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Plinio il Vecchio riteneva che la meravigliosa Baia di Ieranto fosse il luogo dove Omero ambientò una particolare vicenda dell’Odissea. In particolare pensava che fosse il luogo dove Ulisse incontrò le sirene, mentre stava facendo ritorno ad Itaca.

Nel caso non conoscessi esattamente l’episodio, devi sapere che stiamo parlando di Ligeia, Leucosia e Partenope, tre creature per metà umane e per metà pesce che erano solite ammaliare con il loro canto capitani e marinai delle navi in transito.

Essendo venuto a conoscenza della loro esistenza prima di attraversare il tratto di mare dove queste si trovavano, l’eroe di cui stiamo parlando riuscì a sfuggire loro: si fece infatti legare all’albero della nave che capitanava e tappò con della cera le orecchie dei suoi compagni di avventura.

La cosa però pare abbia avuto delle conseguenze sulle sirene, che improvvisamente ed inaspettatamente presero le sembianze della roccia. Nello specifico, secondo una leggenda, esse si trasformarono nei tre isolotti che ancora oggi è possibile ammirare al largo della Baia di Ieranto, vale a dire Li Galli, Castelluccio e la Rotonda.

Effettivamente la Baia di Ieranto, che si trova sull’estrema propaggine delle penisola Sorrentina, così bella ed isolata, insinua il dubbio in chi adora questo genere di suggestioni. Perché delle creature mitologiche non avrebbero dovuto sceglierla come propria dimora?!

A questo proposito aggiungo solo che persino l’etimologia di Sorrento, di cui ti ho parlato nel precedente post, sembra rimandare alle sirene… Il toponimo potrebbe infatti derivare da Sirenide, termine che un tempo era usato per indicare l’area dove appunto si riteneva vivessero le sirene!

Ma veniamo al dunque… Se ti stai chiedendo come visitare la Baia di Ieranto, di seguito troverai tutte le informazioni che ti servono per arrivarci facendo un fantastico trekking, nonché qualche suggerimento per vivere al meglio l’esperienza!

Baia di Ieranto

Visitare la Baia di Ieranto… Un po’ di geografia!

Come ti ho già detto, la Baia di Ieranto si trova sulla Penisola Sorrentina, per essere più precisa ad una ventina di chilometri da Sorrento. Il luogo di riferimento, dove dovrai portarti, è però Nerano, frazione di Massa Lubrense, da cui parte l’unico sentiero che ti condurrà a destinazione.

Personalmente sono arrivata al paese in automobile e non ho avuto alcun problema a trovare un parcheggio (ce n’era qualcuno libero, altri a pagamento e persino alcuni custoditi). So però che da Sorrento si può arrivare anche in autobus, chiedendo all’autista di scendere in centro.

Una volta sul posto, dalla piazzetta principale, non bisogna fare altro che seguire le indicazioni che portano all’inizio del sentiero, che si trova a poche centinaia di metri di distanza. Nel caso proprio non riuscissi ad orientarti, chiedi a qualcuno del posto, ma sono certa che non ce ne sarà bisogno!

Baia di Ieranto… Il trekking lungo il sentiero!

In sintesi...

6km tra andata e ritorno
250m di dislivello
Andata: 40 minuti in discesa / Ritorno: 1h in salita
Difficoltà: media

Il sentiero che da Nerano conduce alla Baia di Ieranto, di difficoltà media, è lungo circa 3km e presenta un dislivello di circa 250m. All’andata il percorso è per lo più in discesa, mentre al ritorno di conseguenza quasi tutto in salita.

In linea di massima dovresti metterci circa 40minuti in un senso ed un’ora nell’altro, ma chiaramente dipende tutto dal tuo passo e dalla tua condizione fisica. Come sempre quando si parla di trekking e la Baia di Ieranto non fa eccezione!

La primissima parte del tragitto si presenta in piano ed è dunque molto piacevole. Una volta raggiunta Villa Rosa – che all’inizio del Novecento ha ospitato Norman Douglas, l’autore britannico che ha scritto Terra delle Sirene – inizia la discesa.

Inutile dirti che la vista, fin dall’inizio, è superlativa! Senza parlare del fatto che ci si ritrova a camminare in un contesto idilliaco! Aggiungo solo che ad un certo punto la vista spazia fino ai faraglioni di Capri, che non sono poi così lontani!

Ad un certo punto si trova una sorta di bivio, ma in ogni caso alla fine si arriva alla Baia di Ieranto; semplicemente se si va a sinistra si continua su una sorta di mulattiera, mentre se si va a destra si prosegue su dei gradoni scavati nel terreno.

Visto il caldo di agosto, io ho preso la via di sinistra, quella che dicono essere meno impegnativa. Questa è indicata dal cartello Torre, perché consente di ammirare le Torri di Montalto e Campanella, costruite secoli fa per prevenire e contrastare attacchi da parte dei pirati. L’altra, invece, è indicata dal cartello Spiaggia.

La Baia di Ieranto… Meraviglia delle meraviglie!

La Baia di Ieranto, che fa parte dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, è stata dichiarata Sito d’Interesse Comunitario. Dal 1987, inoltre, è gestita dal FAI che si prefigge lo scopo di tutelarne il paesaggio e la biodiversità.

Fino agli anni ’50 questo luogo meraviglioso purtroppo apparteneva all’Italsider, che nell’area estraeva calce. Ciò ha reso necessario, al termine delle attività, un intervento di recupero ambientale, che ha dato e sta dando i suoi frutti.

In questo senso oggi la macchia mediterranea è tornata ad essere rigogliosa e le antiche tradizioni agricole hanno ritrovato un loro significato, visibile nei terrazzamenti sui quali continuano a crescere ulivi, ma anche agrumeti.

E poi c’è il mare, con la sua acqua limpida e cristallina, nella quale appena giunta a destinazione non ho esitato a buttarmi. Credimi, appena lo vedrai, in quel suo colore azzurro turchese, non riuscirai a trattenerti molto! Sentirai un richiamo irrefrenabile!

Per entrare in mare ci sono due opzioni. O scegli la cosiddetta Scala dei minatori, usata dai lavoratori dell’complesso industriale cui accennavo prima oppure puoi fare ancora qualche passo fino ad una incantevole spiaggetta. E’ inutile che aggiunga altro, perché sul posto ti sembrerà tutto molto ovvio!

Ecco, una volta arrivata, ho finalmente compreso perché la Baia di Ieranto si chiami proprio Baia di Ieranto! Pare infatti che Ieranto derivi dal greco Ieros, che significa sacro. Un tempo effettivamente in zona c’era un tempio, probabilmente dedicato alla dea Atena, ma… Un luogo così, secondo me, merita in ogni caso questo appellativo!

Panorama lungo il sentiero

Suggerimenti e consigli

 Prima della pandemia si poteva accedere al sentiero che porta alla Baia di Ieranto liberamente. Dall’estate scorsa, in alta stagione, l’ingresso è contingentato ed è necessaria una prenotazione, che viene controllata! Ricordalo, perché senza prenotazione non si passa!

Lungo il sentiero non troverai negozi, bar o ristoranti. Non dimenticare dunque di portare con te una buona scorta d’acqua e da mangiare, soprattutto se intendi trascorrerci l’intera giornata!

Durante i mesi estivi, in particolare a luglio e ad agosto, mettiti in cammino la mattina presto e cerca di risalire solo quando il sole inizia a calare. Il sentiero, come sai, al ritorno si presenta infatti quasi tutto in salita!

Non pensare di poter affrontare il percorso in infradito. Quello di cui stiamo parlando, nel caso non fossi stata chiara, è a tutti gli effetti un sentiero da percorrere con scarpe chiuse e possibilmente da trekking!

Nelle acque della Baia di Ieranto la scorsa estate c’erano delle meduse. Quando ti immergi, presta dunque attenzione!

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”