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Pechino per molti rappresenta il primo impatto con la Cina e così è stato anche per me, che l’ho vissuta quattro giorni all’inizio del mio lungo viaggio ed uno alla fine. E’ una capitale che in genere piace e che personalmente ho apprezzato moltissimo, tanto che – col senno di poi – vi avrei trascorso almeno altri due giorni. In questo post vi racconto quello che è stato il mio itinerario e cosa avrei fatto se avessi avuto più tempo, indicando anche come ho raggiunto le diverse attrazioni. Torniamo a Pechino insieme?    

Giorno 1

E’ il giorno del mio arrivo in Cina. Sono atterrata all’alba, ma sono arrivata in città poco prima di pranzo. Considerando che dopo un lungo volo intercontinentale spesso sono un po’ stanca, non ho fatto grandi programmi. Dopo essermi riposata un paio d’ore in ostello, sono uscita per capire cosa c’era nelle vicinanze. Ho dunque camminato fino a Piazza Tiananmen e poi, nel tornare indietro, mi sono persa negli hutong nelle vicinanze di Dashilar, passando prima da Qianmen Dajie. Di tutto questo vi ha raccontato anche in Il mio interesse per la Cina e l’arrivo a Pechino….

*Piazza Tiananmen

E’ la piazza più grande del mondo, con i suoi 440mq. Una recinzione la isola dagli edifici in stile sovietico che vi si affacciano sia ad est che ad ovest; a sud dà sulla Porta Anteriore e a Nord sulla Porta della Pace Celeste, sulla quale troneggia un ritratto di Mao. Nel bel mezzo della piazza si ergono poi il Mausoleo di Mao e il Monumento agli Eroi del Popolo. All’alba ed al tramonto si tengono le cerimonie dell’alza e abbassa bandiera: la cosa migliore da fare è chiedere in hotel/ostello a che ora avvengono esattamente. I livelli di sicurezza della piazza sono altissimi: per accedervi è addirittura necessario mettersi in fila e passare sotto un metal detector.

porta della pace celeste pechino cina

*Hutong

Il termine hutong sta ad indicare vicoli o strade piuttosto strette sulle quali si affacciano le tradizionali case a corte cinesi. A Pechino gli hutong sono sempre meno, poiché vengono demoliti per far spazio a nuovi quartieri e moderni edifici. Da non perdere assolutamente, perché rappresentano uno scorcio della vecchia Cina e perché in futuro potrebbero scomparire o comunque perdere una certa autenticità!

*Dashilar e Qianmen Dajie

La prima è una bella via, restaurata, sulla quale si affacciano negozietti e ristorantini locali, oltre a varie strutture ricettive (tra le quali anche l’ostello in cui ho soggiornato). E’ piuttosto animata di sera: c’è un certo via vai e musichette tipicamente cinesi rallegrano l’atmosfera, così come le lanterne rosse che si illuminano al calar del sole. La seconda è invece un’altra via che ha subito interventi di restauro, molto (forse troppo!) turistica.

Giorno 2

La mia visita a Pechino è iniziata veramente solo il giorno dopo il mio arrivo. Mi sono svegliata di buon’ora e sono tornata in Piazza Tiananmen, entrando nel Mausoleo dove è sepolto Mao, prima di proseguire per la Città Proibita. Nel pomeriggio mi sono quindi concessa una bella e rilassante passeggiata nel Parco Beihai.

*Mausoleo di Mao

Costruito subito dopo la morte di Mao, nel 1976, custodisce le spoglie del leader forse più importante e noto della storia cinese. E’ possibile entrarvi gratuitamente. E’ necessario tuttavia depositare qualsiasi borsa/zaino/marsupio presso il guardaroba prima di mettersi in fila. Fondamentale è anche il passaporto, che viene controllato quando ci si mette in coda. L’attesa può essere piuttosto lunga. La visita in sé e per sé invece è brevissima: giusto il tempo di entrare, passare davanti alla teca nella quale si trova il corpo – che viene periodicamente sottoposto ad interventi conservativi! – ed uscire.

*Città Proibita

Residenza degli imperatori Ming e Qing per cinquecento anni,  deve il suo nome al divieto di accesso imposto ai sudditi durante tale arco temporale. Numerosi gli edifici, restaurati e non, che oggi si possono ammirare visitando il complesso. E’ possibile munirsi di audioguida, che secondo me è importantissima per orientarsi e comprendere a pieno ciò in cui ci si imbatte. Anche qui il passaporto è fondamentale: serve proprio per acquistare il biglietto.

*Parco Beihai

Ampio parco cittadino, nel quale trascorrere qualche momento di relax, magari dopo un’intensa mattinata di visite. Vi sono ben tre laghi e numerosi siti di interesse storico-artistico, tra i quali mi limito a citare solamente la Città Rotonda con il suo Tempio Chengguang, lo Stupa Bianco sull’Isolotto di Giada ed il Muro dei Nove Draghi. Ottimo per passeggiare, ma anche per una gita in barca se si amano questo genere di cose!

città proibita pechino cina
parco beihai pechino cina

Giorno 3

Il terzo giorno, sempre svegliandomi di buon’ora, ho raggiunto il Tempio dei Lama, il Tempio di Confucio ed il Collegio Imperiale, sono passata da Nanluogu Xiang, perdendomi poi anche nei vicini hutong, per muovermi quindi fino alle Torri del Tamburo e della Campana. Nel pomeriggio mi sono portata in una diversa area della città, per dedicarmi al Parco del Tempio del cielo.

*Tempio dei Lama

Si tratta di uno dei luoghi di culto più suggestivi della capitale. Fondato nel 1744, è il  più noto tempio buddhista al di fuori del Tibet! E’ interessante cogliere anche solo qualche attimo di spiritualità in un Paese che ancora si dichiara comunista e le religioni – in generale e per farla breve – non sono viste di buon occhio.

*Tempio di Confucio e Collegio Imperiale

Come è facile intuire, il Tempio di Confucio è un luogo di culto confuciano ovvero dedicato a Confucio. E’ un complesso in cui regnano quiete e serenità. Al suo interno sono custodite 190 stele su cui sono incisi i classici confuciani. Adiacente al Tempio, il Collegio: è il luogo in cui l’Imperatore, una volta all’anno, leggeva e commentava i classici confuciani.

tempio di confucio pechino cina

*Nanluogu Xiang e altri hutong

Nanluogu Xiang, fino a poco tempo fa, sembra fosse un vecchio hutong dall’atmosfera poco invitante; oggi, completamente riqualificato, rappresenta una delle vie più frequentate di Pechino, grazie ai locali e ai negozietti che sono sorti. Non conosco lo stato in cui si trovava prima dell’intervento urbanistico, sta di fatto che vi si respira un area meno genuina che in altri hutong, vicini e lontani. E’ comunque piacevole e perfetto per chi vuole bere qualcosa da Starbucks ad esempio!

*Torri del Tamburo e della Campana

L’una di fronte all’altra, le due torri risalgono ad epoche diverse. La Torre del Tamburo segnava il centro dell’antica capitale mongola e solo in epoca Ming ha assunto la funzione di segnare lo scorrere del tempo; la Torre della Campana, risale ad un epoca successiva, ovvero a quella Qing, ed ha sempre avuto la funzione di segnare lo scoccare delle or

*Parco del Tempio del cielo

Altro parco cittadino, all’interno del quale si erge il Tempio del Cielo. Non si tratta di un tempio in realtà, ma di un altare, dove l’Imperatore era solito celebrare dei riti per ottenere la benevolenza degli dei. Non bisogna pensare ad un unico edificio: si tratta infatti di un complesso che richiede tempo per essere esplorato.

Giorno 4

Ho dedicato l’intera giornata alla Grande Muraglia, a proposito della quale qui trovate un post ad hoc! In poche parole, ho preso parte ad una gita organizzata dall’ostello, visitando una sezione segreta! 

Giorno 5

Ho trascorso gran parte della giornata visitando il Palazzo d’Estate. Una volta tornata indietro ne ho approfittato per fare qualche acquisto, prima di tornare a casa.   *Palazzo d’Estate. Padiglioni, templi, giardini, ponti e persino un lago, fanno pensare ad un contesto molto lontano da Pechino. Eppure il complesso, costruito come residenza estiva degli Imperatori, si trova solo ad una decina di chilometri dal centro. Credo sia imperdibile durante un soggiorno in città e merita più tempo possibile!

palazzo d'estate pechino cina

Se avessi avuto più tempo…

Giorno 6

Se ci fosse stato un giorno 6, sarei andata al 798 Art District! Cos’è? Là dove oggi sorgono gallerie d’arte ed il fermento artistico pechinese sembra non trovare limiti, un tempo sorgeva una fabbrica. Dopo anni di abbandono, la zona è stata completamente riqualificata e deve risultare piuttosto interessante!  

Giorno 7

Se ci fosse stato anche un giorno 7, non mi sarei fatta mancare una tappa allo Stadio Nazionale, più comunemente noto come Nido d’Uccello, e al Water Cube. Certamente in questo caso sapete a cosa mi riferisco: durante le Olimpiadi di Pechino non si parlava d’altro!    

Come mi sono mossa in città…

I primi due giorni in città, essendomi concentrata su attrazioni non particolarmente lontane dall’ostello in cui alloggiavo, mi sono mossa esclusivamente a piedi. Le distanze che ho coperto non sono brevissime, ma neanche eccessive. Secondo me il modo migliore per scoprire una città è infatti proprio camminando!  

Pechino però è una metropoli ed è impossibile visitarla contando esclusivamente sulle proprie gambe! Ho quindi presto iniziato ad usare la metropolitana: niente di più facile, a dire la verità! I biglietti, in alcune stazioni, si possono fare allo sportello, ma è forse più semplice usare le macchinette automatiche che si possono impostare in lingua inglese. Il costo dei biglietti non è fisso, ma varia in base ai chilometri che si intendono percorrere.  

Il terzo giorno ho quindi preso confidenza con questo mezzo di trasporto:

– Linea 2 da Qianmen per Yongheong Lama Temple 

– Linea 5 da Yongheong Lama Temple per Tiantandongmen 

– Linea 5 da Tiantandongmen a Chenongwenmen + Linea 2 da Cheongwenmen a Qianmen in direzione Jishuitan  

Nell’ultimo caso, ciò che ho fatto è usare la metropolitana per raggiungere il Tempio dei Lama, per poi muovermi a piedi verso tutte le altre attrazioni della zona, ovvero il Tempio di Confucio ed Collegio Imperiale, Nanluogu Xiang e le Torri del Tamburo e della Campana. Sono quindi tornata alla fermata del Tempio dei Lama e da lì ho raggiunto, ancora in metropolitana, il Tempio del Cielo, facendo un solo cambio.

tempio del lama pechino cina

Anche il quinto giorno per raggiungere il Palazzo d’Estate mi sono avvalsa della metropolitana:

– Linea 2 da Qianmen per Xizhimen in direzione Jishuitan + Linea 4 da Xizhimen a Beigongmen in direzione Anheqiao North; così ho fatto per l’andata; per il ritorno ho fatto esattamente il contrario.

Come avrei raggiunto 798 Art District ed il Nido d’Uccello?

– 798 Art District: Linea n.2 da Qianmen a Dongzhimen e poi bus n.401.

– Nido d’Uccello: Linea  n.2 da Qianmen a Guloudajie e poi Linea n.8 fino a Olimpic Sport Center.    

Concludendo…

Questo è uno degli itinerari che è possibile seguire a Pechino. E’ un itinerario che ho costruito cercando di non perdermi il meglio che la città ha da offrire, ma pensando anche a quelli che sono i miei interessi. Prendetene spunto per costruire il vostro percorso, consci del fatto che la capitale cinese cela molto altro e solo voi potete scoprire se c’è qualcosa che vi incuriosisce in modo particolare!

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2 Replies to “Pechino: il mio itinerario”

  1. Ma quanto è bella Pechino? A me è piaciuta davvero tanto e non sarei mai andata via. Non amo le città grandi, ma la capitale cinese mi ha preso il cuore malgrado tutto!

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”