Bangkok e dintorni, Thailandia: cosa vedere e fare

fiume chao phraya bangkok thailandia

Bangkok è stata il punto di partenza (nonché la fine) del mio primo lungo viaggio nel Sud Est Asiatico, che nel 2016 mi ha condotta in LaosCambogia e Vietnam. E poi è stata una delle tappe intermedie del viaggio dello scorso anno tra Thailandia e Myanmar.

Ormai ci ho trascorso poco meno di una settimana, ma qualcosa continua a sfuggirmi e probabilmente sempre mi sfuggirà, perché si tratta di una metropoli, per altro in forte trasformazione. Per questo motivo credo che in futuro ci tornerò ancora e ancora, magari solo brevemente, prima di raggiungere nuove mete.

Di seguito troverete un itinerario che ho assemblato pensando alla mia esperienza a Bangkok, ma anche a ciò che mi piacerebbe vedere / fare le prossime volte.

Dividerò il tutto su ben dieci giorni, perché penso possa essere utile avere una panoramica delle maggiori attrazioni e un’idea del tempo da pianificare per ciascuna di esse, anche se questi sono aspetti molto soggettivi e che vanno valutati attentamente in base ai propri interessi e ai propri ritmi.

Poiché rappresenta un hub importante per molte compagnie aeree, è probabile che ci si ritrovi a farvi scalo più volte, soprattutto se si viaggia tanto, e quindi questo post è pensato anche per chi è già stato in città e cerca qualche spunto per occupare una giornata o due prima di proseguire.    

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Giorno 1: Palazzo reale e Wat Phra Kaew, Wat Pho, Wat Arun e Khao San Road

Su cosa vedere e fare il primo giorno a Bangkok credo non ci siano dubbi: il Palazzo Reale ed il Wat Phra Kaew, il Wat Pho ed il Wat Arun, che non solo sono imperdibili, ma rappresentano il cuore della città.

Il mio consiglio è quello di farvi visita subito, anche per attenuare l’impatto con il caos nel quale sarete catapultati appena metterete piede nella capitale e che potrebbe incidere sulla vostra percezione della stessa.

Indubbiamente tuc tuc che vanno e vengono, bancarelle di ogni tipo qua e là, tutta la gente nella quale vi imbatterete per strada ecc. ecc. possono avere un certo effetto, soprattutto se non siete mai stati nel Sud Est Asiatico.

Non voglio dire che siano delle vere e proprie oasi in quella che è una giungla urbana, ma entrandovi riuscirete ad isolarvi dal trambusto cittadino almeno per un po’, sempre che riusciate a non dare troppo peso alla folla.   

In particolare il Palazzo reale ed il Wat Phra Kaew, con il suo Buddha di smeraldo, vedono entrare ed uscire un gran numero di turisti ogni giorno e non potrebbe essere altrimenti.

Sono infatti rispettivamente il simbolo della monarchia thailandese (anche se oggi la famiglia reale non vi risiede più) ed uno dei luoghi di pellegrinaggio buddhisti più importanti del Paese.

La loro costruzione è iniziata alla fine del XVIII secolo, ma sono stati più volte ampliati nel corso del tempo, sino a giungere ai nostri giorni come complesso costituito ormai da più di cento edifici, tutti magnificamente decorati.

A questo punto mi viene spontaneo suggerirvi di mettere in programma un certo numero di ore per la visita, se non una mezza giornata, in modo che non dobbiate correre di qua e di là, facendovi largo tra la gente.

Ingresso 8.30 – 16.30, 500 Bath + 200Bath se volete l’audioguida.  

Il Wat Pho è tra i luoghi di culto più impressionanti che io abbia avuto modo di visitare a Bangkok e oserei dire in Thailandia in generale.

Le fondamenta di ciò che possiamo vedere oggi sono state gettate all’inizio del XVIII secolo, ma la struttura eretta all’epoca era pensata quale centro d’insegnamento di nozioni di medicina tradizionale.

Solo nel 1788 iniziarono dei lavori di ristrutturazione che diedero vita a quello che ancora si presenta come un tempio.

Una volta entrata, a colpirmi soprattutto il Buddha gigante reclinato, completamente ricoperto d’oro, per cui il Wat Pho è noto.

Anche in questo caso, non pensate che sia sufficiente una toccata e fuga, perché la visita comprende diverse strutture e richiede il suo tempo.

Ingresso 200 Bath, 8.30 – 18.30.  

Verrà poi il momento del Wat Arun, detto anche Tempio dell’alba, che si trova sull’altra sponda del fiume Chao Phraya rispetto ai luoghi che fino a quel momento avrete visitato.

Per raggiungerlo potete prendere il traghetto che per una manciata di bath vi porterà praticamente ai suoi piedi.

Personalmente non vedevo l’ora di arrivarci, attratta dall’imponente torre in stile khmer ben visibile anche da lontano.

Una volta sul posto però sono stati i frammenti di ceramiche cinesi usati per le decorazioni a catturare la mia attenzione.

Nel luogo dove oggi sorge il Wat Arun, era stato inizialmente eretto un primo palazzo reale ed un tempio che custodiva il Buddha di smeraldo attualmente nel Wat Phra Kaew; è infatti solo con la costruzione del nuovo Palazzo reale che il tempio assunse le sue sembianze attuali.

Ingresso 100 Bath, 8.30 – 17.30.  

La prima giornata trascorsa a Bangkok è stata molto intensa, ma forse anche la più bella. La sera però ho trovato ancora un po’ di forza per esplorare Khao San Road, che altro non è che la zona del divertimento della capitale.

Personalmente non sono particolarmente interessata alla vita notturna, ma insieme alla mia amica Blanca ho deciso di fare un’eccezione: ci siamo mangiate un pad thai in uno dei numerosi ristoranti, abbiamo fatto un massaggio thailandese e vagato tra le numerose bancarelle allestite sulla strada, per poi tornare in ostello.

In questi termini sembra ciò che di più tipico ci si possa aspettare dalla Thailandia, ma le cose non stanno propriamente così: la zona è infatti frequentata per lo più da viaggiatori zaino in spalla e certamente non da gente del posto, che se si spinge fin lì è solo per vendere qualcosa; l’offerta ovviamente – dai locali ai mercati – è rivolta sempre a chi viene da fuori.

Un salto però potete farcelo, soprattutto se alloggiate in zona e per la sera non avete grandi programmi!      

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Giorno 2: Golden Mountain, giro sul fiume Chao Phraya ed eventualmente sui canali, Mercato degli Amuleti  e Mercato dei fiori

Iniziate la vostra seconda giornata a Bangkok visitando un altro tempio ovvero il Wat Saket, più comunemente noto come Golden Mountain.

Di per sé l’ho trovato molto particolare rispetto ad altri templi che avevo visitato fino a quel momento, ma il motivo per cui ho assolutamente voluto andarci sta nel fatto che offre la possibilità di vedere Bangkok dall’alto.

Dovete sapere che è stato costruito nel XVIII secolo sui resti di uno stupa crollato ed in particolare su una collina alta 80m, che pare sia il punto più alto della capitale.

Per raggiungere la cima dovrete risalire 300 gradini, immersi in quella che sembra una piccola foresta.

Ecco, per non morire di caldo magari andateci di mattina o prima del tramonto, scegliendo una giornata limpida per avere una buona visuale.

Ingresso 50 Bath, 08.00 – 17.00  

Terminata la prima visita, che sicuramente vi porterà via un paio d’ore, regalatevi un po’ di tempo a bordo di una barca che sul fiume Chao Phraya, che attraversa Bangkok.

Certo, non si tratta di un idilliaco corso d’acqua azzurro, ma ha il suo fascino e soprattutto vi consentirà di osservare la città da una prospettiva particolare, che non significa solo a filo d’acqua.

A questo proposito sappiate che se non opterete per il biglietto giornaliero turistico vi troverete in mezzo alla gente del posto e avrete la possibilità di cogliere qualche attimo della quotidianità locale.

L’unica accortezza che dovrete avere è quella di evitare gli orari di punta, quando i battelli possono essere davvero molto pieni e la navigazione dunque poco piacevole.

Un’altra opzione, nel caso voleste scoprire anche i canali che scorrono attraverso la capitale, che in thai si chiamano klong, è quella di partecipare ad una gita di un paio d’ore in longtail boat, durante la quale navigherete tra case su palafitte e vedreTE un lato della città davvero  molto genuino.  

Dedicate poi l’ultima parte della vostra giornata a due mercati particolari, vale a dire quello degli amuleti e quello dei fiori.

Il primo si tiene tutti i giorni dalle 7 alle 17 sui marciapiedi di Maha Rat Road e Phra Chan Road e come avrete già intuito è rivolto a chi è alla ricerca di un oggetto – diciamo così – porta fortuna.

Il secondo invece è appunto un mercato dei fiori, aperto giorno e notte e che sono certa vi meraviglierà grazie al suo tripudio di colori e profumi.

Giorno 3: Capodanno cinese a China Town

Una cosa che vi suggerisco davvero di fare è quella di programmare la vostra permanenza a Bangkok durante il capodanno cinese e in tale occasione di trascorrere una o anche più giornate a China Town per vivere i festeggiamenti in prima persona.

Non solo avrete modo così di passeggiare su Yaowarat Road che è la via principale del quartiere e di perdervi nelle viuzze che lo costituiscono, tra templi, botteghe e mercatini, ma vedrete praticamente ovunque quelle tipiche lanterne rosse che creano sempre un’atmosfera particolare e addirittura vi potrà capitare di assistere ad una sfilata i cui protagonisti sono dei draghi!

Ecco, questa è una delle esperienze più belle che ho vissuto nella capitale thailandese!

Nel caso in cui non vi sarà possibile organizzare il vostro soggiorno proprio quando cade il capodanno cinese, le cui date variano di anno in anno, il Giorno 2 fate un salto nel quartiere e date comunque un’occhiata in giro!

Giorno 4: Jim Thompson House, Centri commerciali e uno Sky bar

Il motivo principale per cui ho deciso di spingermi nella parte nuova della città sta nel fatto che volevo visitare la casa di Jim Thompson, imprenditore americano che ha investito nel business della seta, nonché grande collezionista di opere d’arte del Sud Est Asiatico.

Nel 1958 egli decise di edificare la propria residenza in un parco, all’interno del quale fece trasferire e ricostruire anche sei abitazioni tradizionali del XIX secolo.

Oggi tutto il complesso è stato trasformato in un museo che vi consiglio di visitare, anche perché vi troverete dei pezzi davvero unici.

Ingresso 200 Bath, 09.00 – 18.00, necessariamente con visita guidata.  

Già che siete nella zona nuova approfittatene poi per fare un giro nei famosi centri commerciali della capitale thailandese.

Personalmente sono entrata al MBK Center e al Central World, ma ce ne sono molti altri che sicuramente in loco non farete fatica a trovare.

Generalmente non amo particolarmente trascorrere il mio tempo facendo shopping ed in realtà di shopping non ne ho fatto, perché il mio zaino si era già riempito man mano che ho attraversato Laos, Cambogia e Vietnam, dove nei mesi precedenti – nei mercati – ho trovato prezzi ovviamente molto più bassi.

Per concludere la giornata in bellezza vi consiglio di cercare uno sky bar per attendere che il sole cali dietro l’orizzonte.

In questo senso ci sono diverse opzioni, ma ho saputo che la nuova tendenza è data dal Maha Nakhon, annoverabile tra i grattacieli più alti di Bangkok, con tanto di terrazza panoramica. Io non ci sono stata, ma quando ripasserò da quelle parti, sicuramente ci salirò!    

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Giorno 5: Mercato di Chatuchak 

Se i centri commerciali non fanno per voi, ma avete comunque voglia di fare acquisti, dovete per forza andare al Mercato di Chatuchak.

Io ci sono stata verso la fine del mio secondo viaggio nel Sud Est Asiatico ed il risultato è stato che il mio zaino, già provato da un paio di voli low cost, è praticamente esploso! Io vi ho avvisati!

A parte gli scherzi, si trova davvero di tutto e a prezzi molto contenuti. Per chi fosse interessato a comprare abbigliamento, ci tengo a sottolineare di fare attenzione alle taglie, perché spesso i capi sono più piccoli rispetto ai nostri standard.

A voi decidere quanto tempo trascorrervi, ma sappiate che è molto grande e che si tiene solo nei weekend.  

Giorno 6: Gita ai Mercati galleggianti di Damnoem Saduak e Amaphawa

Pare che i mercati galleggianti nei dintorni di Bangkok siano un vero e proprio must. Io fin’ora non ci sono ancora stata, perché più volte mi è stato ripetuto che sono estremamente turistici e perché ne avevo già visti altrove.

Ad ogni modo, per completezza, vi segnalo quelli di Damnoem Saduak e di Amaphawa, che magari in occasione di una prossima visita prenderò in considerazione. 

Giorno 7: Gita al Mercato sulle rotaie di Mae Klong

Il mercato sulle rotaie di Mae Klong è il vero motivo per cui voglio tornare a Bangkok. Per ora posso solo immaginare come i venditori spostino la loro mercanzia ogni volta che il treno entra in stazione, per poi riposizionarla una volta che è passato, ma sono sicura che prima o poi lo vedrò con i miei occhi. Se ci siete stati, nei commenti, ditemi come è andata!

Giorno 8: Gita ad Ayutthaya

Ad Ayutthaya sono già stata, anche se non in gita da Bangkok e ve ne ho parlato nel post Ayutthaya, Thailandia: cosa vedere e fare nel parco storico.

Francamente non credo che una breve escursione dalla capitale possa rendere giustizia a quello che è considerato il secondo regno siamese indipendente, del quale rimangono molte affascinati vestigia.

Se però il tempo è poco, fate bene a trascorrerci anche una sola giornata per farvi un’idea!    

Giorno 9: Gita a Lopburi

Anche di Lopburi ho già scritto e vi ho raccontato che non ci sono stata in gita da Bangkok, bensì da Ayutthaya.

Le distanze e le tempistiche, così come la ridotta estensione del centro storico, rendono comunque la località adatta ad una toccata e fuga in giornata anche dalla capitale.

Per saperne di più leggete il post Lopburi, Thailandia: una giorno nella città dei templi e delle scimmie.    

Giorno 10: Gita a Kanchanaburi


Anche Kanchanaburi, considerando la vicinanza a Bangkok, può essere presa in considerazione come meta per una gita in giornata.

Credo però che in questo modo si rischi di correre un po’ troppo e di vedere solo una parte dei luoghi che ricordano un tristissimo capitolo della storia thailandese, vale a dire la costruzione della ferrovia della morte e tutto ciò che ne è conseguito.

Per saperne di più vi rimando a Kanchanaburi e dintorni, Thailandia: cosa vedere oltre al Death Railway Bridge.

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Come arrivare a Bangkok

Dall’Italia e dall’Europa in generale il mezzo più ovvio e scontato per raggiungere Bangkok chiaramente è l’aereo.

Il Suvarnabhumi Airport, ad una trentina di chilometri dal centro, è l’aeroporto in cui atterrerete se il vostro volo è appunto intercontinentale.

Nel caso in cui partiate in aereo da un Paese vicino o da un’altra città thailandese con una compagnia low cost quasi sicuramente atterrerete invece al Don Muang Airport.

Esistono anche autobus che collegano Bangkok ai Paesi confinanti. In particolare vi segnalo di aver percorso la tratta Bangkok – Vientiane (Laos) in una sola notte senza alcun problema, così come la tratta Battambang (Cambogia) – Bangkok in una giornata con un cambio al confine. Ho la certezza inoltre che esita la possibilità di muoversi anche verso Yangon (Myanmar), sappiate però che ci vuole davvero molto tempo.

I collegamenti in autobus da / verso destinazioni nazionali sono davvero capillari e frequenti, con arrivi e partenze che includono le maggiori destinazioni turistiche; personalmente sono andata da Bangkok a Krabi, nell’estremo sud della Thailandia, e anche in quel frangente non ho avuto di che lamentarmi, pur trattandosi di un viaggio notturno e di lunga durata.

In ogni caso, soprattutto per i percorsi più importanti, ritengo sia fondamentale scegliere una compagnia affidabile per evitare disagi.

Aggiungo inoltre che da / verso Bangkok si può viaggiare anche in treno e che si può contare su una rete ferroviaria che si estende in tutte le direzioni.

Come muoversi a Bangkok

Una volta in città sarà facilissimo muoversi.

Potrete infatti fare affidamento sia sullo Skytrain (detto anche BTS) che sulla metropolitana (detta anche MRT), che vi permetteranno di spostarvi nella zona nuova della città.

Per raggiungere invece le attrazioni che si trovano nella parte vecchia, potrete avvalervi del Chao Phraya Express ovvero della rete di battelli cui ho già accennato prima, che corrono lungo il fiume.  

Dove dormire a Bangkok

A Bangkok ho dormito in tre zone diverse, in base alle esigenze che avevo nei diversi momenti che ho trascorso in città:  

⇒ Born free hostel, 5 Euro a notte per un letto in dormitorio vicino a Khao San Road nel 2016;  

⇒ Mascot Hostel Bangkok, 6 Euro a notte per un letto in dormitorio con colazione nella zona nuova  nel 2016;  

⇒ Norn Yaowarat Hostel, 8 Euro a notte per un letto in dormitorio con colazione in piena China Town nel 2018.

Il primo è un ostello come tanti altri, la cui posizione si è però rivelata ideale per raggiungere a piedi tutti i luoghi d’interesse che ho visitato il primo ed il secondo giorno che ho trascorso a Bangkok, all’inizio del mio viaggio nel Sud Est Asiatico; la sua posizione mi ha inoltre consentito di trascorrere una serata a Khao San Road senza preoccuparmi di come poi rientrare.

Anche il secondo è un ostello senza infamia e senza lode, nel quale ho trascorso invece le ultime notti prima di tornare in Italia, al termine del mio primo viaggio nel Sud Est Asiatico. In quel caso avevo bisogno di una buona base per girare la zona nuova senza perdere tempo e soprattutto di una struttura vicino ad una stazione della linea ferroviaria che conduce all’aeroporto di Suvarnabhumi. Direi che, considerando le premesse, la struttura si è rivelata adatta.

L’ultimo dei tre ostelli è l’unico che in realtà vi consiglio, perché nuovissimo e particolarmente curato. Ecco, credo che sia proprio perfetto nel caso decideste di soggiornare a Bangkok durante il capodanno cinese, come ho fatto io all’inizio dello scorso anno!

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