Lopburi, Thailandia: una giorno nella città dei templi e delle scimmie

scimmie di lopburi thailandia

Sono buffe. Sono agili. Sono ingorde. E soprattutto sono molto molto dispettose. Vi sto parlando delle scimmie di Lopburi, cittadina della Thailandia centrale nota anche per il suo ricco patrimonio architettonico.

Dopo essere stata nelle meravigliose AyutthayaSukhothai, pensavo di aver ormai visto il meglio che il Paese potesse offrirmi e che difficilmente mi sarei imbattuta in qualcosa che mi regalasse altrettante emozioni.

Devo ammettere però che mi sbagliavo, perché proprio le scimmie e gli edifici in rovina di Lopburi, in questi termini, non sono state da meno.

Continuando a leggere scoprirete l’importante passato della località, oggi trascurata da molti viaggiatori, e come organizzarvi una giornata nel caso in cui voleste dedicarle un po’ di tempo durante il vostro viaggio.    

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Breve storia di Lopburi…

Pare che Lopburi sia stata fondata come città-stato nel 648 d.C. dal re Kalavarnadish, proveniente da un territorio corrispondente all’attuale Pakistan, che introdusse elementi della tradizione indiana ed il Buddhismo Theravada.

Durante questo primo periodo, detto Dvaravati, pare sia stata importante anche l’influenza di un popolo di etnia mon, che ha chiamato il primo nucleo dell’insediamento Lavo.  

Nel X secolo l’antico centro cadde sotto il potente Impero Khmer e vi rimase per oltre tre secoli.

Di tale epoca rimangono tracce notevoli, che vi salteranno immediatamente all’occhio, soprattutto se siete stati ad Angkor, in Cambogia: molti degli edifici dell’odierna Lopburi risalgono infatti proprio a quell’epoca, anche se i materiali di costruzione e le fondamenta spesso sono precedenti.  

Nel 1350 Ramathibodi I, di cui vi ho abbondantemente parlato qui, fondò il regno di Ayutthaya, inglobando Lavo e sposando le figlie del re che la governava.

L’importanza della città in un primo momento rimase immutata, ma finì per diminuire progressivamente nel corso del tempo.  

Solo grazie al sovrano Narai, che governò Ayutthaya dal 1656 al 1688, Lavo acquisì nuovamente un certo prestigio.

Nel 1666 la designò infatti come capitale estiva, facendo ristrutturare il vecchio palazzo reale per potervi soggiornare personalmente qualche mese all’anno. A lui si deve inoltre la conversione delle antiche rovine khmer in templi buddhisti.  

Dopo la morte del re Narai Lavo fu abbandonata per quasi due secoli, finché Rama IV non le attribuì un nuovo nome – Lopburi appunto! – e la fece tornare ad essere capitale estiva.

Completamente recuperata, nel XIX secolo vide notevoli cambiamenti ed una forte espansione, che però non hanno privato il centro storico di una certa genuinità.   

Come arrivare a Lopburi e come muoversi una volta sul posto…

Personalmente ho visitato Lopburi partendo da Ayutthaya la mattina e ritornandovi nel pomeriggio ovvero facendovi una gita in giornata.

Poiché la guesthouse dove alloggiavo si trova praticamente di fronte alla stazione dei treni, è su rotaie che ho raggiunto la città e credo che questo sia senz’altro il modo più semplice per arrivarci.

Ci ho messo poco più di un’ora per percorrere la tratta ed ho speso giusto un paio di euro. Questi i convogli sui quali sono salita: andata 8.38 – 9.44 / ritorno 14.39 – 15.58.

Vi segnalo inoltre che tutti i treni che collegano Bangkok Hua Lampong e Chiang Mai, che partono più o meno ogni ora durante il giorno, fermano non solo ad Ayutthaya, ma anche a Lopburi; i tempi di percorrenza da Bangkok sono di circa due / tre ore, mentre da Chiang Mai dieci / dodici ore. Per quanto riguarda i prezzi, ovviamente, dipendono dalla tratta e dalla classe di viaggio prescelta.  

Aggiungo per completezza che Lopburi è servita anche da diverse compagnie di autobus, che coprono svariate tratte. Per Bangkok la stazione di riferimento è Mo Chit, ci sono più partenze all’ora e ci vogliono sempre due/tre ore per arrivare a destinazione. Da e per Ayutthaya partono invece mezzi ogni dieci minuti e il viaggio dura un paio d’ore. I collegamenti con Chiang Mai sono invece meno frequenti e implicano circa dodici ore di trasferimento.  

Nel caso foste indecisi tra treno e autobus, vi consiglio il primo, perché la stazione ferroviaria si trova praticamente nel centro storico, vicino a tutti i maggiori luoghi di interesse di Lopburi. Quella degli autobus si trova invece a due chilometri.  

Una volta arrivati potrete tranquillamente muovere a piedi, soprattutto se sarete giunti in treno, anche perché tutte le attrazioni della cittadina si trovano a breve distanza le une dalle altre.

Una sola raccomandazione: non portate con voi cibo, perché le scimmie potrebbero fiutarlo e si potrebbero verificare situazioni poco piacevoli!          

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Cosa vedere a Lopburi…

Darò per scontato che giungerete a Lopburi in treno. L’itinerario che vi propongo di seguito, che ho percorso personalmente, inizierà e terminerà infatti presso la stazione ferroviaria.

Ci tengo a sottolineare che la giornata che ho avuto a disposizione è stata sufficiente per visitare tutti i luoghi che menzionerò e che ho riportato esattamente nell’ordine in cui mi ci sono imbattuta.     

Wat Phra Sri Rattana Mahathat. Lo vedrete particamente appena usciti dalla stazione. Questo tempio, che risale al XIII secolo, è stato costruito nel tipico stile khmer, ma riflette anche l’influenza che Ayutthaya ha avuto sulla città. Un tempo era l’edificio più grande del centro abitato ed oggi è quello che probabilmente si è meglio conservato.  

Phra Narai Ratchaniwet. Si tratta del palazzo che il re Narai ha fatto ristrutturare per soggiornarvi personalmente qualche mese all’anno. Oggi non rimane molto dello splendore che il complesso doveva avere un tempo, ma stupisce per la commistione di stili che ancora presenta: non solo infatti quello khmer, ma anche quello di Ayutthaya, uniti ad elementi tipicamente europei. Molto curato il giardino così come l’interessante museo dedicato alla storia della regione.

Wat Sao Thong Thong. E’ risaputo che il re Narai, che per Lopburi è stato una figura importante, fosse molto religioso e che al contempo tenesse in modo particolare alle relazioni con l’Occidente. Sarà per questo che egli fece costruire questo tempio e lo destinò a chi professava una fede diversa dalla sua ed in particolare ai cattolici provenienti dall’Europa. Da notare sicuramente le grandi finestre in stile gotico, per avvicinare la struttura il più possibile ad una cappella.  

Ban Wichayen. E’ un altro palazzo in rovina in cui uno stile tipicamente siamese si mescola a tratti tutti europei. E’ stato fatto costruire da Narai per ospitare diplomatici stranieri, tra i quali va certamente menzionato il greco Phaulkon, che una volta entrato nelle grazie del re, ha ricoperto la carica di primo ministro.  

Prang Khaek. La torre, risalente al XI secolo, sembra essere il monumento più antico di Lopburi, ma è riuscita a mantenere un suo spazio nel moderno tessuto urbano, praticamente in mezzo ad una strada. Lo stile khmer è evidente, ma pare che sia stata eretta in onore di una divinità induista, Shiva.   

Prang Sam Yot. Eretto nel XII secolo, è l’attrazione più importante di Lopburi, con le sue tre torri in stile khmer che un tempo dovevano rappresentare le tre divinità induiste Shiva, Visnu e Brahma e che oggi custodiscono diverse statue del Buddha. Se come me siete interessati alle scimmie, qui ne troverete una miriade ovvero più che in qualsiasi altro luogo in città!

Wat Nakhon Kosa. Altro complesso del XII secolo, vicinissimo alla stazione dei treni, dove si concluderà la vostra visita. La sua particolarità sta nel fatto che presenta uno stupa di epoca Dvaravati ed elementi aggiunti per volere del Re Narai, che si uniscono perfettamente allo stile khmer che avrete ormai capito essere dominante.   

E poi – come vi ho già detto – ci sono le scimmie, che dei templi sembrano aver fatto la loro casa da molto tempo.

Ormai sono abituate alla presenza dell’uomo. Sono abituate agli abitanti di Lopburi, che le vedono come discendenti della divinità induista Kala e che l’ultima settimana di novembre celebrano il monkey festival, allestendo addirittura un banchetto in loro onore. E sono abituate ai turisti, che arrivano persino a comprare del cibo per avvicinarle e scattare qualche foto.   

Devo ammettere che ho amato questo mix di rovine e scimmie e sono felice di aver trovato un po’ di tempo durate il mio viaggio in Thailandia (qui trovi l’itinerario) per viverlo di persona.

Non posso dunque che consigliarvi di fare altrettanto, ricordandovi che si tratta di un luogo particolare, abitato da animali che sono comunque selvatici, ai quali non bisogna dare troppa confidenza, onde evitare contatti troppo ravvicinati.

Nel caso abbiate più tempo di me, provate a fare un salto anche al monkey hospital, che si occupa delle scimmie in difficoltà, rimettendole poi in libertà una volta curate!

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4 thoughts on “Lopburi, Thailandia: una giorno nella città dei templi e delle scimmie

  1. Beh, la città delle scimmie! Mi ricorda molto quel pezzo de "Il libro della jungla"…
    Molto affascinante davvero

  2. Sono sempre stata affascinata dalla cultura Thailandese e dalle loro usanze, quanto mi piacerebbe andarci in viaggio!

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