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La Crociera nel Canale di Beagle è un’esperienza che considero veramente imperdibile una volta raggiunta la Terra del Fuoco argentina ed in particolare Ushuaia. Arrivata laggiù, effettivamente, l’ho attesa con grande, anzi grandissimo, entusiasmo e non ne sono affatto rimasta delusa!

Quando mi sarebbe ricapitato in un’unica giornata di imbattermi in cormorani, leoni marini e persino in diverse specie di pinguini? Quando avrei potuto trovarmi nuovamente a percorrere una rotta seguita da avventurieri dalla grande fama?

Considerando la risposta, il mio amore verso gli animali e la storia delle esplorazioni, era semplicemente scontato per me arrivare a navigare nelle sue acque e così, un giorno di inizio febbraio del 2019, con il capelli al vento e le guance ghiacciate, le ho finalmente solcate.

Ma andiamo per ordine! Prima di dirti della mia esperienza nel Canale di Beagle, voglio darti qualche notizia in più su questo incredibile ed epico stretto!

Canale di Beagle

Un po’ di geografia ed un po’ di storia…

Lungo 240km e largo 5km nel suo punto più stretto, il Canale di Beagle – come già saprai – altro non è che uno stretto. Si tratta però di uno stretto molto particolare!

Quest’ultimo infatti, nell’estremo lembo meridionale dell’America Latina, rappresenta una delle sole tre vie navigabili che collegano l’Oceano Atlantico a quello Pacifico. Le altre due, nel caso la cosa ti incuriosisca, sono lo stretto di Magellano ed il Passaggio di Drake.

Aggiungo inoltre che esso crea una sorta di confine naturale tra Argentina e Cile – paesi che a lungo si sono contesi certi territori – e divide in due metà l’Arcipelago della Terra del Fuoco, separando di fatto Isla Grande (su cui sorge Ushuaia) dalle altre isole della regione.

I primi ad essersi stanziati nei pressi del Canale di Beagle sono stati gli Yamana. Arrivati nell’area circa 8000 anni fa, questi ultimi sono presto diventati abili naviganti, tanto che con le loro canoe si avventuravano nello stretto per procurarsi cibo e tutto ciò che gli era necessario per sopravvivere .

La prima navigazione del Canale di Beagle da parte di esploratori europei risale invece al XIX secolo. Ricordo in particolare le spedizioni del HMS Beagle, l’imbarcazione che per prima e per scopi scientifici ha attraversato lo stretto, attribuendogli anche un nome.

A questo proposito menziono inoltre Pringle Stokes, a capo della nave tra il 1826 ed il 1830, così come Robert FitzRoy, che nel 1833 ha preso il posto del precedente capitano, accompagnato tra l’altro da Charles Darwin in qualità di biologo ed antropologo.

Crociera nel Canale di Beagle

La mia Crociera nel Canale di Beagle

Il giorno in cui ho avuto la fortuna di fare la Crociera nel Canale di Beagle il cielo era grigio, le onde argentee e non mancava una leggere brezza marina. Io però, emozionatissima per tutto ciò che mi attendeva, ho trascorso quasi tutti il tempo all’esterno dell’imbarcazione, che ha acceso i motori di primo mattino.

Alle mie spalle ho immediatamente potuto ammirare Ushuaia, incastonata tra i rilievi di Isla Grande, innevati anche d’estate. Poi sono apparse una miriade di isole, isolette e scogli, tra i quali improvvisamente mi sono trovata a navigare, molto molto piacevolmente.

I panorami che si sono offerti al mio sguardo mi hanno letteralmente lasciata senza parole per la loro immensa bellezza. Per non parlare dei tuffi al cuore che ho avvertito ogni volta che la nave si accingeva ad accostare. Lì, a pochi metri da me, avrei infatti potuto scorgere qualche creatura meravigliosa!

> La mia Crociera nel Canale di Beagle: Isla de los Pajaros

Isla de los Pajaros è stata la prima tappa della mia Crociera nel Canale di Beagle. Come puoi intuire dal nome, è abitata da una colonia di uccelli. A dire la verità da un’immensa colonia di uccelli!

Da lontano, inizialmente, ho visto solo un’infinità di microscopici puntini bianchi e neri. Non ho capito subito dunque di cosa si trattasse, non riuscendo ancora a scorgere delle vere e proprie sagome. Ad un certo punto tuttavia ho pensato che dovessero essere dei cormorani.

La guida presente sull’imbarcazione, poco dopo, ha proprio spiegato che c’erano sia dei Cormorani di Magellano che dei Cormorani Imperiali. Entrambi sono alti più o meno una sessantina di centimetri, ma sono facilmente distinguibili perché presentano differenze nel piumaggio.

Ne avevo già visti altrove durante i miei viaggi, sia appollaiati sugli scogli che in volo, ma mai ne ho trovati così tanti tutti insieme. In poche parole, quello che mi si è presentato è stato uno spettacolo davvero unico nel suo genere.

> La mia Crociera nel Canale di Beagle: Isla de los Lobos

Poi è arrivato il momento di Isla de los Lobos, sulla quale vivono, sempre numerosi, dei leoni marini. Il termine Lobos marinos – letteralmente lupi di mare – in spagnolo indica infatti proprio questi buffi animali.

In particolare si parla di leoni marini sud americani. Osservandoli, rilassati, intenti a tuffarsi o a risalire sugli scogli, ho potuto notare le differenze tra i maschi e le femmine di questa specie.

I primi infatti hanno una testa grande ed una folta criniera e possono superare i due metri e mezzo in lunghezza e i 300kg a livello di peso. Le seconde invece spesso non arrivano ai due metri e pesano la metà dei loro compagni.

Devo dire che mi diverto sempre quando ho la fortuna di poterli ammirare. E accaduto durante l’escursione alle Isole Ballestas in Perù e anche a Cabo Polonio in Uruguay, giusto per fare due esempi. Ed è successo ancora durante la Crociera nel Canale di Beagle!

> La mia Crociera nel Canale di Beagle: Faro Les Eclaireurs

Gli argentini lo chiamano faro del fin del mundo, ispirati da Jules Verne e dal suo romanzo Il faro alla fine del mondo. In realtà però lo scrittore nel suo libro non ha fatto alcun riferimento al faro che si ha modo di ammirare durante la Crociera nel Canale di Beagle.

Devi sapere che la navigazione nello stretto, effettivamente, prevede una sosta presso il cosiddetto Faro Les Eclaireurs e non presso il Faro di San Juan del Salvamento che si trova su Isla de los Estados.

Inaugurato nel 1920, solo dieci anni più tardi ha visto il naufragio del Mount Cervantes, ma continua a funzionare, poiché non ha riportato danni. Non so se tu lo hai già visto ma, nel caso, non trovi che sia un luogo dal grande significato simbolico?

Personalmente l’ho trovato molto suggestivo, lì, su quello scoglio in mezzo al mare, dove solo qualche gabbiano osa posarsi. Quelle sue strisce bianche e rosse lo rendono poi molto affascinante e, sinceramente, lo ricordo come uno degli scorci più belli che ho potuto cogliere quel giorno.

> La mia Crociera nel Canale di Beagle: Estancia Harberton e Museo Acatushun

L’Estancia Harberton rappresenta l’estancia – ovvero una sorta di fattoria – più antica della regione della Terra del Fuoco. E’ stata fondata infatti nel 1886 dal ecclesiastico, nonché linguista britannico, Thomas Bridges dopo la chiusura della missione anglicana di Ushuaia.

Oggi, ancora di proprietà della famiglia del suo fondatore, ospita un ristorante ed una piccola struttura ricettiva (c’è qualche stanza privata, un ostello ed un campeggio), oltre ad un ristorante e ad una sala da tè. Io ci sono arrivata proprio all’ora di pranzo e ne ho approfittato per rifocillarmi!

Al di là di qualsiasi considerazione su alloggi e cibo, si tratta di un luogo storico. Ho dunque apprezzato anche questa tappa e credo che dopo diverse ore di navigazione nel Canale di Beagle una pausa ci stesse, soprattutto prima del pezzo forte della giornata.

Nel pomeriggio, prima di proseguire, ho poi potuto partecipare ad una visita guidata al Museo Acatushun, annesso all’estancia. Al suo interno si conducono studi sulla fauna marina locale e vengono esposti reperti molto interessanti.

> La mia Crociera nel Canale di Beagle: Isla Martillo ed i pinguini

Il vero motivo per cui volevo così tanto a fare la Crociera nel Canale di Beagle si può riassumere – in realtà – in due parole, vale a dire Isla Martillo. Ecco, si tratta di un’isola sulla quale dagli anni ’60 è possibile osservare diverse specie di pinguini!

Io, tra l’altro, ho scelto di affidarmi all’unico operatore di Ushuaia che ha il permesso di far sbarcare i propri clienti e di condurli per un’ora e mezza molto vicino a quei dolcissimi e curiosissimi animali, ovviamente affidandoli ad una guida specializzata.

A questo proposito mi preme sottolineare che il numero di persone che giornalmente possono accedere all’isola è limitato ed in ogni caso i gruppi non sono mai composti da più di venti persone. Questo ovviamente per tutelare i pinguini ed il loro habitat.

Aggiungo inoltre che vengono date precise disposizioni a chi partecipa all’escursione. Una volta sbarcati dal gommone, ad esempio, si deve necessariamente camminare su un sentiero ben delimitato e non si può alzare troppo la voce.

Inutile dirti che è stata un’esperienza straordinaria, che ripeterei altre mille volte. Anzi, direi che tra tutte le esperienze vissute non solo ad Ushuaia ma più in generale in Argentina ed in Sud America è senz’altro tra quelle più straordinarie!

Tra l’altro in occasione della mia visita non ho trovato solo i Pinguini Gentoo ed i Pinguni di Magellano, che raggiungono Isla Martillo per nidificare durante i mesi estivi (dicembre-marzo), ma anche un fantastico esemplare di Pinguino Reale.

Ecco, questa è stata proprio una gran sorpresa per me, così come il fatto di poter vedere anche dei cuccioli, che ho potuto riconoscere perché sono più piccoli e presentano un caratteristico piumaggio grigio.

Il rientro… In autobus!

La mia Crociera nel Canale di Beagle si è in realtà conclusa con la visita della pinguinera. Una volta tornata all’Estancia Harberton, c’era infatti un’autobus ad attendermi ed il ritorno ad Ushuaia, nel tardo pomeriggio, è dunque avvenuto su strada.

Devo dire che il percorso – di circa 80km – non è stato affatto noioso, anche perché mi ha dato la possibilità di vedere il Canale di Beagle da un’altra prospettiva. A quel punto, effettivamente, ho potuto osservarlo anche dall’alto!

Prima di tornare ad Ushuaia e recuperare le forze per l’escursione del giorno dopo, c’era però ancora una cosa che dovevo notare. Si tratta degli alberi bandiera, così chiamati perché crescono letteralmente piegati dal freddo ed impetuoso vento antartico!

Informazioni di carattere pratico

Di seguito riassumo in modo schematico le informazioni di carattere pratico che potrebbero esserti utili nel caso stessi organizzando una Crociera nel Canale di Beagle:

> Ad Ushuaia troverai, andando al molo turistico, diversi operatori che nella loro offerta contemplano la navigazione nello stretto;

> Nel caso, come me, volessi accedere a Isla Martillo per vedere i pinguini, avrai una sola opzione, che si chiama PiraTour;

> Sempre in questo caso, soprattutto se viaggi tra dicembre e gennaio, prenota con un certo anticipo, altrimenti rischi di non trovare posto;

> In linea generale ricorda che i prezzi delle Crociere nel Canale di Beagle cambiano in base alle tappe e alla durata della navigazione (qualche ora / mezza giornata / giornata intera);

> Appena la nave avrà lasciato il porto, la guida esporrà le regole da rispettare durante la navigazione, che dovrai ascoltare con attenzione e ovviamente rispettare alla lettera;

> Poiché durante la navigazione si può uscire all’esterno ma le condizioni meteo locali sono molto variabili, durante la stagione estiva vestiti a strati e porta una giacca a vento, durante quella invernale procurati dell’abbigliamento termico adeguato.

> Sempre per questioni legate alle condizioni atmosferiche, cerca di avere una certa flessibilità quando arrivi ad Ushuaia, perché le Crociere nel Canale di Beagle vengono sospese quando il mare è troppo mosso.

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6 Replies to “Crociera nel Canale di Beagle, Ushuaia – Un’esperienza imperdibile!”

  1. Un viaggio meraviglioso ed una crociera indimenticabile. È un viaggio che ti invidio tanto, che vorrei fare molto presto. Posso solo immaginare quanta ricchezza ti rimanga dentro al rientro da una simile esperienza.

  2. Questa crociera deve essere sicuramente entusiasmante, soprattutto se si tratta di ammirare la natura incontaminata e i pinguini. Li trovo adorabili e starei diverso tempo con loro per fotografarli! 😍

  3. Dev’essere stata davvero un’esperienza indimenticabile. Non so se riuscirò mai ad andarci, quindi sono contenta di aver letto il tuo articolo perché in qualche modo sono riuscita ad immaginarmi proprio lì, davanti a pinguini e leoni marini….

    1. Si Elisa, sicuramente una delle esperienze più incredibili vissute in Argentina ed in Sud America! Sono contenta di averti portata lì con il mio post!

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”