Site Loader

Il Custer State Park, che si trova nella regione delle Black Hills in South Dakota, è uno di quei parchi nei quali con un po’ di fortuna è facile trovarsi spettatore di un habitat condiviso da molte specie animali.

Per avvistare le creature che popolano l’area, tra l’altro, non è necessario prendere parte a grandi spedizioni: è infatti sufficiente disporre di un’automobile e percorrere la cosiddetta Wildlife Loop Road!

Trovandoci a passare dal Badlands National Park e dal Mount Rushmore, io e Gianluca potevamo non imboccare quella strada? Certo che no! E meno male, perché col senno di poi ne è valsa davvero la pena!  

Dicono che 45 minuti siano sufficienti per coprire i 12km che costituiscono il percorso. Beh, noi ci abbiamo messo un’intera giornata! Certo, ci siamo dedicati a due brevi e facili trekking, ma la maggior parte del tempo è volato sulle piazzole di sosta, dove secondo me è impossibile non fermarsi se si scorge qualcosa anche solo in lontananza…    

bisonti custer state park usa

Nei 71.000 acri che costituiscono il parco, tra foresta e prateria, vivono bisonti, alci, cervi, pecore delle montagne rocciose, capre delle nevi, muli, cani della prateria e numerose varietà di uccelli.

L’animale che più rappresenta il Custer State Park è però senza dubbio il bisonte, il più grande mammifero del Nord America. Il parco conta circa 1400 esemplari d’estate e 950 d’inverno, ma il numero può variare di anno in anno in base alle risorse che il parco offre; ogni autunno, infatti, un certo numero di capi – stabilito in base alla quantità di cibo presente entro i confini del parco – viene venduto, in modo da garantire la sopravvivenza del branco.  

E noi li abbiamo visti i bisonti? Certo che si, grandi, piccoli, dal manto un po’ più chiaro e dal manto un po’ più scuro, che attraversavano la strada bloccando il traffico, che a decine e decine si muovevano su distese di erba verdissima… Ecco, posso dire che rappresentano la forza della natura nella forma che personalmente trovo più emozionante! Per me, infatti, non c’è nulla di più bello che poter ammirare – molto semplicemente – la vita nel suo ambiente naturale!  

Siamo stati fortunati? Come ho detto prima, con un po’ di fortuna, al Custer State Park è facile vedere moltissimi animali allo stato brado e in questo senso quindi credo proprio che lo siamo stati! Oltre ai bisonti abbiamo infatti avvistato anche molte altre specie, di cui potete vedere qualche scatto negli album che creo sul mio profilo facebook al termine di ogni viaggio.  

cani della prateria custer state park usa

Ciò a cui i visitatori (1,8 milioni nel 2016) oggi possono assistere, tuttavia, non è così scontato: all’inizio del XX secolo i coloni, a causa di attività come la caccia, avevano infatti messo in serio pericolo l’esistenza di alcune specie ed in particolare i bisonti, che tra l’altro per secoli sono stati una risorsa (alimentare e non solo) fondamentale per i nativi. Da milioni e milioni, il numero di Tatanka – così erano chiamati i bisonti dai Lakota Sioux – si era infatti avvicinato al migliaio di unità, considerando tutto il Nord America!  

E’ solo grazie al Governatore del South Dakota Peter Norbeck che si iniziò a prendere atto della situazione e a ripopolare alcune aree, tra le quali anche quella attualmente corrispondente al Custer State Park, che all’epoca era definita Custer State Forest and Game Sanctuary. Già nel 1914 ha infatti introdotto 36 bisonti che nel tempo si sono moltiplicati fino a formare una comunità di 2500 capi già nel 1940.

E’ più che altro pensando a questo che  – ancora un volta! – mi viene da dire che siamo stati fortunati, perché i nostri occhi hanno potuto vedere uno spettacolo della natura che noi, intesi come umanità, abbiamo rischiato di perdere! Ecco, quando si entra nei Parchi Nazionali o Statali viene sempre richiesto di rispettare un regolamento fatto di norme necessarie a tutelare degli ecosistemi che possono essere molto fragili. Concludo dicendo: <<Rispettiamole!>>. In particolare, ci tengo a ricordare di non avvicinarvi troppo agli animali e soprattutto di non dargli da mangiare, per la vostra incolumità e per la loro!

A questo punto non mi rimane che augurarvi buon viaggio e… tanti bisonti!     

Il post ti è stato utile? Ti è sembrato interessante? Perché non metti mi piace sulla pagina facebook di My way, around the world?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”