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Proprio in questi giorni riflettevo riguardo alla possibilità di fare qualche gita fuori porta. E’ così che per l’ennesima volta mi è tornata in mente Mantova. Ed è così che mi è tornata in mente anche una bellissima giornata della scorsa estate, trascorsa sul Mincio, ammirando un’immensa e meravigliosa distesa di fiori di loto.

Devi sapere infatti che ogni anno, nei mesi di luglio ed agosto, nel Lago Superiore ovvero là dove il Mincio ritrova in un certo senso la sua unità, è possibile assistere ad una delle più grandi fioriture di fiori di loto al mondo.

Se abiti in zona o comunque non troppo lontano, quando sarà il momento, non dovresti perdertela. Ecco, io mi sto ancora chiedendo per quale motivo non abbia pensato prima a questa esperienza, che ripeterò appena possibile!

Personalmente trovo sia uno spettacolo estremamente affascinante. Già da riva me ne ero resa conto. Una volta a bordo, man mano che l’imbarcazione avanzava, di fronte a quel tappeto fatto di foglie verdi e petali rosa, ne ho avuto la conferma.

Cos’è il fiore di loto… In sintesi!

Il fiore di loto è una pianta acquatica della famiglia delle Nelumbonaceae. E’ una pianta dunque che fiorisce in acqua ed in particolare in laghi e stagni; i suoi germogli trovano infatti nei fondali melmosi l’ambiente ideale per svilupparsi.

Crescendo la pianta riesce ad emergere. All’inizio si nota però solo il gambo che continuerà ad estendersi in altezza, qualche foglia che diventerà sempre più grande ed un minuscolo baccello. Nulla in questa fase lascia presagire ciò che sboccerà.

Solo quando la pianta sarà sufficientemente forte e robusta, il fiore finalmente si aprirà. Mostrerà i suoi oltre venti petali dalle mille sfumature rosa ed inebrierà con il suo profumo chiunque vorrà avvicinarsi e lasciarsi stupire da tanta tanta bellezza.

Cenni sull’origine e sul significato del fiore di loto…

Il fiore di loto è una pianta che arriva dall’Oriente e proprio in Oriente gli sono stati attribuiti tutta una serie di significati che ha portato con sé un po’ ovunque nel mondo. Anche in Italia, o mi sbaglio?

In particolare sarebbe espressione di una certa elevazione spirituale. Questa concezione – come puoi immaginare – trova le sue radici nel modo in cui la pianta nasce e si sviluppa. Dal fango, che rappresenta la materialità della vita in tutte le sue manifestazioni, si porta infatti sempre più verso la luce, liberandosi di ogni impurità.

Il fiore di loto, che ha una sacralità tutta sua, è strettamente legato alla figura del Buddha ed è un vero e proprio simbolo dei suoi insegnamenti. Allo stesso modo, per fare un altro esempio, è anche legato a diverse divinità induiste, come Brahma, dio della creazione, che è spesso rappresentato seduto su di esso.

Fiori di loto sul Mincio… Come e perché?

La leggenda!

Probabilmente a questo punto ti starai chiedendo come effettivamente i fiori di loto siano arrivati sul Mincio. Inizio col raccontarti una triste leggenda che pone al centro un profondo amore!

La protagonista della storia è una ragazza orientale. Quest’ultima, un giorno, specchiandosi nel Lago Superiore, cadde in acqua e non ci fu nulla da fare per salvarla. Il suo amato poco dopo, disperato, decise di togliersi la vita. Prima tuttavia gettò dei semi di fiori di loto nel Mincio, in modo che questi nel tempo potessero rievocare la bellezza ed il profumo della fanciulla.

La realtà!

Tornando alla realtà, non posso che raccontarti come sono andate veramente (e fortunatamente!) le cose. Ebbene, la presenza dei fiori di loto nell’area risale al 1921 e si deve alla studentessa di scienze naturali Maria Pellegreffi.

Quest’ultima ha portato a Mantova dei tuberi, ottenuti dall’Università di Parma grazie a dei missionari che avevano degli stretti legami con la Cina. Il suo scopo era quello di ottenere dalla pianta una farina alternativa, visto che quella tradizionale nel primo dopoguerra scarseggiava.

I fiori di loto, da allora, continuano a proliferare ed hanno creato diversi problemi ambientali. Mi riferisco all’innalzamento del livello dell’acqua del Lago Superiore quando le foglie si depositano sul fondale, così come alla diminuzione dell’ossigeno nell’acqua, necessario alla vita dei pesci, quando le foglie si decompongono.

L’uso a scopo alimentare tuttavia – tipico di varie tradizioni orientali – non ha affatto avuto successo a Mantova e dintorni, nonostante il fiore di loto sia commestibile in tutte le sue parti. Personalmente in viaggio l’ho anche assaggiato e devo ammettere che non mi ha propriamente deliziata!

Si potrebbe pensare tuttavia ad altri usi, come quello ornamentale. O ancora, alla possibilità di realizzare dei tessuti, come già avviene in Myanmar, dove con i fiori di loto si crea un particolare tipo di seta.

In questo senso non è da trascurare il fatto che le foglie dei fiori di loto siano idrorepellenti ed autopulenti. Questo aspetto è stato più volte studiato, al fine di ottenere materiali che abbiano proprio tali caratteristiche ovvero che presentino il cosiddetto effetto loto.

Fiori di loto sul Mincio… La navigazione!

Le vie d’acqua intorno a Mantova sono da sempre solcate da barche, barchette e barcaioli. Oggi questa possibilità è data anche ai visitatori che intendono ammirare i fiori di loto sul Mincio e più in generale scoprire la Riserva Naturale delle Valli del Mincio.

Personalmente a luglio ho avuto il piacere di navigare sulle placide acque del fiume ed in particolare del Lago Superiore, grazie al Consorzio dei Barcaioli del Mincio, che mi ha accompagnata nella scoperta di un ambiente unico e ricco di curiosità.

Al di là di ciò che ti ho raccontato finora devi sapere che si tratta di un ambiente palustre, frutto dell’incontro tra la Pianura Padana ed appunto il fiume Mincio. Un ambiente che è ricco di flora e fauna, al punto che durante la navigazione ho visto anche delle ninfee, degli aironi cinerini, degli aironi rossi, dei cormorani, dei cigni…

Nel caso volessi vivere anche tu questa esperienza, ricorda che ci sono due moli dove puoi imbarcarti. Uno si trova a Mantova, non lontano da Palazzo Ducale. L’altro è a Curtatone, località nota soprattutto per il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, che ti consiglio di visitare prima o dopo la navigazione.

A causa del Covid19 la scorsa estate venivano organizzate solo escursioni di un’ora, al costo di 10 euro. In precedenza tuttavia c’erano diverse opzioni (sia in termini di durata che di prezzo), che spero vengano ripristinate il prima possibile.

Se anche tu, tra luglio ed agosto, vuoi ammirare i fiori di loto sul Mincio, qualche giorno prima, non dimenticare di prenotare, facendo una telefonata ai barcaioli! Poi, se ti va, dimmi come è andata nei commenti!

In zona ti segnalo inoltre la possibilità di visitare il Parco delle Bertone e la sua colonia di cicogne. di cui ti parlerò nel post di domani!

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”