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Sono arrivata ad Hoian dopo tutto quello che è successo durante il mio viaggio in Vietnam (che puoi leggere qui) davvero stanca. La sola cosa che volevo era andarmene, nonostante tutta la bellezza che mi era passata davanti agli occhi. Una volta in città ho trovato però altra bellezza, una bellezza tale da farmi riflettere sulla decisione di lasciare il Paese dieci giorni prima del previsto e quindi di raggiungere direttamente Saigon e la Cambogia.

Alla fine non ho cambiato idea su quello che sarebbe stato il mio percorso, ma devo ammettere che i giorni che ho trascorso ad Hoian sono stati davvero piacevoli!

hoian vietnam
hoian vietnam

Immaginate un centro storico compatto, che si estende sulle due sponde di un fiume che scorre quieto. Immaginate tre lunghi viali e tante viuzze sulle quali si affacciano case per lo più di colore bianco, giallo e grigio e persino un ponte giapponese. E poi delle lanterne, appese ad ogni angolo, che contribuiscono a rendere l’atmosfera ancora più pittoresca.    

Personalmente amo molto i contesti come quello che vi ho appena descritto ed in particolare amo perdere la cognizione del tempo e dello spazio quando finalmente mi trovo a viverli in prima persona. Così è stato anche quella domenica pomeriggio che sono arrivata ad Hoian e anche il giorno successivo. Avrei potuto continuare a passeggiare senza mai fermarmi, all’infinito, per appropriarmi di ogni scorcio  di quella città che ho immediatamente trovato – appunto! – semplicemente bella!  

Tra un pasto e l’altro ho potuto osservare una quotidianità fortemente votata al turismo, ma che finalmente mi stava regalando qualche attimo di pace. Entravo ed uscivo dalle gallerie d’arte, dalle librerie, dalle botteghe degli artigiani, alla ricerca di qualcosa da portare a casa e che in futuro potesse ricordarmi il Vietnam, qualcosa che avrei riposto in quella mia scatola dei viaggi che ogni volta che viene aperta rievoca mille emozioni.

Ho avuto la fortuna di essere ad Hoian proprio durante i giorni in cui cadeva la festa delle lanterne (detta anche festa della luna piena) e così, la sera del mio secondo giorno in città, insieme alle tre ragazze con cui condividevo il dormitorio in ostello, mi sono portata sul fiume. Incredibile quanta gente ci fosse. Tutti erano lì per lo stesso motivo: ammirare il suggestivo spettacolo delle lanterne trasportate dall’acqua, nelle loro deboli fiamme.  

Quella sera non abbiamo mancato nemmeno il mercato notturno, dove abbiamo dovuto farci largo tra bancarelle, souvenir, ma anche tra lanterne di stoffa fatte a mano, che per me erano la giusta sintesi di Hoian e di ciò che del Paese volevo conservare nella mia memoria, tanto da comprarne addirittura un paio prima di ripartire.    

lanterne di hoian vietnam
festa delle lanterne di hoian

Il giorno dopo  ho noleggiato una bici per esplorare i dintorni di Hoian. Ho pedalato lungo i campi e lungo le risaie, fermandomi quando incontravo qualche villaggio, giusto per dare un’occhiata. Lo scopo però era quello di arrivare al mare e di passare il pomeriggio in spiaggia, sorseggiando acqua di cocco. E alla fine così è stato: presto ho infatti avvertito il rumore delle onde, che si è fatto sempre più concreto, fino a quando le onde le ho proprio viste materializzarsi.   

La mattina seguente è poi arrivata l’ora delle rovine di My Son, vestigia del Regno di Champa, risalenti al VI secolo d.C., sempre nei dintorni di Hoian. Ci sono arrivata con un minivan, partecipando ad un tour. Non le ho trovate suggestive quanto altri siti archeologici visitati durante il mio lungo viaggio nel Sud Est Asiatico, ma credo che meritino una visita anche solo per il loro valore storico ed archeologico e sono dunque stata felice di dedicargli parte del mio tempo.  

Quando è arrivato il momento di salire sull’autobus che in 24h mi avrebbe portata dritta dritta a Saigon ero arrabbiata, per tutto quello che mi era successo fin lì e che mi aveva portata a maturare la scelta di lasciare il Paese prima del previsto. Ero arrabbiata però soprattutto perché stava crescendo in me la consapevolezza che il Vietnam poteva darmi altro! Ecco, questo lo devo ad Hoian, alla bellezza di Hoian…    

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2 Replies to “La bellezza di Hoian…”

  1. Continuo a pensare al Vietnam come a un gatto che dorme. Se ti avvicini a volte fa le fusa, altre ti graffia. Comunque vada cerchi sempre di accarezzarlo, perchè più lo fai più si addolcisce. Il mio primo viaggio in Vietnam è stato vent'anni fa, l'ultimo tre anni fa. Le cose cambiano in fretta e non sempre in meglio. Trattieniti tutti i ricordi, i colori delle lanterne, le stradine del villaggio: quando tornerai potrebbe essere tutto cambiato e potrai trovare un grosso graffio sui tuoi ricordi, mentre altrove un altro luogo ti farà delle fusa sdolcinate. Magico Vietnam.

  2. Molto bella l'immagine del gatto che dorme e devo dire che si addice proprio al Vietnam! Effettivamente ho lasciato il Paese con parecchi graffi, ma comunque con la voglia di tornare, perché appunto il Vietnam fa le fusa, anche quando non sei più lì. Il ricordo più bello che ho del Vietnam è Hoian, con le sue stradine, con le sue lanterne e me lo tengo ben stretto, sperando di poterla vivere ancora come l'ho già vissuta…

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”