Monte Popa, Myanmar… Andare o non andare?

vista da monte popa myanmar

Ancora non so per quale motivo, ma mentre organizzavo il mio viaggio in Myanmar ho pensato che nel mio itinerario non potesse mancare una tappa al Monte Popa. E’ trascorso poco più di un anno dal mio rientro dal Paese, ma davvero non ricordo perché ci tenessi tanto. Con il senno di poi, credo che durante la mezza giornata che gli ho dedicato potevo fare ben altro e in questo post vi spiego perché!

monte popa bagan myanmar

Avete mai sentito parlare del Monte Popa? Se foste birmani non mi porrei neanche la questione, perché tutti in Myanmar sanno cosa rappresenta. Ad ogni modo, per chi non lo sapesse, si tratta del luogo dove dimorerebbero alcuni tra i più importanti Nat, vale a dire degli spiriti che si manifesterebbero attraverso elementi della natura ma anche attraverso gli esseri umani. Ecco, il Monte Popa ne custodirebbe ben 37!  

Dovete sapere poi che il culto dei Nat è molto antico e risale a ben prima dell’avvento del Buddhismo, accanto al quale in Myanmar coesisterebbe da sempre. Semplificando, pare infatti che i birmani si rivolgerebbero a Buddha per questioni legate alle vite future e ai Nat per tutto ciò che invece ha a che vedere con la vita presente. Chi ha viaggiato nel Paese dovrebbe sapere che non è affatto raro imbattersi in statue del Buddha e accanto ad esse trovare delle rappresentazioni dei Nat.  

Riguardo al Monte aggiungo solo che in realtà si chiama Popa Kaung Talat e che non è un vero e proprio monte, bensì una sorta di sperone roccioso di origine vulcanica che supera i 700m e che si erge nel bel mezzo di una verdissima pianura.  

Se ci sono salita? Certo che sì, perché in cima si trova un tempio che, per quanto dorato e scintillante, non ho trovato particolarmente suggestivo. Non so… Forse dopo due giorni nella piana di Bagan (se vi va leggete Bagan – Myanmar: la mia esperienza e qualche informazione di carattere pratico) era davvero difficile stupirmi?  

Mi è capitato altre volte di visitare luoghi di culto importanti per la popolazione locale ma che architettonicamente mi dicessero poco. In tali circostanze però, in genere, mi ha detto molto l’umanità che mi sono trovata dinanzi agli occhi. Non fraintendetemi, non voglio dire che sul Monte Popa non ci fossero persone mosse da una certa fede. C’erano, certamente. Lungo i 777 gradini che portano in cima però ho trovato anche tantissimi venditori di souvenir e di cibo, usato per le offerte. E, soprattutto, tante persone intente a chiedere una sorta di mancia per tenere pulite le scale, continuamente sporcate dalle scimmie.  

salita monte popa myanmar
scimmie monte popa birmania

Ecco, la presenza delle scimmie è un aspetto che non va affatto trascurato, soprattutto se si pensa al fatto che sul Monte Popa, come in tutti i luoghi di culto buddhisti in Myanmar, bisogna salire scalzi. Sia ben inteso che non ce l’ho con le scimmie, verso le quali nutro anche una certa simpatia. Semplicemente non mi piace il fatto che la loro presenza e la conseguente necessità di pulire diventi un pretesto per chiedere costantemente <<donazioni per la pulizia>>. E poi, tra l’altro, credo sia praticamente impossibile tenere quel luogo davvero pulito, considerando il gran numero di animali presenti.  

Bisogna poi prestare particolare attenzione a ciò che si ha addosso, anche perché in alcune circostanze quelle piccole simpaticone si rivelano abbastanza dispettose e aggressive. Vi dico solo che a Lisa, la ragazza tedesca con la quale ho fatto la gita al Monte Popa, sono riuscite a rubare gli occhiali da sole! E se avessero rubato i miei di occhiali, da vista?   

Forse l’unica consolazione è il panorama, una volta che si arriva in cima. Dopo venti minuti, salendo salendo, senza particolare fatica, neanche quando splende il sole, perché il percorso è coperto, si arriva appunto al Tempio di Taung Talat, che si affaccia sulla città sorta ai suoi piedi e sulla piana di Myingyan…

vista da monte popa myanmar

Quindi… Vi state chiedendo se andare o non andare al Monte Popa? Io non vi dirò mai di non andare in un posto, perché credo che ognuno debba vedere ciò che il mondo offre – nel bene e nel male – con i propri occhi. Mi sento però di aggiungere che, se avete poco tempo, forse è meglio che lo apprezziate in altri luoghi del Paese (qui potete trovare qualche idea per costruire il vostro itinerario). In caso contrario, fateci una gita e ditemi cosa vi ha trasmesso questo luogo!  

Concludo, raccontandovi come sono arrivata al Monte Popa. In rete ho letto della difficoltà trovata da alcuni viaggiatori nel raggiungere il sito: sembra infatti che fino a qualche anno fa la cosa fosse una vera e propria odissea. A gennaio/febbraio del 2018 – ovvero all’epoca del mio viaggio – le cose si sono però rivelate molto meno complicate. Personalmente ho infatti trovato, al costo di soli 5Euro, un minivan che è partito da Bagan alle 9 ed è rientrato alle 13.

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