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Secondo te un viaggio può essere inteso come occasione di cambiamento e crescita interiore? Io credo di sì, ma penso anche che la risposta alla domanda non sia così banale da poter essere liquidata in due parole…

Ecco, se hai voglia di riflettere su queste tematiche leggi il post e parliamone nei commenti!

Definizione dell’identità individuale

Non so se ti sei mai chiesto come un individuo arrivi a determinare la propria identità o, per essere più specifici, aspetti come il genere, l’età piuttosto che l’appartenenza culturale. In questo frangente ritengo sia importante mettere in luce innanzitutto questa dinamica, almeno sinteticamente.

A questo proposito devi sapere che in ambito sociologico, secondo diverse teorie, l’identità individuale (ma in realtà anche quella collettiva…) sarebbe frutto di processi di rispecchiamento e riconoscimento reciproco. In parole semplici, l’io si definirebbe attraverso la relazione con l’altro, vale a dire per differenza.

Sulla base di questa premessa altre teorie arrivano poi ad affermare che il viaggio implica sempre una ridefinizione dell’identità individuale. Quando si viaggia infatti si finisce per cambiare contesto, giusto? Di conseguenza non cambiano forse anche i rapporti con l’altro?

Da qui l’idea che l’identità individuale, intesa come gioco di specchi e riflessi, sia qualcosa di estremamente fluido, che potenzialmente non smette mai di mutare; e quindi anche l’idea che l’io e lo spazio siano legati l’uno all’altro in modo indissolubile.

Viaggio come occasione di cambiamento e crescita interiore – Quando la letteratura aiuta a comprendere…

Secondo te è un caso che universalmente il concetto di viaggio venga usato per creare metafore che esprimono transizioni e trasformazioni? Io ritengo che ciò dipenda dal fatto che il viaggio sia sempre stato inteso come uno strumento che produce cambiamento e a volte crescita interiore… Per comprendere che è così è sufficiente pensare alla letteratura di viaggio!

Nelle narrazioni dell’antichità generalmente il viaggiatore non partiva per scelta, ma per imposizione divina e si imbatteva sempre in mille difficoltà e pericoli, che tuttavia una volta superati lo portavano ad essere riconosciuto come eroe.

Ulisse, giusto per fare un esempio, ha vissuto una vera e propria Odissea, o sbaglio? La sua non è stata forse un’esperienza piena di sfide, che prima lo hanno logorato e poi gli hanno conferito un certo prestigio sociale?

Facendo un bel passo avanti nel tempo, pensiamo al viaggiatore romantico, che ha fatto della sua partenza una partenza volontaria e quindi tutto sommato piacevole, appropriandosi così di concetti come libertà ed autonomia.

Ecco, per lui il motore del cambiamento stava invece proprio in quella libertà ed in quella autonomia che, una volta conquistate, gli hanno consentito di comprendere ed esprimere ciò che era veramente.

E’ il caso del cosiddetto wanderer ovvero la figura del viandante alla ricerca di sé stesso, che per tutto il XVIII secolo ha permeato la cultura tedesca. A questo proposito, tra i tanti, ricordo il Wilhelm Meister di Goethe.

Non mi dilungo portando altri esempi, anche perché non sarebbe utile ai fini della mia riflessione. Sono sicura comunque che riflettendoci ti torneranno in mente tanti altri protagonisti di miti e leggende piuttosto che di racconti e romanzi che narrano del viaggio come fonte di cambiamento o addirittura di crescita personale.

Viaggio come occasione di cambiamento e crescita interioreCome siamo arrivati a questa concezione?

Non è un caso che nel paragrafo precedente io ti abbia parlato proprio del viaggiatore romantico. E’ infatti grazie ai discorsi che sono nati intorno a quella figura che si è sviluppata la concezione che vede nel viaggio un’occasione di cambiamento e di crescita interiore.

Personalmente da tempo ho fatto miei tanti aspetti scaturiti da quella visione, adottando di fatto un diverso approccio al viaggio. Non so tu come vedi le cose, ma sono convinta che sia importante – non solo quando si parla di viaggi – aprirsi a più prospettive.

Penso tra l’altro che questo sia un tema che può offrire grandi stimoli ad un viaggiatore, sempre che non venga trascurato. Ecco, colgo nuovamente l’occasione per invitarti a lasciare un commento e ad esprimere il tuo pensiero a questo proposito.

Tornando al cuore della questione mi preme ribadire come il viaggio non sia solo un mezzo per accedere ad un mondo altro rispetto a quello da cui si proviene; è anche questo, ma è soprattutto uno mezzo che per sua natura consente al viaggiatore anche di prendere coscienza della sua identità.

Quello che voglio dire è che il viaggio, in quanto esperienza diretta di cose altre, ti rende cosciente del soggetto che sei. In questo senso credo anche che generalmente non aggiunge elementi nuovi alla tua personalità, ma senz’altro può esplicitare qualcosa che hai sempre posseduto.

Sintetizzando, penso che in tutto questo la parola chiave sia introspezione. E’ soprattutto l’introspezione, secondo me, che ha reso diverso il viaggiatore romantico da quello dell’antichità. Ed è sempre l’introspezione che oggi può rendere un viaggio tuo e solo tuo ovvero diverso da quello dei tanti che partiranno per Atene, per New York piuttosto che per Bangkok.

E Oggi?

Sorge a questo punto spontanea una domanda. Oggi il viaggio può ancora essere un’occasione di cambiamento e crescita interiore? Ti dirò ancora la mia, sulla base di quello che ho sostenuto finora.

Secondo me dipende da noi, dalla nostra propensione a guardarci dentro, dalla voglia che abbiamo di comprendere quali cambiamenti un viaggio abbia generato, perché inevitabilmente qualche cambiamento lo ha generato.

Per questo motivo al termine di ogni viaggio o addirittura già durante il viaggio stesso credo sia importante porsi delle domande riguardo a questi aspetti, indipendentemente dalle risposte, che possono non essere immediate o addirittura non arrivare.

Tu ti sei mai interrogato su queste tematiche? Sì? Allora probabilmente sei sulla buona strada, perché hai fatto il primo passo di un viaggio interiore che secondo me dovrebbe sempre procedere in parallelo a qualsiasi altro viaggio…

Se hai voglia di leggere altro sul mio modo di intendere il viaggio, ti rimando a questa sezione del blog!

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”