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Nella mia vita vorrei poter vedere il mondo intero ed oltre a vederlo vorrei poterlo ascoltare, assaporare, annusare, toccare. Insomma, vorrei anche poterlo esperire pienamente. Di vite però me ne servirebbero cento e probabilmente non mi basterebbero neanche quelle, considerando che da un po’ di tempo a questa parte mi piace viaggiare lentamente.

Questo mio desiderio in realtà è un’illusione. Ne sono sempre stata consapevole. Eppure, quando ho iniziato a viaggiare, ciò non mi ha messa al riparo dal correre di qua e di là per mezza Europa. Non fraintendermi, non rinnego i miei primi passi. Sono parte del mio percorso e se oggi vedo le cose in un certo modo è proprio perché quei primi passi si sono rivelati troppo veloci.

Ad un certo punto tuttavia qualcosa è cambiato ed ho smesso di correre. In questo senso, no, non è svanita, così, improvvisamente, quella fame di mondo che tutt’ora avverto forte, fortissima. Ad essa tuttavia si è aggiunta l’esigenza di fermarmi, soffermarmi e comprendere più a fondo i luoghi e ciò che suscitano in me. Riflettendoci, in poche parole, credo di aver cambiato approccio.

Nelle righe che seguono troverai le mie riflessioni riguardo a queste tematiche. Perché nei commenti non mi dici anche la tua?

Viaggiare lentamente… Un’idea molto relativa!

Tu viaggi lentamente? Chi può dire che viaggi lentamente o, al contrario, che non lo fai? Ti sei mai posto queste domande? Secondo me non solo sei l’unico che deve riflettere sulla questione, ma sei anche l’unico che può trovare una risposta!

Quello che voglio dire è che in viaggio devi trovare un tempo ed un ritmo che sono tuoi e solo tuoi. Un tempo ed un ritmo che apprezzi, che non ti pesano, perché ti consentono di cogliere nel modo che ti è più consono il mondo nel quale deciderai di imbatterti.

In questo senso stiamo parlando di qualcosa di estremamente relativo ma che è fondamentale che impari a definire. Solo cosi riuscirai infatti a determinare anche la lentezza di cui avrai bisogno nelle circostanze che di volta in volta ti troverai a vivere.

Se ti stai chiedendo come fare, non posso che dirti di guardarti dentro ed assecondarti. Trascorri sei ore in un museo oppure scappa subito da quel museo per perderti in un vicolo pittoresco piuttosto che in un caotico mercato, purché sia ciò che vuoi.

A questo punto puoi comprendere perché mi sento sempre in difficoltà nel rispondere a domande del tipo <<Quanti giorni dovrei trascorrere in Argentina?>> o <<Quanto dovrei fermarmi a Santiago del Cile?>>. La mia lentezza infatti è sicuramente diversa dalla tua, anche perché amiamo e odiamo cose diverse!

Prima di ogni partenza dunque o una volta in loco, chiediti sempre cosa quel determinato luogo abbia da offriti e cosa effettivamente ti interessi. Questo, soprattutto quando senti che ti toccherà correre, ti permetterà di rallentare, sia che si tratti di un viaggio lungo, sia che si tratti di un viaggio breve!

I motivi per cui ho deciso di viaggiare lentamente…

Prima ancora di determinare quale sarà la tua lentezza, ti chiederai perché dovresti viaggiare lentamente. Per me è stato così e sono arrivata alla conclusione che in linea generale ho due motivi per andare in quella direzione.

⬩ Conoscere l’identità (o meglio, le diverse identità) dei luoghi!

Ogni luogo ha la sua identità o meglio diverse identità. Un’identità storica, un’identità culturale, che a sua volta può essere identità linguistica, identità religiosa e potrei continuare all’infinito, ma non è questo il momento, né il luogo.

Ciò che mi preme dirti è che dopo i primissimi viaggi ho avvertito la necessità di conoscere almeno alcuni tratti dell’identità dei luoghi. Questo vuol dire che non ho la presunzione di riuscire a mettere nello zaino una visione completa e complessiva di un determinato contesto, anche perché sarebbe impossibile in pochi giorni o in qualche settimana. Vuol dire piuttosto che tendo a proseguire solo una volta placata quella che di volta in volta è la mia curiosità.

Questo aspetto ha senz’altro inciso sul mio modo di viaggiare, suggerendomi – come puoi immaginare – nuovi tempi e nuovi ritmi e dunque una lentezza altra, più affine a ciò che desidero. Si tratta, tra l’altro, anche di una lentezza che mi ha permesso di imbattermi in diverse identità individuali, che in molte circostanze si sono rivelate delle vere e proprie finestre sul mondo che stavo cercando di scoprire.

In altre parole, è grazie a tutto questo che ho realizzato anche quanto sia importante per me l’interazione con le persone che incontro strada facendo. Queste ultime infatti, donandomi anche solo un’attimo della loro quotidianità, hanno quasi sempre finito per mettermi di fronte a tante e tante cose che personalmente trovo facciano la differenza.

⬩Conoscere meglio me stessa!

Viaggiare – come dico spesso – mi dà mille stimoli. So però che se non mi do modo di elaborare quegli stimoli, alla fine, mi rimane poco dell’esperienza, di qualsiasi cosa si tratti. Credo sia così perché nell’viaggio vedo anche una via per conoscere meglio me stessa e dunque la possibilità di una crescita personale.

Mi rendo conto che la mia possa non essere una visione condivisa e che per alcuni addirittura tutto questo non abbia alcun senso. Sono dell’idea tuttavia che se un viaggio viene affrontato in un certo modo, soprattutto se in solitaria, inevitabilmente porti con sé anche un percorso interiore. Di questo però ti ho parlato nel prossimo post Il viaggio come occasione di cambiamento e crescita interiore?.

Poi, sì, certi viaggi, in quest’ottica, si prestano più di altri. Penso ad esempio ai viaggi a piedi o in bicicletta, che quasi per definizione sono viaggi lenti; e penso anche a viaggi impegnati, durante i quali non si corre, almeno se si vuole capire veramente.

A fare la differenza, anche in questo caso, secondo me sono il tempo ed il ritmo che facciamo nostri; in altre parole, la lentezza che scegliamo o che, per varie ragioni, decidiamo di non scegliere, magari perché non abbiamo voglia di guardarci dentro. Decidere di fermarsi o proseguire, per me significa anche questo.

Viaggiare lentamente

Viaggiare lentamente e l’importanza della gestione del tempo e dei ritmi…

Se mi conosci o mi segui da un po’, rispetto a tutto questo discorso, potresti obbiettare che per me sia scontato viaggiare lentamente, semplicemente perché ho la possibilità di partire anche per lunghi periodi. Ti dico subito che non sono d’accordo, perché le cose non stanno proprio così.

E’ vero che se stai via mesi, soprattutto in paesi che – diciamo così – sono difficili, finisci per rallentare per ragioni oggettive. Ed è vero anche che finisci per farlo perché in certi momenti altrimenti non ce la faresti. Mi vengono in mente realtà dove spostarsi ha significato trascorrere giornate o nottate intere in autobus, così come momenti in cui il mio fisico mi ha chiesto di fermarmi.

Se però avverti forte quella fame di mondo di cui ti parlavo all’inizio, tutto questo passa in secondo piano, se non sempre, quasi sempre. Quella fame di mondo infatti ti spinge ad andare, ad andare e ad andare ancora, anche con gli occhi chiusi perché sei stanco, anche quando la tua mente ed il tuo cuore avrebbero bisogno di una tregua.

Può sembrare un controsenso, ma per viaggiare lentamente – anche nel lungo periodo – secondo me è importante che impari a gestire il tempo che hai a disposizione, così come quelli che sono i tuoi ritmi. Con questo non voglio assolutamente dire che devi partire guardando l’orologio (ok, quello magari sì, perché così non perdi l’aereo!) e proseguire con un cronometro sempre puntato.

Gestire il tempo secondo me non significa costringerti, se non è ciò che vuoi, a volare da un capo all’altro del Brasile in sole due settimane, facendo scalo qui, lì e anche là, giusto per fare un’esempio. Significa magari concentrarsi su una regione, partendo con le idee chiare su ciò che veramente vuoi (e quindi puoi!) vedere in due settimane, lasciando spazio ad eventuali cambi di programma.

Ecco, progettare, programmare, ma senza ottimizzare in modo troppo sistematico. E questo te lo dice una che si studia ogni singola meta di un itinerario di quattro mesi dall’altra parte del mondo, per poi stravolgere i suoi programmi una volta lì; sì, l’ho fatto davvero (almeno in parte) quando ero in Perù, in procinto di andare in Ecuador, ma l’ho fatto anche in occasione di qualche weekend in Italia.

Concludendo, due semplici suggerimenti…

Se hai letto questo post perché stai cercando di comprendere come viaggiare lentamente, non mi rimane che darti due semplici suggerimenti.

In sintesi, considera che:

– Meno è meglio, inteso che cosa significhi meno e cosa significhi meglio lo decidi tu e solo tu!

– Rimanda alla prossima volta, perché sì puoi sempre tornare (in una città, in un paese…)!

Se vuoi sapere qualcosa in più su di me, puoi leggere la sezione About me!

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4 Replies to “Viaggiare lentamente… Dal mio punto di vista!”

  1. Noi abbiamo scelto di viaggiare on the road proprio per avere i nostri tempi e i nostri spazi, seguire il nostro istinto e goderci senza alcuna fretta le località trovate lungo il percorso. Solo così si apprezza il viaggio a 360 gradi!

    1. Ognuno poi trova la formula che fa al caso suo… Che sia in auto piuttosto che in bus, l’importante è assecondare i propri tempi ed i propri ritmi!

  2. Credo che viaggiare lentamente sia un po’ un lusso. Ma d’altra parte bisogna avere anche il coraggio di concederselo, di tanto in tanto. Come per tutte le cose, anche in questo serve un po’ di volontà (almeno secondo me).

    1. Secondo me è soprattutto una questione di volontà, sia quando si ha poco che quando si ha tanto tempo…

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”