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La scorsa estate ho trascorso una giornata nel mantovano. In particolare mi sono finalmente regalata la possibilità di ammirare la bellissima Fioritura dei fiori di loto sul Mincio e di passeggiare nel vicino Parco delle Bertone, dove ho avuto la fortuna di osservare diverse cicogne.

In questo post ti racconto proprio del Parco delle Bertone e di loro, le cicogne, che secondo me sono animali estremamente eleganti. Non trovi anche tu?

Storia del Parco delle Bertone

Il Parco delle Bertone, che si trova nel comune di Goito (MN) e si estende per sette ettari, ha origini lontane. Lo si intuisce già ragionando sul suo nome. Questo infatti sembra ricondurre alla famiglia De Bertone, che nel Cinquecento acquistò dai Gonzaga la proprietà dell’area.

Nel corso dei secoli la porzione di terra dove oggi sorge il Parco delle Bertone e nidificano le cicogne, passò nelle mani dei Chieppio e quindi dei conti D’Arco; questi ultimi, originari di Arco di Trento, si trasferirono a Mantova nel 1740 e qualche decennio più tardi vi stabilirono la loro residenza estiva.

Tra gli esponenti della famiglia d’Arco è importante ricordare Luigi d’Arco, che è stato determinante nella fondazione del Parco delle Bertone. A partire da ciò che rimaneva di un antica foresta, egli fece realizzare quello che all’epoca appariva come un vero e proprio giardino romantico.

Non da meno è stato poi il ruolo della Marchesa Giovanna, ultima discendente della famiglia d’Arco. Quest’ultima infatti, per mantenere vivo il ricordo della sua casata, ha costituito la Fondazione d’Arco’, a cui ha donato tutti i beni di cui era in possesso, compreso il Parco delle Bertone.

Cicogne del Parco delle Bertone

Il Parco delle Bertone oggi, al di là delle cicogne…

Il Parco delle Bertone, oggi gestito dal Parco del Mincio, si presenta come piacevolissima area verde che custodisce tre edifici ottocenteschi degni di nota, tutti legati alla famiglia D’Arco.

L’area verde…

Quando parlo di area verde mi riferisco ad un’area per lo più boschiva, costituita da molti alberi secolari, autoctoni e non. Passeggiando, tra gli altri, ho avuto modo di scorgere pini neri, querce, carpini e tantissime magnolie.

Ad attrare veramente la mia attenzione è stato però il ginkgo biloba, un albero originario della Cina. Al di là delle foglie, che hanno una forma che ricorda un ventaglio, a stupirmi è stata la sua imponenza; si tratta infatti dell’esemplare più alto che abbiamo in Italia.

Non posso poi non menzionare un pioppo di 350 anni, caduto a causa di una tempesta, che è lì, sdraiato sul terreno, comunque maestoso. Ormai, come gli altri alberi del Parco della Bertone che non sono più in vita, ospita insetti, piccoli anfibi e rettili.

Ho potuto poi scorgere diversi fiori spontanei, che colorano il sottobosco. Ho quindi potuto ammirare un’infinità di aiuole, ancora più colorate. Rose, ortensie e persino un colonnato – che immagino di retaggio romantico – con un meraviglioso glicine secolare.

Per finire, mi sono anche imbattuta in un laghetto, dall’acqua di un blu intensissimo, che di fatto si trova nel bel mezzo del parco. E, proprio in quel laghetto, un’isoletta, collegata alla terra ferma da un ponticello.

Gli edifici…

Il sistema di sentieri e viali del Parco delle Bertone, ad un certo punto, inevitabilmente, conduce ad un vasto prato, intorno al quale si possono scorgere i nidi delle cicogne ed i tre edifici risalenti al XIX secolo cui accennavo prima.

A cosa mi riferisco?

– La villa divenuta residenza estiva della famiglia D’Arco, ristrutturata nel 1876 e rimodernata nel più ricercato stile degli hotel parigini e londinesi dell’epoca, tanto da poter vantare persino pregevoli pitture murali.

– L’edificio, con delle enormi vetrate, all’interno del quale sono ancora conservate le carrozze un tempo usate dalla famiglia d’Arco per spostarsi da Mantova al Parco delle Bertone.

– L’edificio che era adibito a stalle e scuderie e che oggi è stato parzialmente destinato a visitor center e spazio volto ad accogliere iniziative di educazione ambientale.

Purtroppo durante la scorsa stagione, a causa della pandemia, l’unica struttura accessibile era l’ultima che ho menzionato. Quando mi ricapiterà di tornare al Parco delle Bertone per vedere le cicogne, spero tanto di poter accedere anche alle prime due!

Il Parco delle Bertone ed il progetto di reintroduzione delle cicogne

Credo di averlo chiarito fin dall’inizio, ma lo ribadisco. Il vero motivo per cui ho voluto visitare il Parco delle Bertone è rappresentato da loro, dalle cicogne. Ecco, volevo vederle nei loro nidi, volevo vederle volare… E alla fine sono stata accontentata!

Nel 1994 infatti proprio all’interno del Parco delle Bertone è stato avviato il progetto di reintroduzione della cicogna bianca nella Pianura Padana, che è un territorio ritenuto particolarmente adatto alle esigenze della specie.

E’ così che dalla Svizzera (ed in particolare dal centro di Altreu) sono state trasferite dodici cicogne, che hanno presto iniziato a nidificare, tanto che a giugno dell’anno seguente – come accade sempre – erano già nati i primi piccoli.

A quel punto alcuni esemplari sono stati rilasciati e ne hanno attratti altri, che erano in transito per migrazioni. Lo scopo del centro, del tutto raggiunto, è infatti quello di favorire lo sviluppo di un nucleo stabile di cicogne sul territorio.

Chi volesse osservare questi meravigliosi animali dovrebbe cogliere l’occasione quando inizia il periodo dell’accoppiamento e quello in cui devono nutrire i cuccioli. Sto parlando di tutta la primavera e del mese di giugno, momenti in cui sono spesso in volo.

Personalmente sono stata al Parco delle Bertone per vedere le cicogne a luglio e ne ho comunque viste diverse, per lo più però nei loro nidi, costruiti sugli alberi secolari, sui tralicci e sugli edifici cui accennavo prima.

Visita al Parco delle Bertone e alle cicogne – Informazioni generali

– L’ingresso al Parco delle Bertone costa 2Euro;

– Il Parco delle Bertone generalmente è aperto il sabato pomeriggio dalle 15 alle 19 nei mesi di aprile, maggio e giugno. Da marzo a fine ottobre è aperto anche la domenica dalle 10 ad un’ora prima del tramonto.

– A causa della situazione pandemica è opportuno verificare sul sito del Parco del Mincio i giorni e gli orari di apertura, che hanno subito variazioni e possono variare in seguito ad eventuali restrizioni.

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”