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Dopo aver trascorso una settimana a Bariloche ed un giorno a Puerto Montt, che non mi ha per nulla incantata se non per i leoni marini che vivono nei pressi del Mercado Angelmò, sono sbarcata sulla bellissima Isola di Chiloé.

Avrei potuto tenere come base proprio la città di Puerto Montt per visitare l’Isola di Chiloé o forse dovrei dire l’Arcipelago di Chiloé, perché oltre alla cosiddetta Isla Grande ci sono poi una miriade di isolette, abitate e non. In questo modo però avrei dovuto accontentarmi di una gita organizzata, che in una giornata avrebbe condensato tanta, troppa bellezza.

Come sempre, anche in questo caso, ho preferito muovermi per conto mio ed ho finito per trascorrere quattro giorni lì, nel Pacifico del sud del Cile, in quello che in lingua mapuche è noto come Luogo dei Gabbiani. D’altra parte un nome così evocativo, l’affascinante mitologia locale, le splendide chiesette in legno, le coloratissime case su palafitta che sono un vero e proprio simbolo di Chiloé e una natura mervigliosa meritavano tutto il mio tempo!

Visitare l'Isola di Chiloé

Perché andare sull’Isola di Chiloé?

In realtà ti ho appena indicato ben quattro buoni motivi per cui dovresti passare dall’Isola di Chiloé durante un viaggio in Cile, ma… Voglio dirti qualcosa di più! !

L’affascinante mitologia locale

Ancora prima di arrivare a Chiloè ero affascinata dai miti e dalle leggende locali, che sono sopravvissuti al tempo e continuano ad avere un grande valore per i chiloti. I giorni sull’isola sono dunque stati l’occasione per approfondire il rapporto che questi ultimi intrattengono con un mondo tutto sovrannaturale.

Nonostante già nel XVI secolo Chiloé sia stata colonizzata, è rimasta a lungo isolata. Proprio questo aspetto ha fatto si che narrazioni che vedevano come protagoniste figure frutto dell’incontro tra due mondi – quello della popolazione autoctona e quello degli spagnoli – siano state tramandate di generazione in generazione.

E così che oggi a Chiloé puoi sentire parlare del Trauco, un ometto dall’aspetto terrificante ma estremamente forte, che vagherebbe nella foresta con un cappello a forma di cono, un’ascia di pietra ed un bastone di legno; quest’ultimo, in grado di uccidere con lo sguardo, sarebbe particolarmente pericoloso per le ragazze senza marito, tanto che in loco le gravidanze inaspettate si attribuiscono proprio a lui!

Poi ci sarebbe anche il suo corrispettivo femminile, vale a dire la Fiura. In questo caso si parla di una vera e propria strega, che tenterebbe continuamente di sedurre gli uomini che incontra. Al di là di questo, ricorda anche che oltre ad avere un alito nauseabondo, è in grado di procurare la sciatica!

Vogliamo poi parlare della Pincoya? Si tratterebbe di una donna di giovane età che vive in mare e che apparirebbe ai pescatori, coperta da un abito fatto di sole alghe. Quando si presenta, danzante, sulla spiaggia o tra le onde, bisogna sperare che non guardi verso la terraferma, altrimenti la pesca sarà scarsa!

Potrei parlarti di almeno un’altra decina di personaggi di questo genere. Preferisco però lasciare a te ulteriori approfondimenti, prima o durante la visita sull’Isola di Chiloé. Sempre che la cosa ti incuriosisca!

⬩ Le splendide chiesette in legno

Un altro motivo per cui secondo me vale assolutamente la pena fare almeno un salto sull’Isola di Chiloé è rappresentato dalle splendide chiesette in legno. Secondo me sono infatti veramente qualcosa di unico nel panorama latinoamericano!

Costruite tra il XVIII ed il XX secolo, il loro scopo, almeno inizialmente è stato – ahimè – quello di favorire il processo di evangelizzazione della popolazione natia, portato avanti in un primo momento dai gesuiti e poi dai francescani.

Poiché sull’isola sono arrivati sacerdoti da ogni parte d’Europa, anche se essenzialmente da quella centrale, lo stile degli edifici di cui stiamo parlando tende a richiamare quello dei paesi d’origine di questi ultimi. Generalmente si tratta di chiese dalla pianta rettangolare, internamente divise in più navate e che presentano un tetto a due spioventi, oltre ad un campanile poligonale.

Importante è il fatto che per la costruzione si è però ricorso a tecniche di costruzione e a materiali tipici dell’area. Riguardo ai materiali aggiungo che il legno – verniciato di colori vividi e luminosi almeno per l’esterno – è stato ricavato essenzialmente da cipressi e faggi antartici, molto diffusi sull’isola.

Nei secoli, considerando l’intero arcipelago, sono state costruite circa centocinquanta chiese. Oggi purtroppo, a causa del passare del tempo e delle condizioni metereologiche locali, ne rimangono solo una settantina. Sedici però sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO!

⬩ Le coloratissime case su palafitta

Le case su palafitta, in spagnolo meglio note come Palafito, sono abitazioni tradizionali che durante una visita sull’Isola di Chilé secondo me vanno almeno viste! Dico almeno viste perché – come ti racconterò in uno dei prossimi paragrafi – è anche possibile alloggiarvi!

A mio parere molto pittoresche, sono state realizzate nel XIX secolo, essenzialmente per due ragioni. Innanzitutto pare che i costruttori non avessero il denaro per acquistare della terra su cui costruire un’abitazione. E poi perché per i pescatori che ci hanno abitato era più comodo, dopo tante ore in mare, tornare a casa direttamente in barca.

Ti ho già detto che sono coloratissime; ecco, devi proprio pensare alle tonalità più sgargianti, di cui sono state dipinte le cosiddette tejuelas, vale a dire le tegole in legno che ricoprono completamente la parte esterna di questi curiosi edifici costruiti appunto sull’acqua.

E l’acqua sotto le case su palafitta viene e va, a causa del fenomeno delle maree, che sull’Isola di Chiloé è particolarmente evidente. Questo aspetto rende sicuramente gli ambienti in cui si inseriscono ancora più incantevoli, anche perché estremamente mutevoli!

Oggi purtroppo non tutti gli edifici sono in ottime condizioni. Nel 2008 ci è infatti stato un incendio che ha creato danni non indifferenti. Va inoltre considerato che quelli su cui sono stati fatti degli interventi sono poi stati trasformati in strutture ricettive o botteghe di vario genere.

⬩ Una natura meravigliosa

Il filo conduttore del mio lungo viaggio tra Cile ed Argentina è senz’altro rappresentato dalla natura, da una natura meravigliosa che nei due paesi mi ha sorpresa sempre e ovunque! Sull’Isola di Chiloé – anzi, direi un po’ su tutto l’arcipelago – non ha fatto eccezione!

Effettivamente presenta una costa frastagliata, con un’infinità di insenature, penisole e addirittura dei piccoli fiordi e non mancano nemmeno lunghi tratti sabbiosi. L’interno è ricoperto da prati verdi che più verdi non si può e da fitte foreste, che a tratti ricoprono delle dolci alture.

Per non parlare degli animali che la popolano. Foche, leoni marini, una miriade di specie di uccelli e sì, anche loro, i buffissimi pinguini di Magellano e di Humboldt, nei quali almeno in alcuni mesi dell’anno è possibile imbattersi. Ti ricordo anche il cavallo chilote o mampato, che di seguito puoi vedere in una delle foto!

Se dunque cerchi il contatto con la natura, sappi che l’Isola di Chiloé è il posto giusto! Devi sapere, tra l’altro, che dei 9000km2 che la costituisco, quasi 500 fanno parte dell’omonimo Parco Nazionale e sono dunque protetti!

Soprattutto nel caso in cui intendi organizzare qualche escursione, considera però che piove circa trecento giorni all’anno e che spesso il vento si fa sentire! In questo senso io sono stata fortunata, perché a inizio marzo ovvero al termine dell’estate australe ho beccato quattro bei giorni di sole!

Cosa fare e cosa vedere sull’Isola di Chiloé

Ma nello specifico, cosa fare e cosa vedere sull’Isola di Chiloé? Ti dico subito cosa sono riuscita a visitare io nei quattro giorni che vi ho trascorso!

Castro

Castro, fondata nel 1567, dal 1982 è capoluogo della provincia di Chiloé. Seppure non di grandi dimensioni, si tratta di una vera e propria città e non di un villaggio come ci si può aspettare. Da non perdere i diversi complessi di case su palafitta, così come la Iglesia de San Francisco.

Parco Nazionale di Chiloé

Il Parco Nazionale di Chiloé, facilmente raggiungibile da Castro, si presta alle esigenze più svariate. Presenta infatti sentieri per tutti i gusti, da quelli più facili e percorribili in poche ore a quelli più difficili che richiedono un pernottamento in loco.

Molo delle Anime

Tra le attrazioni meno note dell’Isola di Chiloé c’è il Molo delle Anime (in spagnolo Muelle de las Almas), che si trova in corrispondenza di Punta Pirulil ed è raggiungibile con una camminata di circa 45 minuti all’andata ed altrettanti al ritorno.

Si tratta di un luogo molto bello da un punto di vista paesaggistico e soprattutto fortemente legato alle credenze locali. Nel contesto naturale, dove ho persino avvistato dei condor ed una colonia di cormorani, si inserisce l’opera dello scultore cileno Marcelo Orellana Rivera.

Quest’ultimo ha rappresentato una sorta di molo, come tributo ad una leggenda (e più in generale alla cultura) Mapuche. In particolare la sua intenzione era quella di rievocare la figura di Tampilkawa, che avrebbe il compito di traghettare le anime dei morti nell’aldilà.

Ancud e la Pinguinera

Ancud, le cui fondamenta sono state gettate nel 1767, è stata a lungo capoluogo dell’isola. Oggi vale la pena visitare la cittadina essenzialmente per il suo centro storico ed in particolare per Plaza de Armas, la Iglesia de San Carlos, il Mercato di artigianato locale ed il Forte San Antonio.

L’abitato tuttavia è anche il punto di partenza dei tour che portano alla pinguinera, vale a dire l’isolotto sul quale nei mesi tra dicembre e marzo è possibile avvistare colonie di pinguini di Humboldt e di Magellano, oltre ad altri animali marini.

Sarà che sono innamorata dei pinguini, di qualsiasi specie, ma sono stata felicissima di vederne ancora qualcuno prima del mio rientro in Italia, avvenuto solo qualche settimana dopo!

Dalcahue

Tra i centri abitati visitati durante il mio soggiorno sull’Isola di Chiloé, quello che ho preferito è stato Dalcahue. In questo caso stiamo parlando infatti di un vero e proprio villaggio, dove certo non mancano quiete e tranquillità, ad eccezione della domenica mattina, quando si tiene il mercato dedicato – ancora una volta – all’artigianato locale.

Isola di Quimchao

Da Dalcahué, con una brevissima traversata in barca, è possibile raggiungere l’Isola di Quimchao. Tra i luoghi d’interesse merita di essere menzionato il villaggio di Anchao, dove si trova la Iglesia de Santa Maria, la più antica chiesa in legno dell’arcipelago.

Come arrivare sull’Isola di Chiloé

Arrivare sull’Isola di Chiloé è molto semplice, sia che si viaggi con un mezzo proprio, sia che si viaggi con i mezzi pubblici.

In automobile sarà sufficiente presentarsi al molo nei pressi di Puerto Montt, acquistare il biglietto per potersi imbarcare sulla chiatta che attraversa il Canale di Chacao ed in circa mezz’ora si è dall’altra parte.

Con i mezzi pubblici funziona più o meno allo stesso modo. Da diverse città del paese partono infatti degli autobus che arrivano fino a Castro o Ancud; io ad esempio l’ho preso a Puerto Montt e sono scesa a Castro (3h30min, 10Euro ca.).

Nel caso volessi verificare una particolare tratta per il tuo viaggio in Cile, puoi consultare il sito www.recorrido.cl.

Come muoversi sull’Isola di Chiloé

Il modo migliore per muoversi sull’Isola di Chiloé è in automobile. Ti garantisco però che è possibile organizzare un bell’itinerario anche con i mezzi pubblici; certo, in questo caso non devi avere il tempo contato.

Personalmente in quattro giorni sono riuscita a raggiungere in autobus tutte le località ed i luoghi d’interesse sopra menzionati. Considera solo che la cosa richiede un po’ di programmazione, anche se le distanze sono brevi.

Ti suggerisco di controllare gli orari degli autobus locali in stazione, non appena arrivi sull’Isola di Chiloé. Tieni in considerazione che ci sono diverse compagnie e che i biglietti puoi comprarli quando ti servono.

Dove dormire sull’Isola di Chiloé

Personalmente nei miei quattro giorni sull’Isola di Chiloé ho dormito in tre località e quindi in tre strutture diverse.

Due notti sono stata a Castro, nel fantastico ostello Palafito Waiwen (38Euro per due notti in camerata femminile con colazione inclusa), che si trova in una casa su palafitta ben ristrutturata.

Le altre due invece le ho trascorse rispettivamente a Dalcahue, presso l’Hostal Encanto Patagon (12Euro per una notte in camerata con colazione inclusa), e ad Ancud, presso l’Hospedaje los Calafate (16Euro per una notte in camera doppia con uso cucina).

Cosa mangiare sull’Isola di Chiloé

Di solito non mi soffermo molto sul lato gastronomico di un viaggio. In questo caso però devo fare un’eccezione, perché l’Isola di Chiloé è famosa (almeno in Cile!) per un piatto molto particolare, che ti consiglio assolutamente di provare!

Si tratta del Curanto, una pietanza che unisce carne (generalmente di pollo e di maiale), frutti di mare e patate, accompagnata da particolari frittelle insaporite da un condimento a base di alga cochayuyo.

Al di là degli ingredienti, che già di per sé così accostati rappresentano qualcosa di insolito, è il metodo di cottura a rendere il piatto speciale. Considera solo che viene scavata una buca nel terreno, si ricopre il fondo di pietre e si accende un fuoco; quando le pietre saranno sufficientemente calde, si dispongono gli ingredienti e si copre il tutto con delle foglie.

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”