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Chi viaggia per lunghi periodi deve inevitabilmente fare i conti con il proprio budget, su cui incidono tante voci di spesa. E’ dunque necessario imparare a gestire tutti quei costi insiti nella routine del viaggio, legati al dormire, al mangiare, piuttosto che agli spostamenti.

Da non trascurare, tuttavia, anche i costi per quelle visite che non è possibile organizzare in autonomia. In questo senso, durante il mio viaggio nel Sud Est Asiatico, mi sono trovata un paio di volte a riflettere riguardo al modo migliore di vivere alcune esperienze, cercando al contempo di minimizzare le uscite.

E’ stato il caso delle Baie di Halong e Lan Ha ad esempio. Come mi sono organizzata in quell’occasione? E quanto ho dovuto mettere in preventivo per l’escursione? In questo post rispondo proprio a queste domande e vi racconto la mia esperienza!

baia di halong vietnam

Vistare le baie di Halong e Lan Ha dall’Isola di Cat Ba: organizzazione e costi

Ci tengo a sottolineare fin da subito che quello che sto per spiegarvi può apparire un po’ complesso, ma è importante che sappiate che non lo è affatto; dovete inoltre sapere che non sarà necessario che stanziate grandi somme.  

Personalmente ho visitato le due baie partendo dall’Isola di Cat Ba ed il mio primo suggerimento è dunque proprio quello di muovervi da lì e non direttamente da Hanoi, che come base per una gita in giornata tra Halong e Lan Ha è davvero troppo distante.

La prima questione che si pone è dunque proprio quella di raggiungere l’isola.

A questo proposito ricordate che potrete muovervi attraverso una combinazione di mezzi ed in particolare bus – traghetto – bus: più nello specifico si tratta di prendere un bus che da Hanoi conduce al porto di Haiphong, attendere il traghetto che fa la spola tra il porto e l’isola di Cat Ba e salire poi sul bus che conduce a Cat Ba Town.

Considerando che i tempi d’attesa sono davvero minimi, facendo in questo modo, in circa cinque ore sarete a destinazione.

Per acquistare i biglietti potete rivolgervi ad una qualsiasi agenzia di viaggio di Hanoi, che organizzerà anche il passaggio dal vostro ostello/hotel alla stazione di partenza.

Venendo ai costi, non ci crederete, ma per l’intero tragitto ho speso solamente 15$!

A questo punto possiamo passare alla seconda questione che si pone ovvero all’organizzazione dell’escursione vera e propria nelle baie di Halong e Lan Ha.

In questo senso vi basterà sapere che a Cat Bat Town potrete rivolgervi a diversi operatori che offrono questo genere di attività: dovrete solo guardarvi attorno e confrontare offerte e prezzi.

Mi limito ad aggiungere che io ho speso 15$ per una gita di otto ore con pranzo a bordo, una sosta a Monkey Island ed un’uscita in canoa.  

Tirando le somme, possiamo dire che con 30$ si possono vedere due delle baie più belle al mondo, navigando tra isole, scogli e villaggi galleggianti.

A questa cifra chiaramente dovrete aggiungere il costo dell’alloggio per la notte e dei pasti che chiaramente dipendono dalle vostre possibilità di spesa, oltre al prezzo del biglietto per la destinazione successiva, che dipende invece dai vostri programmi. 

monkey island vietnam
baia halong vietnam
baia lan ha vietnam

La mia gita nella Baia di Halong e Lan Ha…

Quando sono arrivata, Cat Ba era completamente avvolta dalla nebbia. Il cielo era grigio, il mare era grigio, entrambi di un grigio opaco, che non rifletteva l’immagine delle isole e degli scogli che delimitano l’orizzonte nei giorni limpidi.  

Sono uscita perché non stavo più nella pelle, perché dovevo assolutamente ammirare la baia dal molo, nonostante il freddo e l’umidità che sentivo sulla pelle, perché io sono così, curiosa, entusiasta, anche quando so che in realtà non vedrò proprio nulla perché le condizioni sono avverse.   

L’indomani, appena sveglia, mi sono affacciata alla finestra, nella speranza che potesse essere diverso, di scorgere almeno qua e là un po’ di azzurro, perché quello era il grande giorno, quello che avrei dedicato alle baie di Halong e Lan Ha.

Fortunatamente alle 8.30, puntuale, la barca è partita e si è fatta largo nel chiarore mattutino che accompagnava il sole ancora basso.

Gli scogli e le isole, man mano che si avanzava, sembravano moltiplicarsi ed io li guardavo, nei loro colori cangianti. Alcuni erano completamente spogli, altri ricoperti di arbusti. Lì, in mezzo al mare, piccoli, grandi, dalle forme più svariate, si sono palesati in tutta la loro eccezionalità.

Devo ammetterlo, quello scorcio di Vietnam mi ha proprio emozionata e faccio davvero fatica a trovare le parole per rendere la bellezza di ciò che ho avuto la fortuna di vedere!

A Monkey Island l’ancora è stata gettata per la prima volta e per la prima volta ho avuto modo di vedere quelle baie dall’alto. Attraversata la spiaggia, abitata da un gruppo di piccole scimmie, ho infatti scalato un picco roccioso, uno di quelli che avevo scorto dalla barca. Ci credete se vi dico che il panorama che si aperto di fronte a me mi ha letteralmente tolto il respiro?  

Poi l’ancora è stata gettata anche per dare modo a chi era a bordo di esplorare le due baie in canoa. E’ così che mi sono trovata a pochi centimetri dagli scogli e dalle isole, che sono passata sotto agli archi di roccia che si trovano nel cuore di quel paradiso e che mi sono fermata quando ho voluto e dove ho voluto per contemplare ciò che stava attorno a me.

Una volta tornata sulla barca, il pranzo, prima di ritirare l’ancora che in un momento successivo è stata gettata un’ultima volta, per fare qualche tuffo in mare ed una nuotata, attività nelle quali personalmente non mi sono cimentata, perché la temperatura era piacevole ma certamente non estiva.  

Siamo dunque ripartiti, lenti, lentissimi, facendoci largo tra villaggi galleggianti fatti di casette, reti da pesca e tutto il necessario per sopravvivere, lì, sull’acqua. E così siamo rientrati proprio mentre il sole stava dipingendo di colori caldi la baia su cui si affaccia Cat Ba.    

villaggio galleggiante baia halong vietnam
villaggio galleggiante halong bay vietnam
tramonto cat ba vietnam

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”