Israele: itinerario e costi del mio viaggio di tre settimane

muro del pianto gerusalemme israele

Il 30 Novembre dello scorso anno sono partita con le idee davvero chiare a proposito di quello che sarebbe stato il mio viaggio in Israele e Palestina. Non so se vi ricordate ma, oltre a qualche riflessione pre-partenza, avevo appunto tracciato a grandi linee il mio percorso, che potete rileggere qui: Israele e Palestina… Tra follia, timori e compromessi, che giro farò?. Tuttavia, riconoscendo Gerusalemme come capitale di Israele (proprio mentre ero lì!), Trump è riuscito a creare un certo fermento in Medio Oriente e mi ha costretta a rivedere l’itinerario.  

Devo dire che non si è trattato di scombussolare tutto. Mi è costato molto però dover rinunciare alla gita programmata a Betlemme e Gerico, che di fatto erano gli unici due luoghi che avevo scelto di visitare in Palestina, avendo escluso già in partenza di andare ad Hebron ed altrove. Ci ho riflettuto molto e alla fine ho deciso di non andare: proprio in quei giorni si parlava infatti di manifestazioni e scontri.  

Con il senno di poi credo sia stata la scelta giusta, la scelta giusta per me. Ritengo infatti che ognuno debba decidere per se stesso, valutando l’evolversi della situazione giorno per giorno. In ostello, una sera, quando ormai avevo già fatto la mia scelta, una ragazza mi ha mostrato una foto sul suo smartphone, scattata proprio a Betlemme: vi dico solo che si vedeva tanto, ma tanto di quel fumo, che sono stata felice di aver rinunciato.

Con questo non voglio scoraggiare nessuno ad andare in Palestina; voglio solo dire che in quel momento io non l’avrei vissuta bene e che probabilmente, sempre per me, è stato meglio così. Vi dico infatti anche che se avessi programmato l’escursione da Gerusalemme, ovvero alla fine del mio viaggio, probabilmente avrei trovato il coraggio di andare, perché la situazione ad un certo punto mi è parsa più tranquilla.   

Volendo vedere tutto da un altro punto di vista, mi ripeto che un giorno andrò in Palestina e le dedicherò il tempo che merita, visitandola come qualsiasi altro Paese e non limitandomi ad una breve gita in giornata, come avevo in mente.   

Come sapete, amo organizzare i miei viaggi in totale autonomia e così è stato anche questa volta. Ciò significa che ho prenotato voli e ostelli on-line e che i biglietti degli autobus/treni per gli spostamenti interni me li sono procurata una volta in loco. In alcuni contesti, che indicherò di volta in volta, mi sono affidata ad agenzie locali per partecipare a delle gite.

Nel caso stiate valutando un viaggio in Israele anche in termini di costi, sappiate che di seguito non mancherò di indicare le spese che ho sostenuto durante i diciotto giorni della mia permanenza.  

Giorno 1_ Partenza e arrivo a Eilat

Eilat è una città resort, con decine e decine di strutture costruite lungo la costa del Mar Rosso.

Non mi ha fatto impazzire, anzi non mi è affatto piaciuta. Si è meritata un posto all’interno del mio itinerario solo perché è vicina all’aeroporto di Ovda, dove sono atterrata, e perché nei dintorni si possono fare delle belle escursioni.

Vale la pena fare un salto all’Under water world (25Euro ca.), ovvero un acquario che ha una sezione che sta letteralmente sott’acqua, dalla quale è possibile osservare la barriera corallina, nel caso non abbiate intenzione di fare snorkeling o immersioni.

Le spiagge a mio parere sono davvero deludenti: sono strette e purtroppo piene di mozziconi di sigarette; consola unicamente il panorama sull’altra sponda, quella giordana. Se volete andarci prendete l’autobus n.15 (che al ritorno diventa 16!) e scendete nei pressi del Princess Hotel, dove troverete un paio di moli dai quali entrare in acqua.

✈Volo Orio al Serio – Ovda: 6.20 – 11.20, 29Euro

🚌 Navetta aeroporto – ostello, 7 Euro (www.eilatshuttle.com)

🏠 Arava Hostel, 66 Euro per tre notti in camerata con colazione compresa

Giorno 2_Eilat: Gita di mezza giornata nel Red Canyon

Ho trascorso mezza giornata gironzolando per Eilat e poi, nel pomeriggio, ho partecipato ad una gita al Red Canyon.

Più nello specifico si è trattato di un breve trekking, seguito da un bel giro in fuori strada nel Deserto del Negev.

Il Red Canyon si trova tra le montagne, a circa venti minuti d’auto dal centro di Eilat. Senza una macchina a disposizione può però essere complicato arrivarci e tornare indietro: è per questo che ho pensato che la cosa migliore da fare fosse quella di prendere parte appunto ad una gita.

Prima di partire ho quindi prenotato sul sito www.touristisrael.com, che però il giorno prima mi ha informata che l’escursione era stata cancellata, restituendomi i 14Euro che avevo pagato.

Una volta ad Eilat, recandomi all’ufficio del turismo, fortunatamente, ho potuto mettermi in contatto con una guida che organizza lo stesso genere di gita, ad un prezzo pari tuttavia a più del doppio di quello che avevo trovato on-line.

Non avendo alternative, sono andata. Con il senno di poi dico che ne è valsa davvero la pena: sia il canyon che il deserto, soprattutto al tramonto, mi hanno infatti regalato degli attimi unici.

muro del pianto gerusalemme israele

Giorno 3_Eilat: Gita di mezza giornata al Timna Park

Ho dedicato la mattina ad una gita al Timna Park ed il pomeriggio ho raggiunto le spiagge di Eilat, per rilassarmi un po’.

Delle spiagge vi ho già detto sopra. Del Timna Park, invece, vi dico adesso. Si tratta di una valle dominata dal deserto e da particolari formazioni rocciose, oltre che da testimonianze di epoca egizia.

Poco più di 25km la separano da Eilat, ma è difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. L’opzione a cui ho pensato per la visita, non volendo noleggiare un’automobile, è stata dunque quella dello shuttle, ovvero un minivan che parte dal centro, raggiunge il parco e si spinge anche all’interno dello stesso, facendo delle tappe nei punti di maggiore interesse, per poi tornare indietro tre ore più tardi.

Ho prenotato anche questa gita sul sito www.touristisrael.com. Il parco in se e per se merita, ma credo vada visitato con più calma e quindi preferibilmente con un mezzo proprio per essere apprezzato pienamente.  

Di Eilat e dintorni ho scritto qui: Del perchè non mi è piaciuta Eilat e… Qualche buon motivo per andarci!.

Giorno 4_ Mitzpe Ramon

Mi sono alzata all’alba per prendere l’autobus che da Eilat mi ha portata a Mitzpe Ramon, cittadina costruita nel bel mezzo del deserto, proprio a ridosso di un makhtesh, ovvero di quello che sembra un cratere, ma che in realtà è semplicemente una sorta di depressione.

E’ difficile dire in poche parole cosa rappresenti, talmente è spettacolare! Dal margine ho potuto osservarlo in tutta la sua estensione, nei suoi magnifici colori; sono anche scesa al suo interno, per poi risalire. Ecco, a Mitzpe Ramon ho proprio avuto la sensazione di trovarmi su un altro pianeta!

🚌 Bus Eilat – Mitzpe Ramon: 06.30 – 09.15, 10Euro

🏠 Me’ever, 54Euro per tre notti in camerata con colazione compresa 

Giorni 5 e 6_ Mitzpe Ramon: Trekking nei dintorni 

Una cosa che assolutamente non volevo perdermi durante il mio viaggio in Israele era la possibilità di fare qualche bel trekking nel deserto.

L’idea di incamminarmi da sola – devo ammetterlo – un po’ mi spaventava, ma una volta arrivata a Mitzpe Ramon e raccolta qualche informazione, ho compreso che sarebbe stato assolutamente fattibile.

All’ufficio informazioni ho infatti potuto procurarmi una cartina e mi sono stati indicati i diversi percorsi che avrei potuto seguire.

Devo dire poi che i sentieri sono davvero ben segnalati e la possibilità di perdersi, di conseguenza, molto bassa.

E così un giorno ho deciso di esplorare il Parco Nazionale di Ein Avdat con successiva visita all’antica città nabatea di Avdat e l’altro giorno di avventurarmi nel Canyon di Ein Akev e di attraversare la Valle di Zyn.

Se ripenso a quei giorni ricordo sensazioni mai provate prima: lì, in mezzo al nulla, mi sono sentita piccola come un granello di sabbia, ma anche parte di un qualcosa che è semplicemente grandioso.   

Di Mitzpe Ramon e del trekking nel deserto del Negev ho scritto qui: Mitzpe Ramon ed il trekking nel deserto del Negev.  

Giorni 7, 8 e 9_ Tel Aviv

In circa due ore e mezza, in bus, sono arrivata a Tel Aviv, dove ho trascorso tre giorni. Il primo giorno mi sono dedicata al centro, il secondo all’antica Giaffa ed il terzo ai un quartiere noti per la presenza di interessantissimi murales, nonché ad una delle aree più verdi della città. 

🚌 Bus Mitzpe Ramon – Tel Aviv: 06.05 – 08.35, 5Euro

🏠 Abraham Hostel Tel Aviv, 94Euro per quattro notti in camerata con colazione compresa   

Di ciò che ho fatto a Tel Aviv vi ho parlato in questo post: Tre giorni sulla Collina di Primavera ovvero a Tel Aviv.

Giorno 10_ Tel Aviv: Gita a Masada e Mar Morto

Facendo base a Tel Aviv, ho preso parte ad una gita organizzata dall’ostello in cui alloggiavo, che prevedeva la salita a Masada per assistere all’alba, una breve sosta nella Riserva Naturale di Ein Gedi ed il bagno nel Mar Morto. Questa gita l’ho prenotata sul sito www.abrahamtours.com al costo di 65Euro, più 14Euro di ingressi.  

Volete saperne di più a questo proposito? Leggete Masada, Riserva Naturale di Ein Gedi e Mar Morto in un giorno….

Giorno 11_Haifa

Haifa è la terza città più grande di Israele, concepita per un lungo periodo della sua storia come porto commerciale strategico. Oggi il motivo principale per cui si passa dalla città è certamente rappresentato dai Giardini Baha’i e dal Mausoleo del Bab, manifestazioni del bahaismo, culto nato nel XIX secolo e che senz’altro offre una visione del mondo molto particolare. 

🚄 Treno Tel Aviv – Haifa: 08.12 – 09.21, 7Euro

🏠Port Inn, 48Euro per due notti in camerata con colazione compresa  

Se volete approfondire, ne ho scritto qui: Ad Haifa per una visita al Mausoleo del Bab ed ai giardini Baha’i….

spianata delle mosche gerusalemme israele

Giorno 12_ Haifa: Akko

Considerando la vicinanza, ho deciso di fare base ad Haifa per visitare l’affascinante cittadella di Akko, costruita su una stretta lingua di terra che si getta nel Mediterraneo. E’ davvero molto bello passeggiare lungo le mura e perdersi nei vicoli, ma anche visitare i sotterranei per scoprire la storia di questo luogo, che ha visto diversi popoli incontrarsi e scontrarsi. 🚄 Treno Haifa – Akko a/r: 08.20 – 08.51 / 17.00 – 17.31, 3Euro + 3Euro  

Se Akko vi incuriosisce, vi ricordo che ne ho scritto qui: Cosa vedere a San Giovanni d’Acri ovvero ad Akko…

Giorno 13_ Tiberiade

Tiberiade l’ho trovata abbastanza bruttina. Se mi sono fermata è solo perché volevo fare un bel giro in bicicletta sulle sponde dell’omonimo lago, che però si è rivelato deludente quanto la città, fondamentalmente per la monotonia del paesaggio che offre.

Città sacra per gli ebrei, si presta come base anche per i cristiani che visitano Israele per motivi religiosi e si muovono tra tutta una serie di luoghi di interesse sparsi nei dintorni.

🚌Bus Haifa – Tiberiade: 8.10 – 9.20

🏠Tiberias Hostel, 54Euro per due notti in camerata con colazione compresa

Giorno 14_ Tiberiade: Tsfat

Ho visitato Tsfat in giornata, da Tiberiade. Vi ho trovato una comunità di ebrei chassidim, tante sinagoghe, artisti, atelier ed una miriade di viuzze che si inerpicano sul fianco di una collina.

Ecco, l’idea che mi sono fatta è che si tratti di una cittadina che conserva un carattere tradizionalista ma che non manca di una certa vivacità. Devo dire che l’ho apprezzata moltissimo!

🚌Bus Tiberiade – Tsfat a/r: 8.50 – 9.25 / 16.10 – 16.50, 3Euro + 3Euro

Giorni 15, 16, 17, 18 e 19_ Gerusalemme

Gerusalemme è Gerusalemme. Sappiamo tutti cosa rappresenta, ma credo che solo quando ci si trova lì lo si capisca fino in fondo. 

🚌Bus Tiberiade – Gerusalemme: 6.35 – 9.35, 10Euro

🏠 Abraham Hostel Jerusalem, 81Euro per quattro notti in camerata con colazione compresa

🚌Sherut Taxi ovvero taxi condiviso per l’aeroporto prenotato tramite l’ostello, 16Euro

✈Volo Tel Aviv – Orio al Serio, 43Euro  

Di Gerusalemme vi ho parlato qui: Visitare Gerusalemme in cinque giorni….  

Se avessi avuto due giorni in più?

Se avessi avuto tre settimane piene avrei fatto un salto al sito archeologico di Cesarea, non lontano da Tel Aviv, e avrei visitato Nazaret, prima o dopo Tiberiade! Mi sono detta che sarà per la prossima volta… Tanto dovrò passare da Israele quando mi deciderò ad andare in Palestina, no?!

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12 thoughts on “Israele: itinerario e costi del mio viaggio di tre settimane

  1. Viaggio davvero interessante. E poi la tua cronaca precisa e puntuale, spese comprese, lo fa vivere anche a noi passo a passo. Aspetto il tuo racconto su Gerusalemme!

  2. terrò molto in considerazione questo tuo articolo, a gennaio ci vado purtroppo solo una settimana e quindi non vedrò tutto quello che hai visto ma sicuramente ci saranno molte dritte utili 🙂

  3. Israele è un Paese che mi affascina molto e spero di riuscire un giorno a visitare. Il tuo itinerario è davvero completo ed interessante con molte informazioni utili per chi vuole organizzare il viaggio in autonomia.

  4. Spero davvero che l'articolo possa tornarti utile Dina… Vedrai che anche in una settimana riuscirai ad apprezzare il Paese ed eventualmente poi potrai tornarci! Se riesci fai una tappa nel deserto, a Mitzpe Ramon… La parte più bella del mio viaggio!

  5. Ti auguro di andarci prestissimo… Quando sceglierai Israele come meta, ricordati che sono qui e mi fa sempre piacere fare quattro chiacchiere a tema viaggio!

  6. Si, è stato un viaggio davvero interessante! Arriverà prestissimo anche la parte su Gerusalemme Rossella! A presto… 😉

  7. Sai che non avevo mai considerato Israele come meta per fare trekking e leggendo il tuo post scopro che c'è questa possibilità. Pure io amo pianificare i viaggi da sola e se possibile affidarmi alle agenzie in loco.

  8. Si si, io ho fatto trekking vicino ad Eilat e nei dintorni di Mitzpe Ramon, nel deserto appunto, ma ci sono svariate altre possibilità a nord… Se non ricordo male si può fare il cosiddetto Jesus Trail, interessante anche per chi non ha particolari motivi religiosi!

  9. Grazie per questo tuo interessantissimo itinerario. Israele è sicuramente tra i miei piani e questo tuo post mi verrà sicuramente utile quando sarò pronta per programmare il viaggio!

  10. Non nego che appena atterrata mi sono sentita un po' intimorita. Fuori dall'aeroporto c'erano diversi soldati con tanto di mitra e così anche nelle stazioni. Addirittura la prima volta che sono salita su un autobus ero praticamente circondata da militari: tre quarti dei posti erano occupati da loro. Poi ho scoperto che la domenica (e quel giorno era domenica!) tornano tutti alle loro basi. Con il trascorrere dei giorni ho iniziato a fare meno caso a queste cose e non mi sono mai sentita in pericolo, anzi… Per quanto riguarda la Palestina, come ho scritto, non me la sono sentita di andare: ero lì proprio quando Trump ha riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele e la situazione nei luoghi dove volevo andare come Betlemme, non era proprio delle più tranquille. Per la Palestina credo che bisogna andare al momento giusto, sapendo che la situazione può cambiare da un momento all'altro.

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