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Vuoi visitare il Tiger Cave Temple di Krabi? Di seguito trovi il racconto della mia esperienza ovvero dell’ascesa fino al picco roccioso sul quale è stato costruito e qualche informazione sul tempio stesso!

La mia visita al Tiger Cave Temple di Krabi

Ho deciso di trascorrere una notte a Krabi, nel sud della Thailandia, per la sua vicinanza all’aeroporto. Il mio volo per Mandalay infatti sarebbe partito all’alba, costringendomi ad una vera e propria levataccia.

In città però ci sono arrivata che erano le tre del pomeriggio e, dopo aver fatto due passi tra hotel ed attività commerciali locali, ho capito che non avrei trovato granché da fare, se non dopo le sedici, con l’apertura del mercato notturno. 

Ho dunque chiesto in ostello se per caso avessero suggerimenti e mi hanno risposto che potevo andare al cosiddetto Tiger Cave Temple di Krabi. Mi sono presa qualche minuto per capire di cosa si trattasse e, una volta appurato che non ci fossero tigri vere e sedate, ho pensato che potesse essere una buona idea.    

tiger cave temple krabi thailandia
tiger cave temple di krabi

Alle 17 sono dunque passati a prendermi. Un minivan, per 200B (5 Euro), ha percorso la decina di chilometri che separano la città dal tempio, per poi venire a riprendermi alle 19.30.

Due ore e mezza per un tempio? So che vi state ponendo questa domanda! Vi dico subito che il Tiger Cave Temple si trova su uno sperone roccioso, ad un altezza di circa 600m e che per raggiungerlo ho dovuto risalire 1260 gradini!

Faticoso è faticoso, non lo nego, anche perché la pendenza è notevole, soprattutto in alcuni punti, ma devo anche dirvi che per raggiungere la cima ho impiegato solo una mezz’ora abbondante!  

Ad un certo punto davvero non mi sentivo più le gambe e ogni cinquanta gradini mi fermavo per riprendere fiato. Si, so che mi fermavo più o meno ogni cinquanta gradini perché sul percorso man mano che si procede si trovano dei numeri che indicano i gradini già calpestati! Sarà per motivare chi sta salendo?

Io continuavo a dirmi: <<Sono ad un terzo… Sono a metà… Me ne mancano 129!>>. Non so come, ma nonostante tutto, riuscivo pure a fare dei calcoli!

Certamente hanno inciso anche il caldo e l’umidità. Ci credete se vi dico che i vestiti praticamente potevo strizzarli come se li avessi lavati?! E meno male che mi sono cimentata quando il sole ormai stava per calare!  

Fatta questa premessa, affermo senza esitazione che non lo rifarei, ma che ne è valsa sicuramente la pena !

Il paesaggio che mi si è offerto mi ha completamente ricaricata. Tutt’intorno a me potevo scorgere dei magnifici picchi carsici, ricoperti da una fitta vegetazione. Quelli più lontani, sembravano quasi fluttuare tra le nuvole. Non ho potuto fare altro che sedermi per terra e cogliere quell’attimo profondamente.

Poi, con estrema serenità – quella serenità che solo certi luoghi riescono a donare – mi sono alzata. Ero lì per il Toger Cave Temple in fondo, ma non gli avevo ancora dedicato la giusta attenzione.

Mi sono avvicinata dunque ad un grande stupa dorato e ad un altrettanto grande Buddha, che dominano lo sperone roccioso su cui mi trovavo. La notte stava per calare, eppure emanavano una luce calda ed intensa.    

picchi carsici thailandia
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Scalza – perché nei templi buddhisti si entrare scalzi, oltre che con le spalle e le gambe coperte, queste ultime almeno fino alle ginocchia – sono tornata agli scalini, dove avevo lasciato le scarpe.

Prima che venisse a mancarmi qualsiasi punto di riferimento se non la luna, ho iniziato a scendere. Non vi dico come mi è sembrato facile!  

Sapete che sto viaggiando da sola, vero? Eppure questa impresa – chiamiamola così – non l’ho portata a termine da sola!

Dovete sapere che nella foresta che si estende lungo la scalinata vivono tante scimmiette, che si sono fatte notare già mentre salivo e poi anche mentre scendevo. Saltavano da un ramo all’altro, urlavano e nella notte credo di averle persino sentite ringhiare.

Sono arrivata alla conclusione che devono essere litigiose, oltre che molto dispettose. Sembra infatti che si divertano a rubare zainetti, borsette o qualsiasi altra cosa le incuriosisca!

A questo punto vi starete chiedendo perché il complesso non si chiami tempio della grotta delle scimmie o quanto meno perché si chiami tempio della grotta della tigre.

Secondo una delle tante leggende, il monaco fondatore –  Luang Por Chamnean Srilasatheto – si sarebbe ritirato in una grotta per meditare e un giorno proprio in quella grotta lo avrebbe sorpreso una tigre, che però non lo ha attaccato.

Per questa ragione, nel luogo in cui tutto accadde, fu eretto un tempio, che non è quello sullo sperone roccioso, bensi un altro tempio, che si trova ai piedi dello stesso ed è raggiungibile risalendo solamente 90 gradini.

La tigre avrebbe poi anche lasciato traccia del suo passaggio, ovvero delle impronte, ancora visibili, vere o finte che siano.  

Concludo, dicendovi che non dovete aspettarvi un tempio dalla storia millenaria – gli edifici risalgono alla fine degli anni settanta – ma che comunque si tratta di un importante centro di meditazione, abitato da un centinaio di monaci e che ogni giorno ne attrae altri da tutta la Thailandia.

Il Tiger Cave Temple di Krabi merita insomma un po’ del vostro tempo, soprattutto se siete di passaggio a Krabi, in attesa di un volo, di un traghetto o di qualsiasi mezzo vi porti là dove siete diretti.    

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”