Cosa vedere a Yangon in un giorno – Myanmar

Shwedagon Paya Yangon Myanmar

Dopo i giorni sul Lago Inle (di cui ho scritto qui) e a Bagan (di cui invece ho scritto qui), arrivare a Yangon è stato sconvolgente.

Non che non sapessi che si tratta della più grande città del Myanmar, fino al 2005 tra l’altro anche capitale del Paese, ma mi ero abituata ad una certa quiete e a ritmi ben più lenti.

Non voglio dire che ho odiato il caos nel quale mi sono imbattuta appena scesa dall’autobus, ma devo ammettere che per me è stato davvero troppo!

Il traffico si è rivelato un incubo, l’inquinamento pure e quel tipico andirivieni dei grandi centri asiatici che generalmente apprezzo mi ha letteralmente sfiancata… 

Nonostante questo credo che valga comunque la pena trascorrere a Yangon un po’ di tempo, soprattutto se si atterra o si decolla dal vicino aeroporto.

Nel mio caso la città è stata l’ultima tappa di un viaggio durato solo due settimane; per necessità ho dunque dovuto concentrare l’intera visita in una sola giornata.

Se anche voi siete a corto di tempo, credo che questo post faccia al caso vostro! 

Shwedagon Paya Yangon Myanmar

Cosa sono riuscita a vedere a Yangon, che in epoca coloniale era meglio nota come Rangoon? Volete sapere cosa c’è tra i palazzi fatiscenti, dai quali spuntano un numero indefinito di cavi elettrici penzolanti, parabole e condizionatori?

Certamente qualche edificio di epoca coloniale, magari abbandonato a se stesso, ma ancora lì, in attesa di essere ristrutturato.

Ecco, prima ancora di mettermi alla ricerca delle attrazioni che menzionerò di seguito, mi sono regalata una bella passeggiata nel centro storico, che mi ha fatto pensare ad un’epoca ormai conclusa ma che ha lasciato la sua impronta in ambito architettonico. 

Sempre parlando di passeggiate, non posso non citare i mercati all’aperto e le centinaia di bancarelle di street food nelle quali mi sono imbattuta e persa, a dire la verità più per cogliere odori che sapori.

Anche se ultimamente il mio rapporto con il cibo da strada è un po’ particolare, devo ammettere che sono perfette per chi è di fretta e vuole fare un velocissimo spuntino! Come noi, no?

Poi diversi luoghi di culto, che ho trovato più o meno suggestivi e che mi sono parsi quasi un mondo a sé stante rispetto al contesto cittadino nel quale sono custoditi. 

Si tratta per lo più di pagode, quindi se i vostri occhi in questo senso hanno già visto abbastanza, fate una selezione! Vi state chiedendo di cosa sto parlando?

Shwedagon Paya

La Shwedagon Paya – come senz’altro già saprete – è un po’ il simbolo di Yangoon: ecco, se c’è un luogo davvero imperdibile, è questa pagoda.

Anche se ci sono stata a fine giornata, per aspettare il calar del sole, che la rende ancora più scintillante, non posso non citarla per prima: viene infatti annoverata tra i luoghi di culto buddhisti più importanti del Myanmar, perché custodirebbe delle importanti reliquie.

Non mi perderò in lunghe descrizioni, anche perché se state organizzando un viaggio nel Paese sicuramente già saprete di cosa sto parlando, ci tengo però ad aggiungere che trasuda – più di quanto si possa pensare – spiritualità.

Vedrete in preghiera sia grandi che piccini e magari, come è successo a me, verrete fermati da qualche monaco che vi chiederà di conversare in inglese.

Lago Kandawgyi

Si tratta di uno specchio d’acqua artificiale, costruito dagli inglesi quando il Myanmar era ancora una colonia.

Dovete sapere che tutt’intorno al lago si sviluppa un parco, che nel trambusto di Yangon rappresenta una vera e propria oasi. A

lla ricerca di un po’ di pace, io ci ho fatto due passi, prima di incamminarmi verso la vicina Shwedagon Paya.

Ricordate comunque che è perfetto anche per riposare le gambe dopo una giornata molto intensa!

Chaukhtatgyi Paya

Più che di un Pagoda si tratta di una sorta di capannone, che però custodisce un bellissimo Buddha reclinato, sul cui capo si trova una corona decorata con pietre e metalli preziosi.

Durante il mio viaggio in Myanmar ho visto tante statue di questo genere, ma io sono di quelli che non ne hanno mai abbastanza e che difficilmente poi arriva a fare una selezione di cosa vedere e cosa no, se non è davvero necessario. E voi? 

Ngahtatgyi Paya

Altro capannone all’interno del quale si trova un Buddha, in questo caso seduto. Arriva a sfiorare i venti metri e sembra sia una delle statue più belle dell’intero Paese. Secondo voi potevo perdermelo? Chiaro che no!

Sule Paya

Questa è la pagoda che ho visitato per prima, anche perché era la più vicina all’ostello in cui soggiornavo.

Ho trovato particolare il fatto che si trovi nel bel mezzo di una rotonda: quando è stata costruita la strada era già lì e, poiché sembra risalire ad oltre duemila anni fa, è stata inglobata nella moderna struttura urbana.

E se avessi avuto un giorno in più?

Purtroppo non ho avuto un giorno in più da dedicare a Yangon, ma nel caso lo avessi avuto avrei fatto due cose:

> Visitare la Botataung Paya e, partendo dal vicino molo, attraversare il fiume Yangon fino a Dalah;

> Salire su i treni della cosiddetta Circle Line per farmi un’idea della vita quotidiana nei dintorni della città.

Diciamo che sarà per la prossima volta, perché come vi ho già detto in Due settimane in Myanmar: itinerario, costi e qualche riflessione…, una prossima volta prima o poi ci sarà!

Dovete sapere però che sui convogli birmani sono già salita e ve l’ho raccontato in Bago: la mia gita in giornata in treno e mototaxi – Myanmar!

lago kandawgyi yangon myanmar

Per vedere altri scatti della Shwedagon Paya di Yangon segui il link e se ti va metti mi piace sulla pagina facebook di My way, around the world

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