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A volte, per quanto ti sforzi, non riesci a trovare le parole giuste. E’ facile che accada quando pensi all’interiorità, che presenta sfaccettature molteplici e soggettive. Può accadere però anche quando ti trovi a pensare a qualcosa che hai visto, che ha dunque una maggiore concretezza ma che al contempo può vantare una certa straordinarietà. Più in generale credo che succeda quando la realtà va oltre ciò che si può concepire e quindi esprime.

A dire la verità, durante il viaggio negli Stati Uniti ed in particolare nei parchi nazionali, spesso mi sono trovata in questa condizione. Se ti dico Horseshoe Bend e Antelope Canyon, capisci cosa intendo?

La nostra esperienza all’Horseshoe Bend…

Siamo partiti presto da Page quel giorno, volevamo infatti evitare di camminare sotto il sole dell’Arizona durante le ore più calde di una giornata dei primi di luglio. E così, subito dopo colazione, abbiamo imboccato la Hwy 89, muovendoci verso sud: nonostante già pochi chilometri oltre il centro abitato qualche cartello indicasse la via, sapevamo che dovevamo arrivare pressappoco al miglio 544 e proseguire giusto un po’ prima di trovare il parcheggio.

Scesi dalla macchina, ancora non vedevamo nulla di ciò che ci attendeva: solo terra rossa, inframezzata da qualche arbusto. Poi finalmente abbiamo scorto il sentiero, sul quale di lì a poco ci saremmo incamminati. Una breve salita e poi una bella discesa: ecco cosa ci separava da ciò che volevamo vedere, che ormai era a meno di un chilometro da noi.

Poco dopo ovvero al termine del percorso ci siamo trovati di fronte al fiume Colorado che in quel punto ha scavato un ansa perfetta, a forma di ferro di cavallo, ben 300 m al di sotto di chi si porta lì per passeggiare lungo uno strapiombo.

I colori ci hanno ammaliati, nel loro tripudio: i nostri occhi potevano cogliere il blu profondo del fiume acceso da nuance verdi che si manifestavano nell’acqua in forme sinuose e cangianti, l’azzurro intenso del cielo e le tonalità calde, dei colori del fuoco, della terra su cui camminavamo e della roccia su cui ci siamo fermati, trovandoci improvvisamente dinanzi al vuoto.

Adrenalina a mille lì, sull’Horseshoe Bend, perché tra noi e il fiume non c’era proprio nulla, nessuna rete, nessuna staccionata. Se fossimo arrivati quando il sole era già alto, come quando siamo andati via, avremmo davvero pensato ad un miraggio!

horseshoe bend usa
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La nostra esperienza nell’Antelope Canyon…

Verso l’ora di pranzo siamo tornati in macchina e quindi a Page. Avremmo infatti preso parte ad una visita guidata dell’Antelope Canyon.

Trovata l’agenzia alla quale ci siamo affidati, prenotando on-line già qualche mese prima, abbiamo atteso una mezz’oretta e poi siamo partiti a bordo di un fuori strada, giunto per portare noi ed altra gente a destinazione.

Lasciata la cittadina, dopo circa una decina di minuti, ci siamo trovati a percorrere una pista sterrata, nel bel mezzo di un deserto di sabbia rossa. Nonostante ci stessimo muovendo con un mezzo che mi è sembrato adatto alle circostanze, non sono mancati salti e scossoni, che – a dire la verità – ci hanno regalato un po’ di avventura, per un’altra decina di minuti.

Giunti finalmente al Antelope Canyon, la guida di origine navajo ci ha radunati per darci qualche informazione sul luogo e per invitarci a rispettare delle semplici regole, come quella di seguire il gruppo e non restare indietro.

Già a prima vista il canyon si è rivelato eccezionale ovvero diverso rispetto a qualsiasi canyon avessimo mai visto o immaginato.

Le pareti di arenaria, modellate dagli agenti atmosferici nel corso del tempo, in alcuni punti sono infatti talmente vicine da creare quello che si presenta come una sorta di tunnel, attraverso il quale ci siamo trovati a passare.

Come ho già detto, pensando al Horseshoe Bend e all’Antelope Canyon, temo di non poter trovare le parole giuste per descrivere ciò che ho visto e provato. Ciò vale a maggior ragione per l’Antelope Canyon che ha un carattere mutevole.

La luce infatti, che vi entra solo dall’alto, cambia costantemente il suo aspetto, dando ai diversi visitatori diverse percezioni di forme e colori. Di una cosa sono certa, avendo attraversato il canyon due volte (una per entrare e l’altra per uscire): tu non lo vedrai mai come l’ho visto io ed io non lo vedrò mai come l’hai visto (o lo vedrai) tu!

Altre saranno le forme, altri saranno i colori appunto, che personalmente ho visto variare dal giallo all’arancione, fino a giungere al viola più intenso!

antelope canyon usa
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Riassumendo informazioni e dritte per visitare l’Horseshoe Bend e l’Antelope Canyon…

Per concludere riassumo tutte le informazione e le dritte che potrebbero esserti utili per organizzare la tua giornata al Horseshoe Bend e al Antelope Canyon:

> Svegliati presto e dirigiti immediatamente al Horseshoe Bend, poiché già in tarda mattinata l’afa si fa sentire, almeno d’estate.

> Una volta giunto a Page, se già non ti trovi lì, prendi la Hwy 89 e guida fino al miglio 544, nei pressi del quale troverai un parcheggio dove lasciare la macchina.

> Il sentiero che dovrai percorrere è di soli 700m, che sono pochi ma non in termini assoluti, se si considera il caldo dei mesi estivi.

> Occhio allo strapiombo! Fai attenzione tu, soprattutto quando hai tra le mani la tua macchina fotografica, e fai attenzione ai tuoi bambini, se ne hai! Non c’è nessun tipo di barriera di protezione! 

> Ricorda che l’Antelope Canyon, in quanto riserva navajo, non può essere visitato in modo indipendente. Dovrai dunque prenotare una visita guidata ed è meglio che tu lo faccia il prima possibile: in alta stagione potrebbe infatti esserci il tutto esaurito e, nel caso si liberi qualche posto, potresti dover attendere per ore, se non per giorni.

> Decidi se visitare l’Upper Antelope Canyon o il Lower Antelope Canyon. Il primo, che è quello che ho scelto io, è più facilmente accessibile, presenta una maggiore penetrazione della luce, ma vede anche passare un certo numero di visitatori, che potrebbero disturbare la tua visita. 

> Cerca on-line i siti delle agenzie e confronta la loro offerta, oltre alla loro attendibilità. Considera che i prezzi aumentano dalle 11 alle 13 e se intendi portare il cavalletto per fare fotografie.

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”