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Vi state chiedendo cosa fare e cosa vedere a Singapore durante il vostro prossimo viaggio? Continuate a leggere perché di seguito troverete senz’altro tanti spunti per organizzare la vostra visita!

Singapore altro non è che un’enorme ed indipendente città-stato, che si è sviluppata su una superficie di 721,5 km2 inglobando oltre sessanta piccole isole, sulle quali attualmente vivono più di 5,6 milioni di persone.

Ogni anno accoglie non solo businessmen ed expat impiegati nelle sedi della miriade di aziende multinazionali che popolano i grattacieli del Distretto Finanziario, ma anche un numero sempre crescente di viaggiatori.

Questi ultimi sono senz’altro attratti dal suo carattere avveniristico. Sono convinta tuttavia che anche la sua multietnicità – frutto dell’incontro di genti provenienti da ogni dove – così come la sua ampia offerta gastronomica, sia un forte motivo di richiamo.

A differenza di altre capitali del Sud-est asiatico, come Bangkok o Kuala Lumpur, Singapore appare pulita ed ordinata, oltre che priva di quella cappa di smog che opprime altre metropoli asiatiche. Sappiate, tuttavia, che è anche decisamente più cara, soprattutto per chi è abituato a viaggiare zaino in spalla!

Cosa fare e cosa vedere a Singapore

Al di là di cosa fare vedere a Singapore, un po’ di storia…

Secondo un’antica leggenda malese la fondazione di Singapore risalirebbe al XIII secolo. All’epoca infatti il principe malese Sang Nila Utama, dopo una terribile tempesta, fece naufragio sull’Isola di Temasek, allora sede di un villaggio di pescatori.

Proprio lì egli fondò il Regno di Singapura, che letteralmente significa Città del leone; questo perché tutto ciò sarebbe avvenuto dopo che incontrò appunto un leone o, più verosimilmente, una tigre della Malesia, che ritenne di buon auspicio.

Nei secoli successivi Singapura divenne crocevia di popoli provenienti da tutto il Sud-Est asiatico. Vi si stabilirono in particolare giavanesi, siamesi e cinesi, attratti dalla sua posizione strategica all’imboccatura dello stretto di Malacca e dalla sua vocazione commerciale.

Nel XV secolo fu quindi annessa al Sultanato di Malacca, la più grande potenza regionale dell’epoca, affermandosi altresì come uno dei porti più fiorenti dell’area.

Con la resa di Malacca ai portoghesi, nel 1511 iniziò dunque un lungo periodo di decadenza e Singapura finì per essere progressivamente abbandonata.

Solo nel XVII secolo – dopo la conquista di Malacca da parte degli olandesi – Singapura tornò finalmente a ripopolarsi; gli immigrati arrivarono per lo più da Sumatra e trovarono impiego in agricoltura.

Nel 1819 passò quindi sotto l’egida della Compagnia delle Indie Orientali. Proprio durante quella nuova fase nacque l’odierna Singapore, che sotto il dominio britannico vide un periodo di notevole espansione e sviluppo demografico.

Nel primo dopoguerra gli investimenti della Corona inglese continuarono ad essere ingenti. Il progetto era infatti quello di farne una Gibilterra asiatica, al fine di rafforzare l’influenza britannica nel Pacifico.

Dopo aver subito il dramma dell’invasione giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1962 Singapore raggiunse finalmente l’indipendenza dall’Impero britannico.

Nello stesso anno si unì alla Federazione della Malesia, dalla quale fu tuttavia espulsa tre anni dopo, a causa di profonde divergenze politiche ed economiche.

Cosa fare e vedere a Singapore

Cosa fare e cosa vedere a Singapore

Singapore offre un’infinità di cose da fare e da vedere. Per questo motivo è opportuno che vi concediate il tempo necessario per viverla al meglio!

Io mi sono fermata tre giorni (unendo la visita alla città ad un più ampio Viaggio in Malesia); ritengo tuttavia che il tempo che mi sono data sia il minimo indispensabile per scoprire i maggiori luoghi di interesse.

In futuro, proprio per questa ragione, non escludo affatto di tornarvi, magari approfittando di uno scalo. L’aeroporto internazionale di Singapore, del resto, è uno dei più importanti hub asiatici e sicuramente mi troverò a passarci ancora!

Una volta a destinazione, non lasciatevi scoraggiare dal caldo umido ed asfissiante che contraddistingue il clima di Singapore quasi tutto l’anno. Esploratela più che potete, perché continuerà a sorprendervi ancora e ancora!

Di seguito, dunque, qualche idea su quello che potrete fare e vedere una volta giunti a Singapore, la Città del leone!

Ammirare il Merlion

Affacciata proprio sulla foce del fiume Singapore, sorge l’iconica statua – fontana che rappresenta il Merlion, creatura fantastica dal corpo di sirena e testa di leone. Si tratta del simbolo indiscusso della città, riprodotto su ogni tipo di gadget e souvenir!

Dovete infatti sapere che il nome di questa scultura, alta 8,6 metri e dal peso di 70 tonnellate, deriva dalla combinazione delle parole mermaid (sirena) e lion (leone) e simboleggia l’essenza stessa di Singapore.

Nello specifico il corpo di sirena rimanda all’antico villaggio di pescatori che un tempo sorgeva sull’isola di Temasek; la testa di leone invece rievoca l’antico nome della città, Singapura, la Città del leone.

La statua fu creata nel 1972 dallo scultore locale Lim Nang Seng sulla base del logo dell’Ufficio del Turismo, ma è stata collocata nella sua attuale sede all’interno del Merlion Park solo nel 2002.

Fino a quel momento il Merlion si trovava nei pressi dell’Esplanade Bridge, che però nel 1997 – terminati i lavori di costruzione – ne occluse purtroppo la vista dall’area di Marina Bay.

La ricollocazione del Merlion nell’attuale dimora fu accompagnata da una solenne cerimonia, alla quale prese parte il primo ministro Lee Kwan Yew, che già trent’anni prima aveva presenziato alla sua inaugurazione.

Cosa fare e vedere a Singapore - Merlion

Scoprire il complesso del Marina Bay Sands!

Marina Bay è un’area gigantesca. Racchiude infatti un complesso alberghiero, due teatri, un centro commerciale, un museo e un casinò (il terzo al mondo per estensione), oltre ad un centro sportivo e numerose altre stupefacenti opere di design urbano.

Tra queste svettano per cinquantacinque piani le tre torri del lussuosissimo Marina Bay Sands. Si tratta dell’hotel più esclusivo di Singapore, sormontato da una immensa piattaforma sospesa, che ricorda la chiglia di una nave.

Lassù ad oltre 200 metri dal suolo, tra giardini pensili, lounge bar, centri benessere e ristoranti si trova la piscina a sfioro più alta del mondo, alla quale non si può accedere se non si è clienti dell’hotel.

Tenete in considerazione che soggiornare al Marina Bay Sands non è certamente un’opzione low cost. Prenotando con congruo anticipo potreste però trovare camere a prezzi accessibili!

Fotografare la skyline della città dall’Helix Bridge

L’Helix Bridge è una passerella pedonale. Il suo nome ne rievoca la particolare struttura architettonica ovvero una doppia elica di grande impatto scenografico che simboleggia i filamenti del DNA umano.

Il ponte, lungo circa 300 metri, collega Marina Center con Marina South. Attraversandolo, farete certamente caso alle lettere latine che campeggiano sull’asfalto: C, G, T, A richiamano infatti le sostanze di base di una molecola di DNA.

L’Helix Bridge è dotato di quattro piattaforme di osservazione di forma ovale, che offrono notevoli scorci panoramici sulla skyline di Singapore. Ricordate che esse rappresentano postazioni privilegiate per osservare gli spettacoli acquatici che hanno luogo a Marina Bay dopo il tramonto.

Il momento migliore per attraversare l’Helix Bridge è probabilmente la sera, quando si illumina di scintillanti luci viola, che ne sottolineano le forme avveniristiche.

Dovete inoltre sapere che il ponte è stato insignito di vari riconoscimenti a livello internazionale; tra questi il premio di Miglior edificio di trasporto del mondo in occasione del World Architecture Festival Awards del 2010.

Salire a bordo della Singapore Flyer

La Singapore Flyer altro non è che la ruota panoramica della città. Al momento della sua inaugurazione, nel 2008, era la più alta del mondo e lo è rimasta per i cinque anni successivi ovvero fino a quando fu superata nel 2013 dalla High Roller Observation Wheel di Las Vegas. Oggi si colloca quindi al secondo posto, precedendo di circa 30m la London Eye.

La Singapore Flyer fu inaugurata tra l’11 ed il 13 febbraio, durante il Capodanno cinese; i primi giri aperti al pubblico ebbero invece luogo il giorno di San Valentino, mentre l’apertura ufficiale si è tenuta con una solenne cerimonia qualche mese più tardi.

La storia della ruota panoramica è tuttavia costellata di guasti e malfunzionamenti, causati per lo più da improvvisi cali di tensione elettrica o dal maltempo; aggiungo inoltre che talvolta decine di persone sono rimaste bloccate all’interno delle cabine per diverse ore.

Io mi sono limitata ad ammirarla da terra. Se deciderete di salirvi, dall’alto dei suoi 165 metri, sappiate tuttavia che potrete godere di una vista incredibile, che spazia per 45km dall’isola di Sentosa alla costa malese, fino alle isole indonesiane di Batam e Bintan.

Esplorare i Gardens by the Bay

Situati proprio nel cuore della metropoli, i Gardens by the Bay rappresentano un immenso complesso di giardini botanici. Sorgono infatti su un’area di oltre 100 ettari, divisa in tre aree: Bay South Garden, Bay Central Garden e Bay East Garden.

I Gardens By the Bay sono stati ufficialmente inaugurati nel 2012 ed i lavori di realizzazione del parco, condotti da un team internazionale di architetti e paesaggisti, sono durati circa sei anni; questo progetto tuttavia ha radici ben più lontane ed è legato ai primi studi per realizzare la prima città tropicale perfetta.

Tali studi, risalenti al 1965, attribuivano una grande importanza all’ecosostenibilità. Vedevano infatti lo sviluppo urbano di una delle aree più densamente popolata al mondo strettamente connesso al rispetto della biodiversità e dell’equilibrio tra uomo e natura.

A mio avviso la parte più scenografica di questo vero e proprio polmone verde è rappresentata dal Supertrees Grove. Si tratta di una selva di alberi artificiali alti tra i 25 ed i 50 metri, quasi interamente ricoperti da migliaia di specie di fiori e piante.

Dovete poi sapere che sui Super Trees sono installati sistemi di raccolta dell’acqua piovana, pannelli solari ed impianti geotermici. Queste immense strutture, così come sono state progettate, garantiscono in sostanza l’ecosostenibilità dell’intero parco ed una perfetta sintesi tra natura, design e tecnologie d’avanguardia.

Al calar del sole i Super Trees diventano poi protagonisti del Garden Rhapsody, un affascinante spettacolo di luci, suoni e colori. Mi raccomando, non perdetevelo per nessun motivo!

All’interno del Parco è anche possibile visitare le gigantesche cupole di vetro della Flower Dome e della Cloud Forest. Queste ospitano al proprio interno, rispettivamente, la serra open space più grande del mondo ed una montagna artificiale con annessa cascata alta circa 40 metri, sulla quale sono fedelmente riprodotti differenti ecosistemi.

Gardens by the Bay, Singapore

Visitare il Distretto Coloniale ed i suoi dintorni

La cosa che maggiormente mi ha sorpresa del Distretto coloniale è il forte contrasto esistente tra gli edifici di chiara ispirazione vittoriana e le sagome degli ultramoderni grattacieli del Distretto Finanziario, che si stagliano sullo sfondo.

Nell’area si incontrano infatti interessanti edifici, vestigia della dominazione britannica. Tra questi vi segnalo ad esempio l’elegante Raffles Hotel, l’antico parlamento e la bianchissima St. Andrews Cathedral.

Nell’area ho inoltre trovato particolarmente interessanti diversi musei, molti dei quali ospitati in magnifici edifici d’epoca. Tra questi vi consiglio il Museo delle Civiltà Asiatiche, il cui filo conduttore è il confronto tra le diverse culture che hanno dato vita alla moderna Singapore.

Una delle zone limitrofe al Distretto Coloniale e che ho trovato particolarmente vivace è senza dubbio Clarke Quay. Si tratta di un’area oggi completamente pedonale, dove antichi magazzini, affacciati lungo le sponde del fiume, sono stati trasformati in ristorantini alla moda, bar e caffè galleggianti.

Qui potrete semplicemente fare una rilassante passeggiata lungo il fiume oppure fermarvi per assaggiare qualche prelibatezza. Aggiungo infatti che non mancano ristoranti che propongono piatti delle più svariate tradizioni gastronomiche, da quelle asiatiche a quelle europee.

Se siete amanti della vita notturna, vi consiglio di visitare quest’area anche dopo il tramonto. Nel caso foste alla ricerca di svago, avrete solo l’imbarazzo della scelta, tra discoteche, lounge bar e night club che animano il quartiere.

Girovagare tra i quartieri etnici

Siete pronti a scoprire i diversi quartieri etnici della città? Tra le tante cose da fare e da vedere a Singapore, secondo me, un giro nel quartiere cinese, in quello indiano e per finire in quello arabo, non può assolutamente mancare!

Chinatown

Iniziate il vostro giro perdendovi nel dedalo di stradine di Chinatown. Sono certa che passeggiando tra lanterne rosse, templi buddisti e negozi di souvenir che offrono davvero di tutto (anche i maneki neko ovvero i gatti portafortuna!), avrete l’impressione di fare un vero e proprio viaggio nel viaggio!

Approfittate della vostra visita al quartiere per entrare nel mastodontico Buddha Tooth Relic Temple. Salite fino all’ultimo dei suoi quattro piani dove è custodito uno stupa dorato alto due metri, all’interno del quale secondo la tradizione viene conservata la sacra reliquia del dente del Buddha.

Se vi troverete in zona all’ora di pranzo, vi consiglio inoltre di fare una sosta presso uno dei ristoranti che si affacciano su Chinatown Food Street per gustare qualche specialità locale, dai mille diversi tipi di ravioli fino ad arrivare al riso Hainan con pollo.

⬩ Little India

Fatevi poi avvolgere dall’atmosfera di Little India, passeggiando tra case colorate e magnifici murales che richiamano la tradizione indiana. Perdetevi, curiosando nelle gioiellerie, nei negozi di spezie e di artigianato locale, dove tra l’altro avrete l’opportunità di acquistare tessuti, seta di ottima qualità e persino dei magnifici sari.

A mio modo di vedere, una visita di Little India non può però dirsi completa senza aver visitato qualcuno dei templi del quartiere. Tra questi vi segnalo in particolare il Sakya Muni Buddha Gaya, che ospita una statua del Buddha altra più di 15 metri e dal peso di oltre 300 tonnellate; degno di nota è però anche il Sri Veramakaliamman Temple, dedicato alla divinità della distruzione hindu Kali.

⬩ Kampong Glam

Addentratevi infine in Kampong Glam, una delle prime aree di Singapore ad essere stata abitata. Circondata da cafè mediorientali, boutique alla moda e negozi di ogni genere, svetta imponente la cupola dorata della Moschea del Sultano, emblema del quartiere, accessibile anche ai non mussulmani durante gli orari di visita.

Kampong Glam è però famoso anche e soprattutto per i suoi
coloratissimi murales, che ravvivano le facciate degli edifici di Haji Lane e dintorni. Questi, secondo me, contribuiscono a donare al quartiere arabo l’atmosfera giovane e allegra che lo contraddistingue.

Un po’ di shopping a Orchard Road…

Sapete da dove deriva il nome di Orchard Road, che oggi è la più importante via dello shopping di Singapore? Dalle piantagioni (in inglese orchard) di nocciola e pepe nero presenti nell’area negli anni ’30 del XIX secolo, prima che questo ampio e lungo boulevard alberato fosse trasformato in una gigantesca icona del consumismo.

Su Orchard Road si affacciano numerosi shopping mall che ospitano i grandi brand internazionali del lusso e del retail, così come ristoranti alla moda, cinema, caffetterie e discoteche che offrono, tanto ai turisti quanto ai residenti, la possibilità di vivere un’infinità di esperienze.

Tenete conto che fare spese ad Orchard Road non è propriamente economico: i prezzi sono mediamente alti ed in linea con il costo della vita a Singapore. Qualora voleste andare a caccia di qualche affare potreste pensare di visitare la DFS Galleria ovvero il centro commerciale duty
free che si trova nella vicina Scotts Road.

Scoprire Emerald Hill e ciò che resta della cultura Peranakan

Qualora desideraste prendervi una pausa dal trambusto cittadino senza allontanarvi troppo da Orchard Road, Emerald Hill è quello che fa per voi!

Ombreggiate da numerosi alberi frangipane, avvolte da un silenzio ed una tranquillità che non si immaginano a Singapore, accanto ad accoglienti caffè informali, resistono delle bellissime villette color pastello, costruite ed un tempo abitate dai Peranakan.

In poche parole, i Peranakan sono i discendenti dei primi immigrati cinesi insediatisi nelle colonie britanniche a Malacca, Penang e Singapore. La loro eredità culturale è particolarmente evidente negli edifici appena citati, risalenti ai primi anni del Novecento, le cui architetture coniugano lo stile barocco cinese con i canoni europei.

Una sosta ai Botanic Gardens

Situati poco lontano da Orchard Road, i Botanic Gardens sono uno dei più antichi parchi di Singapore, tanto che sono stati fondati nel 1859. Con i loro 74 ettari sono anche uno dei più grandi parchi cittadini, nonché l’unico polmone verde della città ad essere stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Nel corso della loro storia i Botanic Gardens hanno svolto un ruolo fondamentale nell’industria della produzione della gomma. Agli inizi del Novecento, l’allora direttore scientifico del Parco – Henry Nicholas Readly – vi sperimentò e perfezionò infatti le tecniche di coltivazione della pianta, contribuendo a creare le premesse per lo sviluppo industriale di Singapore.

Oggi i Botanic Gardens rappresentano il luogo ideale per una passeggiata tra i profumi ed i colori di migliaia di piante (se ne contano più di 10.000 specie). Quando ci andrete, potrete immergervi in uno scenario che vede alternarsi foreste pluviali, prati fioriti, laghetti popolati da anatre e cigni, distese di erbe aromatiche e palmeti.

A a mio avviso l’attrazione più interessante è tuttavia rappresentata dal National Orchid Garden ovvero un giardino interamente dedicato alle orchidee. Al suo interno vengono custodite oltre 1.200 varietà e persino 2.000 ibridi.

Relax e svago sull’Isola di Sentosa – Cosa fare e cosa vedere a Singapore (la prossima volta)!

Non l’ho inserita all’interno del mio itinerario, ma se avrai più tempo di quanto ne abbia avuto io, penso che dovresti fare un salto sull’Isola di Sentosa! Io sicuramente me la segno tra le cose da fare e da vedere a Singapore la prossima volta!

Avvolta da una lussureggiante foresta pluviale ricca di fauna, grazie alle sue spiagge, può essere la meta ideale se si desidera sfuggire, anche soltanto per qualche ora, dal caldo umido a tratti asfissiante della città.

Sentosa, che in lingua malese significa pace e tranquillità, è tuttavia famosa soprattutto per essere sede di un enorme parco di divertimenti, che racchiude studi cinematografici (Universal Studios), campi da golf, negozi, ristoranti e resort di lusso.

Cosa fare e cosa vedere a Singapore - Orchid Garden

Concludendo… Cosa mi dici tu riguardo a cosa fare e vedere a Singapore?

E tu? Sei stato nella Città del leone? Hai altre cose da fare e da vedere a Singapore da suggerire? Nel caso in cui non ci fossi ancora stato, cosa non vorresti assolutamente perderti? Se ti va, dimmelo nei commenti!

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”