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Dopo aver trascorso a Roma 5 giorni + 1 (che di fatto è volato ad Ostia Antica!) mi sono spostata a Tivoli, cittadina che sapevo fin dal principio mi avrebbe riservato delle gran belle sorprese e che – a mio parere – in un itinerario di viaggio alla scoperta del Lazio non può assolutamente mancare.

L’ideale, sempre secondo me, è visitare Tivoli in 2 giorni ovvero in un weekend. E’ questo infatti il perfetto lasso temporale per vivere ciò che ha da offrire. Ecco, te lo dico subito, non fare l’errore di andare e tornare dalla capitale in giornata; anche se le due località sono vicinissime, non è la soluzione migliore.

Nota come Tibur superbium e citata come tale persino da Virgilio nell’Eneide, Tivoli ha infatti una storia millenaria, che vale la pena farsi raccontare lentamente. Solo così potrai scoprire tutti i dettagli delle vicende di papi, cardinali, imperatori romani e personaggi illustri che hanno lasciato il segno.

A Tivoli c’è poi anche una natura stupefacente, che si intreccia perfettamente con il contesto urbano che le è sorto attorno nel corso dei secoli; una natura che rappresenta un altro buon motivo per evitare un mordi e fuggi che la località senz’altro non merita.

Visitare Tivoli – Cosa fare e vedere?

Se ti stai chiedendo come organizzare la tua visita a Tivoli, sappi che entriamo subito nel vivo della questione! Questo vuole infatti essere un post di carattere pratico: vi troverai quindi tutte quelle informazioni per vivere pienamente questa splendida realtà laziale! Penna, block notes e… Sei pronto per prendere appunti?

Di seguito ti indico immediatamente cosa fare e cosa vedere a Tivoli, che è un vero concentrato di meraviglie. Considera infatti che in pochi chilometri quadrati si trovano ben tre ville, tutte diverse tra loro, molto molto particolari ed assolutamente imperdibili. Per non parlare del centro storico, che ha mantenuto un carattere autentico e genuino!

Dunque… Iniziamo!

Il centro storico

C’è chi arriva a Tivoli e si dirige immediatamente verso le tre ville, di cui ti parlo nei prossimi tre paragrafi. Certo, se il tempo è poco, ci sta. Ma come ti ho detto, vale assolutamente la pena procedere con calma ed ascoltare cosa viene raccontato da questo contesto, la cui storia pare essere iniziata anche prima di quella di Roma.

Ecco perché una volta giunta a destinazione mi sono data una buona mezza giornata per vagare tra i vicoli e le piazze del centro storico di Tivoli. Ho infatti deciso di perdermi, con l’intenzione di scoprire ciò che narrano pietre e mattoni che sono lì da secoli; sì, quelle pietre e quei mattoni delle case e delle chiese sparse qua e là.

E così che mi sono imbattuta in mille angoli che non nascondono le crepe e l’effetto dei giorni che se ne vanno; in mille angoli perfettamente curati da chi in quel contesto ci vive. Ed è sempre così che mi sono imbattuta in balconi che a maggio erano tutti magnificamente fioriti e profumati, anche dai panni appena stesi, che mi hanno detto quanto Tivoli sia viva e vissuta.

Non ho potuto fare a meno di passare da Piazza Garibaldi, sui cui si trova l’Arco dei Padri Costituenti, realizzato da Arnaldo Pomodoro. Ad essere sincera, quest’ultima non mi ha detto granché, come la Rocca Pia, che purtroppo – con i suoi quattro torrioni – è chiusa al pubblico, chissà perché, chissà per quanto.

⬥ Villa Gregoriana a Tivoli

La prima delle tre ville che ho visitato a Tivoli è Villa Gregoriana, il cui ingresso si trova subito oltre il Ponte Gregoriano, in quella che è nota come Valle dell’Inferno. Forse è inutile dirtelo, ma sul ponte fermati, perché offre un panorama fantastico! Qui non potrai fare a meno di scattare una miriade di foto!

Voluta da Papa Gregorio XVI, questa villa è nata nella prima metà del XIX secolo, in seguito a lavori che hanno deviato il corso dell’Aniene. Lo scopo era innanzitutto quello di impedire che il fiume, esondando, potesse creare ulteriori danni all’abitato. Il traforo scavato nel Monte Catillo ha però anche fatto sì che le acque confluissero in una cascata, che da quel momento ha attratto innumerevoli visitatori!

Se poi consideri che la Cascata Grande (120m!) è immersa in un bosco con tanto di ruscelli e grotte, comprendi che siamo di fronte ad un luogo che inevitabilmente suscita grande interesse. Tra l’altro, seguendo i sentieri che si sviluppano nel parco, si scoprono anche le rovine di una villa romana del II secolo a.C., appartenuta ad un certo Manilio Vopisco!

Vogliamo poi parlare del Tempio di Vesta e di quello dedicato alla Sibilla Tiburtina, anch’essi del II secolo a.C.? Ben conservati, nonostante ad un certo punto siano stati convertiti in chiese, si trovano sull’Acropoli di Tivoli. Ci si arriva al termine del percorso all’interno della villa e costituiscono la degna conclusione di una visita che ho apprezzato moltissimo!

Insomma, la Villa Gregoriana rappresenta un contesto idilliaco, che – con la sua atmosfera romantica – mi ha incantata! D’altra parte non è un caso che sia stata meta di chi partiva per il Gran Tour! Peccato che da un certo punto in poi sia stata abbandonata, per essere riaperta al pubblico solo nel 2005, gestita dal FAI.

Villa d’Este a Tivoli

In pieno centro storico, Villa d’Este è Patrimonio dell’UNESCO dal 2001. Prima di varcare il cancello che vi dà accesso ci sono passata davanti diverse volte. Ho addirittura aspettato l’ultimo dei miei 2 giorni a Tivoli per visitarla. Mi avevano detto infatti che è la più spettacolare delle ville cittadine ed ho quindi voluto lasciare il meglio alla fine! In realtà poi però, non saprei dirti se è davvero il meglio… Come sempre, ognuno ha le sue preferenze!

Fatta erigere a metà del XVI secolo dal Cardinale Ippolito d’Este, figlio di Lucrezia Borgia, ha visto come architetto Pirro Ligorio, che ha ideato quello che può essere definito un vero e proprio capolavoro del rinascimento italiano. A partire da un antico monastero, che era annesso alla Chiesa di Santa Maria Maggiore, quest’ultimo ha creato un palazzo estremamente elegante ed un giardino che ancora oggi lascia senza parole ogni visitatore che decide di entrarvi.

Inaugurata solo nel 1572 a causa di svariati problemi che hanno rallentato i lavori di costruzione, Villa d’Este – che il cardinale ha potuto godersi solo per pochi mesi perché poi è morto – presenta appunto un palazzo residenziale, costituito da ben tre piani con svariati appartamenti; e poi il giardino, con terrazzamenti, fontane, giochi d’acqua e statue, dal quale non sarei più voluta uscire!

La villa è rimasta nelle mani degli Este per generazioni e questi se ne sono sempre occupati degnamente. Finita agli Asburgo, la situazione è mutata radicalmente, fino a quando a metà del XIX secolo ne è entrato in possesso il Cardinale Gustav Adolf von Hohenlohe-Schilingsfuerst, che l’ha riportata al suo splendore originario. E passata poi all’Arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo-d’Este, che voleva venderla allo Stato Italiano ad un prezzo esorbitante; il suo assassinio a Sarajevo e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale hanno però bloccato la trattativa e la villa è finita in mani pubbliche al termine del conflitto.

⬥ Villa Adriana a Tivoli

Villa Adriana, anch’essa tutelata dall’UNESCO a partire dal 1999, si trova al di fuori del centro storico di Tivoli; più precisamente a circa 6km da quest’ultimo, ai piedi dei Monti Tiburtini, in una zona ricca di fonti d’acqua (anche termali!) e di materiali da costruzione. In poche parole in un’area che agli occhi degli antichi romani doveva apparire perfetta per la costruzione di una villa appunto!

Devi sapere infatti che Villa Adriana è opera dell’Imperatore Adriano, dal quale – chiaramente – prende il nome. Egli ha dato inizio ai lavori di costruzione nel 118 e sono stati necessari una ventina d’anni per portarli a termine. D’altra parte si estendeva su una superfice di quasi 120 ettari, dei quali oggi se ne possono visitare solo una quarantina (che già a me sono sembrati molti!).

La particolarità della villa sta soprattutto nel fatto che unisce elementi della tradizione architettonica romana ad elementi tipici di altre parti dell’Impero ed in particolare della Grecia e dell’Egitto. Questo aspetto è così evidente che si è arrivati ad affermare che l’imperatore abbia voluto riprodurre in questo particolare luogo ciò che più lo aveva colpito durante i suoi viaggi attraverso le province all’epoca più remote!

Lo scopo di Adriano pare fosse poi anche quello di costruire una città nella città. Ciò appare evidente se si pensa al fatto che la villa, al di là del palazzo vero e proprio, comprendeva giardini, terme, palestre, teatri, biblioteche e persino templi. Come per le altre due ville non mi spingo in descrizioni troppo dettagliate. Ci tengo però a dire che è un sito archeologico veramente magnifico! Ecco, aggiungo solo che il Canopo ed il Teatro Marittimo mi hanno lasciata senza parole!

Informazioni di carattere pratico per la visita a Tivoli

Per quanto riguarda tutte quelle informazioni di carattere pratico che ti consentono di organizzare la visita a Tivoli, ti rimando ai siti internet dei diversi luoghi di interesse di cui ti ho parlato nel post. Lì troverai orari di apertura, procedura per eventuali prenotazioni, costo dei biglietti ecc….

Villa Gregoriana di Tivoli – www.villagregoriana.eu

Villa d’Este di Tivoli e Villa Adriana di Tivoli – www.levillae.com

Come arrivare da Roma

Tivoli dista solo una quarantina di chilometri da Roma. Da quest’ultima è quindi facilmente raggiungibile. Mi raccomando però, come ti ho detto all’inizio, evita di fare una gita in giornata e cerca di trascorrere a Tivoli 2 giorni!

In automobile, come puoi immaginare, è facilissimo arrivare a Tivoli! Ti basterà impostare il tuo navigatore ed in meno di un’ora sarai giunto a destinazione, semplicemente muovendoti sulla A24 verso l’Aquila.

Personalmente mi sono spostata in treno ed ho trovato questa soluzione molto comoda. Considera però che buona parte delle corse partono da Roma Tiburtina e non da Roma Termini. Se come me alloggerai in centro, ti suggerisco quindi di approfittare delle partenze da quest’ultima stazione: così facendo in tre quarti d’ora, senza cambi, ti troverai a Tivoli.

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”