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Durante il mio viaggio in Bolivia ho avuto modo di visitare Tiwanaku. Si tratta di un sito archeologico che si trova a poche decine di chilometri da La Paz, espressione dell’omonima e poco conosciuta civiltà fondatrice di un impero comprendente territori oggi parte di ben tre paesi. Nel caso non ne avessi mai sentito parlare, devi sapere che è tutto ciò che rimane di uno dei più importanti gruppi preincaici della zona andina meridionale.

Se sei qui, probabilmente, è perché stai cercando informazioni proprio a questo proposito. Ecco, di seguito ti racconto tutto ciò che devi sapere per organizzare la tua visita alle rovine di Tiwanaku. Inizierò con qualche cenno storico. Proseguirò con ciò su cui dovresti assolutamente puntare la tua attenzione quando avrai la fortuna di camminare tra le rovine. Finirò con le poche nozioni di carattere pratico che possono esserti utili per vivere l’esperienza!

Prima di visitare Tiwanaku… Un po’ di storia!

Tiwanaku si è sviluppata a partire da un piccolo villaggio a vocazione agricola sorto sulle sponde meridionali del Lago Titicaca. Man mano che la sua popolazione è cresciuta, l’influenza dell’insediamento si è estesa ad altri villaggi e così, già nel 300 d.C., è nata una vera e propria entità statuale.

Tra il 600 e l’800 d.C. Tiwanaku ha assunto tutte le caratteristiche di una città fiorente e prospera, arrivando ad imporsi come vero e proprio centro di potere, oltre che cerimoniale, su un’area oggi divisa tra la Bolivia occidentale, il Perù meridionale ed il Cile settentrionale.

Di fatto stiamo parlando di quello che all’epoca era divenuto un impero solido e forte, che è rimasto tale fino all’anno 1000. A quel punto è iniziato infatti il suo declino, a causa – si presume – di una siccità che ha ridotto drasticamente i raccolti e di conseguenza anche la popolazione, tanto che intorno al 1150 la civiltà Tiwanaku è scomparsa.

Dello splendore di un tempo poco è giunto ai giorni nostri: essenzialmente le fondamenta di edifici pubblici e le mura che sono state ricostruite. Questo anche a causa dei conquistatori spagnoli, che – come è accaduto anche altrove – hanno saccheggiato il luogo, distruggendo ciò in cui si sono imbattuti.

Ad ogni modo, dal 2000, il sito archeologico di Tiwanaku è tutelato dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Come avrai compreso, ha infatti avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della cultura andina preispanica, sotto molteplici punti di vista, siano essi architettonici / artistici piuttosto che religiosi.

Cosa fare e cosa vedere a Tiwanaku durante la visita

La visita a Tiwanaku, generalmente, viene divisa in due parti. Al di là del sito archeologico in sé e per sé non va infatti trascurato il fatto che in loco sono presenti anche due musei. Questi aiutano infatti a comprendere molti aspetti del contesto in cui ci si viene a trovare. Se ti stai chiedendo dunque, più nello specifico, cosa fare e cosa vedere una volta sul posto, beh… Considera innanzitutto questo!

⬩ Esplorare il sito archeologico

Appena arrivata a Tiwanaku mi sono resa conto che il sito archeologico è molto esteso e che certi dettagli, senza una guida, probabilmente non li avrei colti. Come ti spiegherò meglio di seguito, sono stata felice dunque di aver organizzato la mia visita in un certo modo ovvero prendendo parte ad una gita con guida!

Ciò che oggi è possibile osservare all’interno del sito archeologico è l’area cerimoniale dell’antica città di Tiwanaku, il cui cuore era ed è rappresentato dalla Piramide di Akapana. In realtà oggi appare più come una collina, ma a suo tempo era una piramide costituita da ben sette livelli e da una scalinata che portava sulla cima, dove probabilmente si celebravano cerimonie e rituali.

Assolutamente da non perdere poi il Tempio Semisotterraneo. Quest’ultimo si presenta come una sorta di corte scavata nel terreno, sulle cui pareti spiccano quasi duecento teste scolpite. La loro funzione non è ancora stata del tutto chiarita. Ad ogni modo, secondo me, rappresenta una delle parti più interessanti (forse perché ancora così enigmatica…) dell’intero complesso.

E quindi la Piattaforma Kalasasaya, parzialmente circondata da mura. Su di essa si trovano la Porta del Sole che tra l’altro pare sia una sorta di calendario, ed il Monolite Ponce, il quale sembra rappresentare una sorta di sacerdote / divinità che tra le mani tiene due oggetti non ben indentificati. A dire la verità anche questa parte del sito archeologico di Tiwanaku è molto entusiasmate!

⬩ Visitare i musei

A Tiwanaku, come ti ho già detto, troverai ben due musei. Si tratta del Museo Ceramico e del Museo Litico. Nel primo vedrai essenzialmente vasellame usato nella quotidianità e durante specifiche cerimonie. Nel secondo invece potrai ammirare dei monoliti ritrovati durante gli scavi, alcuni dei quali molto impressionanti per le loro dimensioni; mi limito a citare il Monolito Bennett Pachamama, che supera i 7m in altezza.

Informazioni di carattere pratico per visitare Tiwanaku

Tiwanaku si trova ad una settantina di chilometri da La Paz, che puoi tenere come base per organizzare la tua visita. Personalmente ho raggiunto Tiwanaku in minivan in circa un’ora e mezza, prendendo parte ad una gita organizzata con la presenza di una guida. Come ti ho già detto, sono stata felice della scelta, perché sono convinta che da sola non avrei colto molti aspetti rilevanti. Tra l’altro nell’estate 2018 per l’intera esperienza ho speso solo 20Euro, compreso il biglietto d’ingresso ed il pranzo. Tra l’altro basta rivolgersi ad una qualsiasi delle agenzie di viaggio di La Paz ed il gioco è fatto, in pochissimi minuti! Ti vengono persino a prendere in ostello / hotel e ti riaccompagnano alla fine dell’escursione!

Ad ogni modo, se preferisci muoverti in autonomia e spendere quasi nulla, sempre da La Paz, dalla stazione vicino al cimitero, partono autobus per Tiwanaku più o meno ogni ora. Un’altra opzione è rappresentata dai taxi, ma il costo ovviamente è più alto ed in ogni caso non hai a disposizione una guida, che secondo me – ripeto – è fondamentale.

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”