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Finora sono stata solo un paio di volte nelle Marche. L’ultima volta, lo scorso giugno, partendo dal Lago di Fiastra, ho deciso di cimentarmi nel trekking alle Lame Rosse. Si tratta di un’escursione tutto sommato facile e che regala scorci sorprendenti.

Fino a qualche mese fa non sapevo che in provincia di Macerata, tra i Monti Sibillini, si celasse una sorta di canyon con decine di pinnacoli. Pinnacoli, tra l’altro, di colore rossastro che, alti, svettano verso il cielo! Insomma, un vero e proprio spettacolo della natura!

Devi sapere, inoltre, che si tratta di formazioni rocciose millenarie. Costituite da ghiaia, argilla e limo, sono state modellate dall’acqua e dal vento, attraverso un processo di erosione che ha eliminato il loro strato più esterno, mettendo in evidenza il sottostante contenuto ferroso.

Purtroppo non sono stata propriamente fortunata con il meteo. Il cielo infatti è rimasto coperto per tutto il tempo e di conseguenza, come puoi immaginare, ciò ha inciso sull’impatto visivo del sito. Ad ogni modo, quella era la mia occasione e ne è valsa comunque la pena!

Se anche tu intendi fare il trekking alle Lame Rosse, seguendo il sentiero n.335, devi sapere che continuando a leggere troverai tutte le risposte alle domande che ti stai ponendo! Dunque… Prendi appunti, organizzati e mettiti in cammino!

Trekking alle Lame Rosse, Marche

Prima del trekking alle Lame Rosse… Dove parcheggiare?

La prima cosa che ti chiederai nell’organizzare la tua escursione alle Lame Rosse è dove parcheggiare. Io, a inizio giugno, non ho avuto alcun problema nel trovare posto per la mia automobile. Pare però che in piena estate sia opportuno arrivare presto, perché negli ultimi tempi il luogo è diventato sempre più popolare. Ad ogni modo, in loco, troverai ben due aree sterrate destinate a parcheggio.

Dove inizia il trekking alle Lame Rosse?

Il sentiero che conduce alle Lame Rosse inizia dal Lago di Fiastra. Per trovare il punto di partenza non dovrai fare altro che digitare su Google Maps ”Lame Rosse inizio percorso”. In questo modo ti ritroverai di fronte ad una diga, attraversata la quale arriverai ad una sorta di galleria e quindi ad un bivio. A quel punto, svoltando a destra, sarai giunto alla meta.

Cosa devo aspettarmi dal sentiero delle Lame Rosse?

Una volta imboccato il sentiero troverai prima una discesa, poi una salita e quindi un bosco di lecci, all’interno del quale il percorso prosegue ancora salendo, ma abbastanza dolcemente. Ad un certo punto, dopo circa 1h di cammino, giungerai ai piedi di un ghiaione molto ripido, che dovrai risalire. Non ti preoccupare però, ancora un quarto d’ora e sarai finalmente al cospetto delle Lame Rosse! Per rientrare ti basterà tornare sui tuoi passi, ripercorrendo i 3km che hai percorso! Ad ogni modo, ricorda che stiamo parlando di un’escursione adatta a tutti, anche ai più piccoli!

Ed il Lago di Fiastra?

Come ti ho già detto, l’escursione alle Lame Rosse inizia dal Lago di Fiastra ovvero camminando sulla diga attraverso la quale nel 1953 è stato creato quello che si presenta come il più esteso bacino idrico delle Marche. Non stiamo parlando dunque di uno specchio d’acqua naturale. Ciò non significa tuttavia che non valga la pena dedicargli un po’ di tempo. In realtà forse è inutile che te lo dica, perché sicuramente attirerà la tua attenzione, non fosse altro che per il suo colore. Ecco, devi immaginare un turchese tendente al verde, che muta – come il colore dei pinnacoli – a seconda della luce del sole! Ah, d’estate potrai anche tuffarti nelle sue (a quanto pare freddissime…) acque!

Quando fare il trekking alle Lame Rosse?

Come sai ho fatto il trekking che mi ha condotta fino alle Lame Rosse nel mese di giugno, quindi in primavera. Ecco, proprio la primavera, così come l’autunno, sono le stagioni più adatte per vivere l’esperienza, grazie al fatto che presentano temperature miti. Poi ovviamente bisogna anche avere un po’ di fortuna e sperare di beccare una giornata soleggiata, che ‘accende’ i colori della natura! Ad ogni modo, anche l’estate non è da escludere, soprattutto se intendi fare un bagno nel Lago di Fiastra; in questo caso magari cerca di non metterti in cammino nelle ore più calde della giornata! E d’inverno? Il sentiero pare sia accessibile anche nella stagione più fredda dell’anno e chissà che spettacolo riserva quando cade la neve!

Invece… Per quanto riguarda la sicurezza durante il trekking alle Lame Rosse?

Lungo il sentiero che porta alle Lame Rosse non ho notato particolari pericoli. L’unica parte impegnativa è rappresentata dal ghiaione, ma essenzialmente al ritorno, perché lo si deve affrontare in discesa e si tende a ‘sprofondare’ nel pietrisco. Ricorda però che al termine del percorso ovvero una volta giunto alle Lame Rosse non dovrai (e non potrai perché è vietato!) avvicinarti ai pinnacoli. Il distacco e la caduta di massi è infatti un rischio da non sottovalutare! Senza contare che si tratta di formazioni molto delicate!

Attenzione! Prima di incamminarti verifica che non ci siano ordinanze che vietano l’accesso al sentiero! Io ho dovuto aggregarmi ad un gruppo con guida, perché a giugno 2021, causa covid, nel weekend l’escursione era consentito solo in questo modo!

Cosa portare per vivere al meglio l’escursione?

Per vivere al meglio il trekking dal Lago di Fiastra alle Lame dovrai avere con te:

– Scarpe da trekking;

– Bastoni da trekking, che personalmente non amo affatto, ma che per la discesa lungo il ghiaione possono essere molto molto utili;

– Acqua e cibo, perché lungo il percorso non ci sono punti ristoro;

– Protezione solare, occhiali e cappello, nel caso ti incamminassi d’estate;

– Costume da bagno nel caso volessi fare un tuffo nel Lago di Fiastra;

– Scarpe da scoglio, sempre qualora volessi entrare nel Lago di Fiastra.

Concludendo…

A questo punto sei pronto per una fantastica gita alle Lame Rosse! Cosa stai aspettando? Vai e poi magari nei commenti raccontami come è andata! Ecco, un’ultima cosa! Una volta lì, prenditi tutto il tempo per cogliere la bellezza del luogo e soprattutto per ascoltare ciò che le Lame Rosse avranno da dirti, perdendo un sassolino di qua ed uno di là, mentre continuano, lentamente, a sgretolarsi…

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”