Ma esistono ancora isole tranquille e poco frequentate in Thailandia?

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Ma esistono ancora isole tranquille e poco frequentate in Thailandia? Mentre organizzavo il mio itinerario nel Paese mi sarò posta questa domanda minimo cento volte.

Non volevo infatti proprio trovarmi a condividere con migliaia di persone i dieci giorni che avevo deciso di trascorrere tra spiagge paradisiache e acque cristalline, che ero certa avrei trovato in quell’angolo di mondo dove intendevo riprendere fiato prima di tornare a casa dopo quasi due mesi di viaggio.

Non pensate che io sia una di quelle persone che non si accontentano, perché proprio non è cosi: semplicemente la mia idea di mare non contempla file e file di ombrelloni e lettini con tanto di vicini schiamazzanti che poi in massa si spostano in acqua, chiaramente mai silenziosi e sempre pronti a tuffarsi senza badare a chi si trova lì e vuole solo rilassarsi.

Ciò che cerco – ogni volta che mi muovo verso lidi lontani – è infatti semplicemente un angolino quieto, magari sotto una palma, dove posso sdraiarmi su un telo, sorseggiando acqua di cocco e mangiando mango e papaya a volontà.

Ma torniamo alle isole thalandesi…

Poiché è un dato di fatto che la Thailandia appartenga a quelle realtà del Sud Est Asiatico che da più tempo si sono aperte al turismo e lo è altrettanto l’ampio e continuo apprezzamento della sua offerta turistica, ho da subito escluso realtà note come Phuket o le Phi Phi, entrambe famose anche per la vita notturna, dove ero certa che mai avrei trovato ciò che cercavo.

Anche di Krabi, Ao Nang e delle isolette antistanti mi ero fatta la stessa idea, ma non voglio sbilanciarmi troppo perché in zona sono stata solo un paio di giorni a Railay, che in alcuni momenti della giornata – prima dell’arrivo delle longtail boat e dopo la loro partenza – non si è rivelata poi così lontana da ciò per cui mi trovavo da quelle parti.

Devo ammettere che ad un certo punto sono arrivata a pensare che ciò che stavo cercando fosse pura utopia, almeno in un Paese come la Thailandia. Alla fine però, ormai quasi rassegnata, due isolette che facevano al caso mio le ho trovate e se continuate a leggere vi dico quali sono!    

ao nieng beach ko kradan thailandia
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Ko Kradan, il paradiso secondo me…

Ko Kradan è la prima delle isole thailandesi sulle quali ho avuto la fortuna di mettere piede che si è rivelata perfettamente aderente alle mie aspettative e di conseguenza è anche la mia preferita.

Vi dico subito che è davvero piccolina, tanto che non supera neanche i tre chilometri in lunghezza ed in larghezza sfiora appena i settecento metri nella parte più ampia.

Vi dico subito anche che è per lo più ricoperta di foresta e che là dove la vegetazione non ha preso il sopravvento c’è solo qualche mini-resort costituito da una manciata di bungalow.

Non esistono poi dei veri e propri ristoranti e per colazione, pranzo e cena ci si rivolge dunque alle strutture in cui si dorme che servono anche cibo e bevande.

D’altra parte non c’è neanche un minimarket, se non una specie di baracchino dove si può acquistare acqua e poco altro.

Aggiungo inoltre che  non ci sono strade ma solo sentieri in terra battuta, sui quali ci si muove rigorosamente a piedi.  

Vi state chiedendo se sto provando a tenervi lontano dall’isola?

Ecco, se è questa l’impressione che avete avuto, probabilmente non è il luogo adatto a voi, perché oltre ad un mare incredibile con tanto di barriera corallina vicino alla riva, che offre la possibilità di nuotare tra pesci e coralli di tutti i colori, non troverete altro.

Si, forse anche delle bianchissime spiagge praticamente deserte, sulle quali potrete prendere il sole e se siete fortunati vedere qualche varano che cercherà di mimetizzarsi non appena si sarà accorto della vostra presenza.

Niente divertimento, niente svago, solo tanta pace, dall’alba al tramonto e dal tramonto all’alba.

A costo di essere ripetitiva, questo è proprio ciò che stavo cercando e rappresenta appieno la mia concezione di… eden!

Chi fosse intenzionato a trascorrere qualche giorno a Ko Kradan deve sapere che tre sono le spiagge accessibili a piedi e che a tutte le altre si arriva solo in barca, prendendo accordi con i mini-resort:

⇒ La spiaggia principale. E’ quella sulla quale approderete, dove si trovano la maggior parte delle strutture ricettive. E’ molto lunga, bianchissima e lambita da acque di colore turchese. Se cercate l’ombra, di pomeriggio la troverete, grazie anche all’ampia presenza di alberi.

⇒ Ao Nieng Beach. E’ raggiungibile facendo una passeggiata di circa venti minuti in mezzo alla foresta; a questo proposito aggiungo che per raggingerla dovrete passare dal Paradise Lost Resort e poi seguire le indicazioni. Presenta le stesse caratteristiche della precedente, perché è sempre lunga, bianchissima e sfiorata da acque di un intenso colore azzurro. E’ la spiaggia che ho preferito, per la possibilità di fare un’ottimo snorkeling.

⇒ Sunset Beach. Altra spiaggia raggiungibile passando dal Paradise Lost Resort e seguendo poi le indicazioni che portano ad attraversare un piccolo tratto di foresta. Più piccola e raccolta delle precedenti, è – come avrete già intuito dal nome – il luogo perfetto per attendere il tramonto. Ricordate che nel pomeriggio il sole la illumina completamente e che non ci sono alberi sotto i quali ripararsi.

Ko Muk, dove la bellezza della natura rende stanziali gli zingari del mare…

Avrete già compreso che la seconda isola di cui vi parlerò e che ha rispecchiato pienamente ciò che avevo in mente è Ko Muk.

Quest’ultima è più grande di Ko Kradan e per spostarvi potrete fare affidamento sugli immancabili tuc tuc, che dal porto potranno accompagnarvi alla struttura in cui alloggerete e ovunque vorrete andare nel caso in cui non avrete voglia di camminare.

E’ chiaro che non troverete un’atmosfera da isola deserta, ma comunque un contesto molto genuino, dove i turisti – come me e voi! – si contano sulle dita di una o forse due mani.

Sappiate che c’è un vero e proprio centro abitato, non mancano strutture ricettive e ristoranti, così come qualche negozio, tutti gestiti per lo più da quelli che fino a poco tempo fa erano zingari del mare ovvero persone di fede musulmana che vivevano di pesca, in villaggi galleggianti.    

Anche la superficie di Ko Muk tuttavia è per metà ricoperta da foresta e molti mini-resort si trovano praticamente in mezzo alla vegetazione.

Le spiagge non sono proprio color borotalco, ma comunque lunghe e praticamente tutte per voi. Il mare il più delle volte è verde smeraldo e, inutile dirvelo, limpidissimo.

Anche in questo caso vi indico un paio di spiagge che potreste apprezzare e che dalla struttura in cui alloggiavo ho sempre raggiunto a piedi, passeggiando tra palme ed abitazioni tradizionali:  

⇒ La spiaggia principale, detta anche Sivalai Beach, che termina in una sorta di penisola;  

⇒ Charlie Beach, che presenta anche un bar dove è possibile comprare acqua e bevande.   

La maggiore attrazione dell’isola è però la cosiddetta Emerald Cave, vale a dire una grotta alla quale si accede nuotando e che racchiude una baia e diverse spiagge.

Sappiate che l’ingresso è raggiungibile in barca o in canoa. Personalmente non ci sono stata perché non ho trovato barche in partenza da condividere con altre persone e in canoa da sola mi sembrava un po’ troppo avventuroso, vista la distanza da percorrere.

Mi hanno riferito che si tratta di un luogo meraviglioso e, nel caso andiate a Ko Muk, spero che almeno voi riusciate a farvi una bella nuotata proprio lì!  

Anche a Ko Muk non c’è granché da fare la sera, se non cenare, assaggiare le tipiche crepes thailandesi e riposare su un’amaca. D’altronde ve l’ho già detto (forse troppe volte!) che amo proprio questo genere di isole e se avete letto fin qui, probabilmente piacciono anche a voi, almeno un po’.        

barche ko muk
charlie beach ko muk thailandia
sivalai beach ko muk thailandia

Dove si trovano Ko Kradan e Ko Muk e come arrivarci…

Immagino che adesso vogliate sapere dove si trovino Ko Kradan e Ko Muk. Sapete già che sono in Thailandia. Bene, se prendete un cartina, dovete guardare nella parte meridionale del Paese ed in particolare nel Mare delle Andamane. Aggiungo che fanno parte dell’arcipelago delle isole di Trang, a cui appartengono anche Ko Ngai e Ko Libong ad esempio.

Come potete immaginare potete arrivarci solo via mare, nel senso che le due isole non sono dotate di aeroporti. Ne approfitto per dirvi che il luogo più vicino dove atterrare, partendo dall’Italia, è Krabi.

Personalmente sono arrivata a Krabi in autobus in una notte, muovendomi da Bangkok.

Ho poi raggiunto Railay – vale a dire una sorta di penisola il cui paesaggio è dominato da favolosi picchi carsici che sembrano spuntare proprio dal mare – in circa trenta minuti, a bordo di una longtail boat.

Due giorni dopo mi sono finalmente spostata a Ko Kradan, con una specie di motoscafo, impiegandoci circa mezza giornata.

Il mio suggerimento è quello di fare anche una breve tappa a Railay, sapendo che durante le ore centrali della giornata può essere piuttosto affollata.

Nel caso non abbiate tempo o semplicemente non vi interessi, potete anche andare direttamente a Ko Kradan / Ko Muk, organizzando il trasferimento dall’aeroporto o dalla stazione ovvero comprando un pacchetto che comprenda il passaggio fino al porto di Hat Yao nonché quello in mare, come ho fatto io per il ritorno.

Il trasferimento da Ko Kradan a Ko Muk è avvenuto sempre con una specie di motoscafo ed è stato brevissimo, anche se il mezzo si è presentato con almeno un’ora di ritardo rispetto a quanto previsto.

Bisogna considerare, chiaramente, che le tempistiche dipendono da tipo di barca sulla quale si viaggia, dalle condizioni del mare e dalle soste previste sulle altre isole per fare salire e scendere le persone; ci tengo a sottolineare che questo vale in generale per tutti gli spostamenti in zona.

Come potete immaginare non esiste solo il collegamento tra Ko Kradan e Ko Muk: è infatti anche possibile muoversi da queste isole verso le altre isole di Trang, verso Ko Lipe, verso le Phi Phi e verso Phuket, giusto per fare qualche esempio. Ve lo dico nel caso abbiate più tempo di me e possiate spingervi anche altrove!

Vi indico orari e prezzi dei miei trasferimenti in modo che ne abbiate un’idea più chiara:

⇒ Railay – Ko Kradan: 9.30 – 13.30, 28Euro  

⇒ Ko Kradan – Ko Muk: 10.45 – 11.00, 11Euro   

⇒ Ko Muk – Krabi: 11.45 – 15.00, 28Euro

Il primo e l’ultimo spostamento li ho prenotati su www.tigerlinetravel.com, mentre il secondo su www.kolipe.com, che mi hanno immediatamente inviato la conferma.

Aggiungo solo che io ho acquistato i biglietti prima di partire, ma se non viaggiate in periodi di alta stagione ovvero dicembre e gennaio potete provvedere anche una volta in loco.     

Dormire a Ko Kradan e Ko Muk

Poiché le strutture ricettive sono limitate, soprattutto a Ko Kradan, il mio consiglio è quello di prenotare l’alloggio con un certo anticipo.

Considerate inoltre che in generale sulle sulle isole thailandesi, rispetto al resto del Paese, si spende di più per dormire e questo è – secondo me – un’altro buon motivo per muoversi presto, onde evitare che i mini-resort dal migliore rapporto qualità/prezzo siano già al completo durante i giorni della vostra permanenza.   

Personalmente ho dormito qui:  

⇒ Paradise Lost Resort di Ko Kradan, cinque notti spendendo complessivamente 139 Euro;  

⇒ Bamboo Hut di Ko Muk, tre notti spendendo complessivamente 30 Euro.  

In entrambi i casi ho avuto a disposizione un bungalow, il primo in legno in mezzo alla foresta ma comunque a pochi minuti di cammino dalle tre spiagge dell’isola raggiungibili a piedi, il secondo in bamboo sempre in mezzo alla vegetazione a circa un quarto d’ora a piedi da Charlie Beach.

In ogni caso dovete pensare a delle sistemazioni abbastanza semplici, tanto che in quella di Ko Kradan la doccia era all’esterno e l’acqua spesso era fredda.

Per me va benissimo così, ma se volete qualcosa di un po’ più confortevole non farete fatica a trovarla, ovviamente mettendo in preventivo un budget più alto.    

Quando andare a Ko Kradan e Ko Muk?

Nell’organizzare il vostro soggiorno a Ko Kradan e Ko Muk, non potete trascurare che nel corso dell’anno le due isole vedono alternarsi due stagioni, quella delle piogge che va da maggio ad ottobre che è assolutamente da evitare, e quella secca da novembre ad aprile, durate la quale il cielo è per lo più sereno e il mare offre il meglio di sé.

Di questi tempi però, a causa del cambiamento climatico, il meteo è un’incognita e quindi bisogna anche essere fortunati. Io stessa quando ho raggiunto la vicina Ko Lipe ho trovato condizioni atmosferiche avverse, a inizio gennaio.    

Ko Kradan e Ko Muk: altre informazioni utili

⇒ Ricordate che su entrambe le isole non ci sono bancomat dove prelevare ed è dunque opportuno che arriviate già con dei bath in tasca.  

⇒ Su entrambe le isole le strutture sono generalmente dotate di rete wifi e le sim locali funzionano, nel caso ne compriate una appena atterrati in Thailandia.

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4 thoughts on “Ma esistono ancora isole tranquille e poco frequentate in Thailandia?

  1. Non tengo mai in considerazione la Thailandia per i miei progetti di viaggio, proprio perchè credo che ormai sia una meta talemente gettonata che non vale nemmeno la pena arrivarci. IO vivo in una località turistica, che vive di mare e di spiagge, e dunque quando viaggio cerco silenzio, relax e isolamento. Non conoscevo Ko Kradan. Effettivamente sembra essere abbastanza un oasi solitaria in mezzo a tanto schiamazzo. Chissà…. mi hai dato delle ottime alternative alle affollatissime spiagge tailandesi.

    1. Quando ho deciso di andare in Thailandia avevo paura di trovare una folla incredibile… Poi però ho trovato la piccola Ko Kradan che si è rivelata perfetta! Non posso che consigliarla!

  2. Io sono stata a Koh Tao e Samui. La prima è davvero meravigliosa a mio avviso, molto tranquilla. Anche se a dire il vero ci sono stata 8 anni fa, quindi non so se sia diventata anch’essa più turistica come le sue vicine!

    1. Ho sentito parlare di queste isole, ma purtroppo non ci sono stata… Soprattutto della prima me ne hanno parlato molto bene! Speriamo sia ancora tranquilla!

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