla vegetazione.

Una volta ritrovato, per proteggerlo dagli agenti atmosferici, è stata costruita una struttura che lo copre completamente.

Myathalyaung Buddha 

Altro Buddha, sempre sdraiato, ma ben più giovane, vale a dire costruito solo una decina di anni fa… all’aria aperta!

Shwemawdaw Paya 

Con i suoi 112m, rappresenta la pagoda più alta dell’intero Myanmar, arrivando a superare – anche se solo di una decina di metri – la Shwedagon Paya di Yangon. Per questa ragione è un po’ il simbolo di Bago!

E’ curioso notare che ogni volta che un terremoto ha raso al suolo o ha danneggiato anche solo parzialmente la pagoda, questa è stata sempre ricostruita, più alta di prima.

E’ così che la strutta odierna appare molto diversa da quella originaria, risalente a oltre mille anni fa e di dimensioni abbastanza modeste.   

Hintha Gon Paya 

In questo caso stiamo parlando di un altare. Si tratterebbe del luogo in cui secondo un mito locale un hamsa – in altre parole un uccello sacro – era solito posarsi.

Kanbawzathadi Palace 

Vi ho già detto che Bago è stata capitale di uno degli antichi regni sorti nel territorio dell’attuale Myanmar.

Proprio per questa ragione nel 1556 il Re Bayinnaung fece costruire un palazzo come propria dimora; meno di cinquant’anni più tardi purtroppo l’edificio prese fuoco e oggi non rimane praticamente nulla di ciò che fu, se non qualche colonna.

Negli anni novanta l’edificio è però stato ricostruito, così come doveva apparire quando ancora era noto come Golden Palace. 

Snake Temple 

Ero già stata in uno snake temple, nei dintorni di Mandalay, a Paleik (di cui ho scritto qui). A Bago ho potuto visitarne un altro.

Ancora una volta ho trovato un enorme serpente, in questo caso di ben 125 anni, adorato perché considerato reincarnazione di un monaco. 

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Come sono arrivata a Bago e come sono tornata a Yangon?

Si può arrivare a Bago in diversi modi.

Il modo più comodo, ma anche più costoso, è in taxi.

C’è poi anche la possibilità di muoversi in autobus.

Personalmente però ho scelto il treno, che percorre gli ottanta chilometri che separano la città da Yangon in un’ora e quaranta minuti.

Avendo fino a quel momento viaggiato esclusivamente su strada, ero infatti curiosa di testare le ferrovie birmane!

Con il senno di poi posso dire che non è andata affatto male: in classe superiore i sedili sono spaziosi e, per combattere il caldo, ci sono persino dei ventilatori!

Devo aggiungere poi che l’intero percorso è un po’ un viaggio nel viaggio, perché i binari attraversano villaggi e campi, che regalano continuamente scorci di vita quotidiana.

Per completezza vi lascio gli orari dei convogli su cui ho viaggiato io, pagando circa 1 Euro a tratta:

Yangon – Bago: 08.00 – 09.40 

Bago – Yangon: 15.20 – 17.00 

Come mi sono mossa una volta a Bago?

Giunta a Bago, avevo due opzioni: potevo muovermi a piedi o noleggiare un motorino.

Poiché sarei ripartita presto ed alcune attrazioni si trovano fuori dal centro abitato, l’opzione migliore mi è sembrata la seconda.

Dopo il piccolo incidente avuto a Bagan (a questo proposito puoi leggere qualcosa qui) non mi sembrava una buona idea quella di mettermi alla guida personalmente.

Fuori dalla stazione dei treni, tuttavia, ho trovato dei moto-taxi: per circa 15 Euro avevo la possibilità di visitare tutti i luoghi che ho citato sopra e sarei stata riaccompagnata in stazione giusto in tempo per salire sul treno che mi avrebbe riportata a Yangon. Alla fine è andata proprio così!     

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