Chiang Rai e dintorni: cosa vedere in un giorno e poco più – Thailandia

tempio bianco di chiang rai thailandia

Dopo essere stata due settimane in Myanmar, sono tornata in Thailandia, intenzionata a trascorrere un intero mese nel Paese, così da poterlo esplorare dall’estremo nord all’estremo sud, esattamente come vi ho raccontato nel precedente post (che ritrovate qui).

E’ così che un giorno di inizio febbraio dell’anno scorso sono atterrata a Chiang Rai, località non particolarmente allettante, ma ben nota grazie ai numerosi luoghi di interesse sorti nelle sue immediate vicinanze.  

Se state programmando un viaggio nel Paese del sorriso e nei vostri piani rientra una tappa a Chiang Rai, in questo post troverete senz’altro qualche spunto: vi racconterò infatti cosa ho fatto nel pomeriggio che ho trascorso in città e della giornata che ho dedicato ai dintorni.  

tempio bianco di chiang rai thailandia
tempio blu chiang rai thailandia
casa nera chiang rai thailandia

Un pomeriggio a Chiang Rai…

Ho lasciato l’ostello di Yangon all’alba, perché il mio volo per Chaing Rai sarebbe partito alla 8.30 e non volevo perderlo, anche se mi sarebbe piaciuto restare in Myanmar ancora un po’.

Certo, avrei potuto sconvolgere completamente i miei piani e attraversare il confine a piedi di lì a qualche giorno, ma mi sarebbe dispiaciuto altrettanto rinunciare ad alcune delle tappe che avevo in programma in Thailandia.

Dopo due voli ed uno scalo mi sono quindi ritrovata proprio là dove mesi prima avevo deciso di andare!  

In meno di mezz’ora, in taxi (7 Euro ca.), ho raggiunto il centro e la Guest House (Chiang Rai Central,  13 Euro per due pernottamenti in camera singola con colazione) dove avrei alloggiato le successive due notti.

Riposti i bagagli e sistemate alcune faccende, non potevo che uscire. Ero a conoscenza del fatto che non avrei trovato grandi monumenti in città e che l’architettura degli edifici non mi avrebbe particolarmente entusiasmata, ma in fin dei conti finisco sempre per trovare un buon motivo per fare una passeggiata.  

Dopo aver curiosato per un paio d’ore nei negozi che si affacciano sulle strade della città, era giunta l’ora di fermarsi, di rifiatare e di rilassarsi. Cosa potevo fare se non un massaggio thailandese?

Sì, ecco, ne avevo già fatto uno a Bangkok, durante il precedente viaggio nel Sud Est Asiatico, ed ero ben conscia di cosa volesse dire: per intenderci, mi sono ritrovata persino i gomiti e le ginocchia della massaggiatrice nella schiena; lo so che sembra incredibile, ma devo ammettere che alla fine mi sono sentita rinata.  

Arrivata l’ora di cena, la scelta più ovvia mi sembrava quella di andare al night market e di assaggiare un po’ di street food locale, poi però ho guardato l’orologio e mi sono resa conto che dovevo muovermi verso quella che reputavo l’unica vera attrazione del centro di Chiang Rai ovvero la torre dell’orologio che svetta, dorata e abbagliante, nel bel mezzo di una trafficatissima rotonda.

Alle otto, infatti, come tutti i giorni, proprio lì si sarebbe tenuto uno spettacolo di suoni e luci. Col senno di poi posso dire che quell’angolo della città ha assunto un carattere quasi psichedelico e oserei dire pure un po’ pacchiano, ma tutto sommato non è stato affatto male riempirsi la pancia di involtini primavera, seduta in uno dei numerosi ristorantini sorti lì vicino.    

Una giornata nei dintorni di Chiang Rai…

Vi ho detto che appena arrivata a Chiang Rai, ho dovuto sbrigare qualche faccenda. La cosa più importante da fare quel pomeriggio, ancora prima di uscire, era però capire come organizzare la giornata successiva, durante la quale volevo visitare diversi luoghi, tutti fuori città.

Considerando il tempo a mia disposizione e il fatto che non tutto ciò che mi interessava fosse propriamente dietro l’angolo, avevo deciso – a dire la verità ancora prima di partire! – che avrei preso parte ad un tour di gruppo in minivan.

Già da casa dunque avevo contattato la struttura nella quale ho alloggiato per ottenere informazioni al riguardo: mi hanno risposto immediatamente, dicendomi che per l’equivalente di circa 25 Euro, al mio arrivo, avrebbero potuto prenotare un’escursione con tappe al Tempio bianco, al Tempio blu, alla Casa nera, al villaggio di Doi Mae Salong e a Sop Ruak per la visita al Museo dell’oppio e al Triangolo d’oro.

Fatto il check-in, poiché non avevo voglia di perdere tempo girando per agenzie, ho dunque chiesto alla receptionist di verificare se ci fosse un posto disponibile per l’indomani. Come accade quasi sempre in Thailandia, in pochi minuti tutto era già confermato!

Ma cosa ho visto esattamente quel giorno?

Il tempio bianco

Noto anche come Wat Rong Khun, è senz’altro il tempio più curioso che io abbia visto non solo in Thailandia, ma in tutto il Sud Est Asiatico, e da solo giustifica una sosta a Chiang Rai, di cui ormai è divenuto vero e proprio simbolo, nonostante disti una quindicina di chilometri dalla città.

Come si intuisce dal nome, è completamente bianco. A spezzare il suo candore ci sono solo frammenti di specchi, con i quali è stato meravigliosamente decorato.

Detta così, sembra davvero incantevole. Delle statue dall’aspetto severo ed una miriade di mani che spuntano dal suolo, accompagnano però chi entra nel tempio, che non troverà scene della vita del Buddha, bensì illustrazioni di personaggi del mondo contemporaneo, reali o dei cartoni animati! 

A idearlo è stato l’artista e architetto thailandese Chalermchai Kositpipat, nel 1997. Difficile dire quale fosse il suo intento, ma una cosa è certa: ha lasciato molto spazio all’immaginazione dei visitatori.  

Il tempio blu

E’ un altro tempio molto recente, che – a dire la verità – non avevo mai sentito neanche nominare prima di pensare a Chiang Rai come metà del mio viaggio in Thailandia.

Sta di fatto che è sorprendente, per quanto è kitsch e soprattutto blu! E’ blu all’esterno, è blu all’interno,è blu ovunque! Secondo me, se si è in zona, una breve tappa la merita!  

La casa nera

Si tratta di un altro luogo che si deve all’ingegno contemporaneo ed in particolare a quello dell’artista thailandese Thawan Duchanee.

Vi sto parlando del Baan Dam ovvero di una sorta di museo, anch’esso considerato icona di Chiang Rai. Il suo nome in thai significa appunto casa nera ed effettivamente rappresenta un complesso di quaranta abitazioni, molte delle quali scure, di diverse forme, materiali e dimensioni, ma tutte nel tipico stile della Thailandia settentrionale.

Negli edifici che sono aperti al pubblico, che sono disposti in un ampio e curato giardino, spiccano degli oggetti molto insoliti, tutti parte di una collezione creata in oltre cinquant’anni: personalmente ho visto scheletri e pelli di animali, dipinti e sculture stravaganti, che nel loro insieme costituivano la fonte da cui Thawan Duchanee traeva ispirazione mentre realizzava le sue opere.  

Il villaggio di Doi Mae Salong

Subito dopo pranzo ci siamo fermati a Doi Mae Salong, un villaggio abitato per lo più da cinesi originari dello Yunnan che coltivano tè.

Dopo un’ottima degustazione, ho potuto fare una breve passeggiata nelle piantagioni, che modellano il paesaggio in modo davvero unico.

Prima di ripartire mi è anche stato spiegato che le persone che oggi vivono lì sono i discendenti di un reggimento schieratosi dalla parte del Partito Nazionalista Cinese, che con l’avvento del comunismo è dovuto scappare prima in Myanmar e poi in Thailandia.

Sop Ruak: il Museo dell’oppio ed il Triangolo d’oro

A Sop Ruak si fa tappa essenzialmente per due motivi: il Museo dell’oppio ed il Triangolo d’oro, che identifica proprio il confine tra Thailandia, Laos e Myanmar dove il Mekong incontra il fiume Ruak.

Per quanto riguarda il museo, sarò banale, ma mi è parso davvero interessante: non solo affronta la questione della produzione e del commercio dell’oppio nella regione da un punto di vista storico, ma mette in luce anche miti e leggende che le tribù di montagna da sempre legano alla sostanza.

Solo dopo aver compreso la complessità del territorio nel quale mi trovavo, ho finalmente potuto vederlo con i miei occhi: in un istante mi sono ritrovata con i piedi ben piantati in un Paese, ma letteralmente di fronte agli altri due!

triangolo d'oro  thailandia
piantagioni di te Doi Mae Salong

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2 thoughts on “Chiang Rai e dintorni: cosa vedere in un giorno e poco più – Thailandia

  1. La Thailandia continua ad affascinarmi.ci sono stata anni fa, ma solo al sud, e spero di poterci portare presto i miei figli. Una curiosita:con 13 euro che tipo di alloggio hai trovato? Soddisfacente sebbene spartano? O pessimo?

  2. Merita moltissimo anche il nord Cristiana… Per 13Euro avevo una camera singola, semplice e piccolina, ma pulita… Quindi direi soddisfacente! 😉

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