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Quando sono partita per il Sud Est Asiatico la costa della Cambogia non sfiorava neanche i miei pensieri. O forse sì, ma giusto per un qualche giorno di mare. Eppure, dopo che per varie ragioni ho stravolto i miei programmi, sono finita proprio lì e di cose da vedere e da fare ne ho trovate parecchie. Il mio itinerario? Ve lo racconto subito in modo che possiate prenderne spunto al più presto!  

*Kep

Kep sur Mer, come si intuisce dal nome, è stata fondata come località di villeggiatura per l’elite coloniale francese.

C’è una bella spiaggia, sulla quale potete rilassarvi qualche ora senza però aspettarvi grandi cose dal mare, che non sorprende per colori e limpidezza.

Potete anche dedicarvi al trekking: sulla penisola che prende il nome della cittadina, che è anche parco nazionale, si trova infatti un sentiero di 8km.

Oggi tuttavia la località è nota soprattutto per il mercato dei granchi, dove i crostacei vengono pescati, scelti da chi li compra e fatti cucinare al momento per poi essere mangiati.

Personalmente volevo provarli, ma quando li ho visti, ancora vivi che muovevano le loro chele azzurre, non ce l’ho fatta.

La località non ha un vero e proprio centro e per questa ragione non vi consiglio di pernottarvi più di una notte.

kep cambogia

*Isola del coniglio

Questa piccolissima isola, nota anche come Koh Tonsay, si trova al largo di Kep, dalla quale è raggiungibile in barca in 30 minuti.

Si presta ad una piacevole gita in giornata, ma – volendo – potete fermarvi una notte e ripartire il giorno dopo.

Sull’isola non c’è praticamente nulla, se non qualche spartano bungalow sulla spiaggia ed un ristorante dove si mangia a prezzi onesti.

Palme altissime, un paio di spiaggette che offrono un mare certamente migliore di quello di Kep e davvero nient’altro.

Ecco, è il posto giusto se avete bisogno di un po’ di pace!  

isola del coniglio cambogia

*Kampot

Se penso a Kampot mi viene subito in mente l’uscita in barca, sul fiume, all’ora del tramonto. Uno vero spettacolo, senza contare che quando il sole è sceso oltre l’orizzonte sono comparse le lucciole!

A Kampot, a differenza di Kep, un centro c’è, con tanto di ristorantini e bar. E si tratta di un centro che più che visitato va vissuto e credo che il momento migliore per viverlo sia la sera.

A Kampot comunque potete trascorrere tranquillamente due/tre giorni, considerando che i dintorni si prestano ad un paio di interessanti gite in tuc tuc (o, se preferite, in motorino).

Io ho deciso di fare il cosiddetto Countryside tour per vedere e cercare di capire almeno un po’ come si vive nella campagna cambogiana.

Erano previste diverse tappe, tra le quali quella presso un villaggio cham (la cui popolazione, di religione musulmana, è dedita alla pesca), quella presso le saline, quella presso le piantagioni di pepe e per finire quella presso il Tempio nella grotta di Phnom Chhngok.

Nei dintorni c’é poi anche la possibilità di visitare il Bokor National Park. A quanto pare la stagione secca, quella durante la quale io mi trovavo in Cambogia, non è ideale, poiché le cascate, che rappresentano uno dei principali motivi d’interesse, sono per lo più in secca; non so se vale la pena visitare solo la stazione climatica costruita in epoca coloniale, ormai abbandonata.  

kampot cambogia

*Sihanoukville o meglio Otres Beach

Raggiungere Sihanoukville significa voler fare vita da spiaggia. Ombrellone, sdraio e un bel mare verde smeraldo. L’unica cosa di cui dovete preoccuparvi è quella di scegliere il lido più adatto alle vostre esigenze.

Io ho optato per Otres Beach, che rappresenta l’area più tranquilla lungo la costa della località. Mi sono fermata quattro/cinque giorni in un ostello costituito da una decina di bungalow a pochi metri dalla riva; è stato bello svegliarsi e addormentarsi sentendo solo il rumore delle onde.

Sono certa comunque che vi siano aree ben più animate: è il caso di  Serendipity Beach ad esempio.  

otres beach sihanoukville cambogia

*Koh Rong Samloem

Koh Rong Sanloem è stata la perla di questo mio itinerario. Si tratta di un’isola che si trova di fronte a Sihanoukville, città dalla quale può essere facilmente raggiunta.

Le località più importanti dell’isola sono Saracen Bay e M’Pay Bay.

La prima vanta una lunga spiaggia bianca, di quelle paradisiache, dove il mare assume mille tonalità di blu e turchese, ma anche una lunga fila di bungalows e locali per lo più gestiti da expat e orientati ad una clientela esclusivamente straniera.

La seconda invece racchiude un villaggio abitato dalla gente del posto, che accoglie volentieri i pochi turisti di passaggio; la spiaggia è un po’ più piccola, ma ugualmente bella.

Non fatevi spaventare dal fatto che Saracen Bay sia una realtà esclusivamente votata al turismo, perché non si presenta comunque molto affollata.

Il mio consiglio è quello di dividere i giorni che avete a disposizione tra le due località.

Personalmente mi sono fermata sei giorni sull’isola, ma avrei potuto restare molto di più…  

ko rong sanloem cambogia

*Le distanze

Phnom Penh – Kep: 146km, 4h in minibus  

Kep – Isola del coniglio a/r: 30 min in barca  

Kep – Kampot: 25km, 45 minuti in bus  

Kampot – Sihanoukville: 105km, 2h in minibus  

Sihanoukville – Koh Rong Sanloem a/r: 15 minuti in catamarano, 45 minuti con il traghetto veloce, 2h in barca  

I tempi di percorrenza chiaramente dipendono da molti fattori, tra i quali ad esempio le condizioni del mare/strada ed il mezzo con il quale ci si sposta; sono quindi indicativi e vi suggerisco di non farci troppo affidamento.  

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”