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In Decidere di viaggiare in solitaria… Dubbi? e Viaggiare in solitaria, uno dei tanti modi di viaggiare… ho messo in evidenza come, secondo me, prima di partire da soli sia importante riflettere e acquisire una certa consapevolezza di sé e di ciò che realmente si desidera, sia che si voli dall’altra parte del mondo sia che si opti per una gita fuori porta.

Tutto questo ovviamente sarà possibile solo una volta che avrai compreso cosa sia un viaggio in solitaria, concretamente e declinando quelli che dal tuo punto di vista sono i pro ed i contro dell’esperienza. E dico dal tuo punto di vista perché ciò che io vedo come un aspetto positivo / negativo, per te potrebbe non esserlo affatto in un determinato momento.

Di seguito ti parlerò dunque dei tre aspetti che più caratterizzano il viaggio in solitaria, sia di breve che di lunga durata, mettendo in luce ciò che dell’esperienza si tende ad apprezzare e ciò che invece può pesare. Ecco, nei commenti, mi piacerebbe leggere il tuo pensiero a riguardo, anche solo in merito ad una delle diverse questioni su cui mi soffermerò.

Viaggio in solitaria: pro e contro

viaggio in solitaria pro e contro

Sentire la libertà in tutte le sue sfumature!

Quando decidi di viaggiare da solo sperimenterai innanzitutto ciò che significa libertà. E lo sperimenterai in varie situazione, comprendendo che si tratta di qualcosa che ha un’estrema complessità.

Essere liberi, non solo in viaggio, è la cosa più bella del mondo. E’ innegabile, non trovi anche tu? Ancora prima di partire ti sentirai libero di decidere dove andare e quando andare. Una volta sul posto sarai libero di decidere, giorno per giorno, cosa fare. E ad un certo punto, anche di porre fine al tuo percorso.

Personalmente credo che le parole abbiano un grande valore e per questo le uso con una certa parsimonia, soprattutto quando sono portatrici di tutto un ventaglio di significati e sfumature. Ecco, questo è proprio il caso della parola libertà, che per ognuno di noi significa qualcosa di diverso.

Non può essere dunque che per qualcuno, ad un certo punto, quella libertà sia semplicemente… troppo? Riflettici… Questo punto comunque lo chiarisco nel prossimo paragrafo, sempre esprimendo quello che è il mio punto di vista sui pro e i contro del viaggio in solitaria e non una verità!

⬩ Sperimentare autonomia ed indipendenza!

Quando viaggi da solo, inevitabilmente, impari ad essere autonomo ed indipendente in tutto e per tutto. Ecco, sono convinta anche di questo. Soprattutto se ti trovi dall’altra parte del mondo capisci infatti che devi pensare a tutto tu, dalla colazione al biglietto del treno, fino a lavare i panni sporchi.

Per me questo è senz’altro un aspetto positivo, anche perché può tradursi – soprattutto nel caso di viaggiatori molto giovani – in un momento di crescita. Quando comprendi che puoi farcela contando solo sulle tue forze, dentro di te qualcosa infatti sicuramente cambia.

Volendo ben guardare però tutto questo può anche sfociare in un senso di superiorità che poi implica presunzione ed arroganza. Accade se inizi a sentirti una specie di supereroe solo perché sei stato in Vietnam piuttosto che in Congo, dimenticando che non sei né il primo né l’ultimo! E’ una fase? Ok, poi però rimetti i piedi per terra, perché a lungo andare chi ti sta intorno potrebbe non capire!

O ancora, tutta l’autonomia e l’indipendenza che si sperimentano quando si viaggia da soli potrebbe generare una sensazione di stanchezza, dovuta al fatto che si avverte forte, forse troppo forte, il peso delle proprie scelte e quindi della libertà. Questa situazione però a mio avviso è tipica dei momenti in cui le cose non vanno per il verso giusto e potrebbe dunque essere temporanea.

Nell’ultima situazione, giusto per fare un esempio, mi sono trovata personalmente, mentre ero in Argentina e sono stata morsa da un cane. Ho scelto io, liberamente, di essere lì, da sola. Quando però mi sono ritrovata in ospedale, anche se solo per qualche ora, non ho potuto fare a meno di chiedermi cosa mi fosse passato per la testa! Poco dopo, comunque, ogni pensiero negativo è svanito!

⬩ Vivere la solitudine!

Mi capita di sentire parlare della solitudine sempre in termini negativi. Riflettendoci tuttavia non posso dire, in termini assoluti, che sia qualcosa da cui fuggire sempre e comunque. Tu la pensi come me o diversamente? In altre parole, secondo te, durante un viaggio in solitaria la solitudine non rientra mai tra i pro ed è menzionabile solo tra i contro?

Ritengo infatti che in viaggio, ma non solo, sia importante avere dei momenti solo per sé, soprattutto se si vivono situazioni particolari e che offrono mille stimoli. E’ infatti in quelle circostanze che si riesce a pensarsi e a ripensarsi, lavorando sulla propria interiorità; e qui si ripresenta, ancora una volta, la questione della crescita personale.

Non tutti però sono in grado di stare bene anche da soli. E’ in questa circostanza, ovvero se fatichi a stare con te stesso e nessuno altro, che viaggiare da solo potrebbe iniziare a pesarti. Se è vero infatti che si incontrano tante persone e si è forse più disponibili a fare nuove conoscenze, è anche vero che per forza di cose ci saranno dei momenti in cui non ci sarà nessuno.

Tutto questo è da mettere in conto e ci si può lavorare. A volte però il problema non è neanche il fatto di non essere in compagnia, ma di non essere in compagnia di una o più persone ben specifiche. Prova a pensare, ad esempio, a ciò che si sente quando si viaggia senza il proprio partner o quando si sta lontani dalla propria famiglia per mesi.

Personalmente, giusto per fare un altro esempio, non disprezzo i momenti tutti per me mentre sono in viaggio da sola. Non mi dispiace affatto conoscere altre ragazze che hanno la mia stessa passione. Gianluca, mio marito, però mi manca sempre molto; nel tempo comunque ho realizzato che non potrebbe essere altrimenti ed ho accettato la cosa pur di realizzare quelli che per me sono dei grandi sogni.

viaggio in solitaria pro e contro

Viaggio in solitaria: pro e contro – Tirando le fila

Il viaggio in solitaria, al di là dei pro e dei contro, secondo me è sempre un’esperienza molto intensa. E lo è perché, in un modo o nell’altro, finisce ogni volta per smuovere qualcosa dentro di noi, scatenando delle emozioni, più o meno profonde e senz’altro di diversa natura.

Proprio per questa ragione credo sia importante che dietro ad ogni partenza di questo genere ci siano volontà e motivazione. Solo così, sempre dal mio punto di vista, si riuscirà infatti ad acquisire una visione poliedrica dei pro e dei contro del viaggio in solitaria e dunque a vivere pienamente l’esperienza.

Ormai dovrebbe esserti chiaro che quando si parla di viaggio solitaria non esistono pro e contro in senso assoluto, ma che sei tu a decidere cosa mettere nelle due categorie, che non devi pensare come compartimenti stagni. E aggiungo che più sarai preparato – emotivamente – meno questa categorizzazione avrà senso.

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6 Replies to “Viaggio in solitaria pro e contro… Secondo me!”

  1. Ho viaggiato spesso da sola, soprattutto fino a qualche anno fa per via del mio vecchio lavoro. E devo dire che mi è sempre piaciuto: innanzitutto perché come te non penso che la solitudine sia una cosa negativa. Mi piace stare da sola, anche se ovviamente bisogna essere pronti ad affrontare anche situazioni spiacevoli come è successo a te. Ultimamente non ho più avuto occasioni di partire per conto mio, ma ti confesso che molto spesso ne sento la mancanza. Uno dei viaggi più belli che abbia fatto, quello a Seattle, era in solitaria.

    1. Sì, la solitudine ha sempre questa connotazione negativa. Riflettendoci però può essere anche molto stimolante, vero?!

  2. Ciao ho letto i tuoi consigli ed esperienza dei viaggi in solitaria. Io non ho mai fatto viaggi in solitaria lontano , ma solo qualche di ‘ in Italia . Se sono sola e non ho nessuno che venga con me parto si sola ma in un gruppo, anni fa era ANM ora apprezzo magari qualche cosa in piu” di meno spartano( e ti parla una che ha fatto INTERAIL negli anni 90’) . Partendo in gruppo hai le guide ,compagnia, ma puoi avere dei momenti per isolarti ……… e per girare sola. Che ne pensi tu di viaggi da sola ma in un gruppo? Claudia

    1. Ciao Claudia! Non sono mai partita aderendo a viaggi di gruppo. Penso comunque che siano un modo come un alto per partire. Se uno si trova bene, perché no?L’importante in viaggio è stare bene con sé stessi e con gli altri. Sai che anche io ho fatto diversi inter-rail in Europa? I miei primi viaggi sono stati proprio in treno con quel fantastico pass!

  3. Ciao Maria Grazia.
    Ho letto con interesse e curiosità il tuo articolo, avendo viaggiato in solitaria e da backpacker nella maggior parte dei casi della mia vita.
    Ti dico la mia.
    Premetto che penso che solo chi ha fatto questo tipo di esperienza ne possa parlare, e che chi lo ha fatto è quasi certamente stato spinto da ragioni “interiori e profonde” molto forti. Le mie partivano da un disagio che potrei definire “disadattamento” al mondo che mi circonda: benché abbia sempre avuto amicizie importanti sin dall’infanzia, c’è sempre stata una parte di me che rimaneva incompresa, benché trovasse uno specchio nell’Arte e nella Letteratura (con Sartre, Camus, Dostoevskij, Kafka, Twain…). Naturalmente mi riferisco a viaggi che mi sento di definire “seri”, viaggi itineranti, svolti in Paesi difficili o in condizioni difficili, e non al weekend lungo passato magari in capitali europee dove c’è così tanto di bello e interessante da fare e da vedere, da non giungere mai al punto in cui ti trovi solo con te stesso in un mondo totalmente diverso dal tuo (anche perché immancabilmente “connessi” a quest’ultimo).
    Da amante del tennis, per esprimere la differenza tra il viaggio in solitaria e quello in compagnia (di partner, amici, figli…) voglio usare un’espressione nota agli appassionati che recita: “Giocare il tennis 3 set su 5 (paragonato al 2 set su 3…) vuol dire fare un altro sport. E’ proprio questa la sensazione che ho provato quando, avendo viaggiato per anni (viaggi da uno a tre mesi – di più non era possibile per ragioni diverse – negli anni ’90) in solitaria e senza aver fatto mai neppure UNA prenotazione di una notte in una qualsiasi guesthouse, ho deciso di tornare in India con la mia compagna di vita per cinque settimane, sempre con la stessa tipologia di approccio privo di certezze sull’andamento del viaggio. Ebbene, avere una “sicurezza” accanto significa chiudere la porta all’imprevisto, al cambio repentino o drastico di programma, alla condivisione improvvisa con anime perdute come la tua in un momento effimero di scoperta, di sorpresa e di inaspettato “sentire comune”, insomma per certi versi chiudere la porta all’Avventura. Anche i momenti di sconforto non sono più gli stessi perché non ti è più concesso di “toccare il fondo” come in solitaria, e questo è un fatto grave perché era proprio in seguito a quei momenti terribili che il mio viaggio decollava poi verso la felicità pura o apparentemente tale, derivata dal contrasto con l’incertezza totale, con la paura dinanzi a pericoli reali o presunti, oppure con la momentanea incapacità di “bastare a se stessi”. Inoltre con qualcuno accanto in qualche modo devi dare conto del modo in cui conduci il viaggio… Ti senti responsabile della vita di un altro, non fai le stesse scelte, talvolta istintive e azzardate, e difficilmente ti cacci nei guai. Un altro “sport” insomma… e decisamente un tre set su cinque!
    In solitaria ho girato cinque continenti, conosciuto gente per strada e viaggiato e condiviso stanze e momenti (senza che questo dovesse contemplare “altro”…). Sappi che in solitaria viaggiano più donne che uomini, evidentemente più forti, motivate e determinate. Sono nate amicizie durate decenni, forti dell’unicità di quei momenti passati insieme. In passato i biglietti Open (esistono ancora?) avevano prezzi accettabili e i cambi di programma erano sempre possibili: dettaglio che aggiungeva avventura all’avventura.
    Negli ultimi quindici anni ho viaggiato coi miei figli, uno alla volta perché ognuno dei tre ha una testa sua, ossia passioni, gusti e attitudini diverse. E’ meraviglioso, naturalmente, ma di recente ho ricominciato a fare lunghi trekking in solitaria (Skye Trail, Rota Vicentina) ritrovando le note meravigliose sensazioni, oggi ancora più belle in virtù di una più matura consapevolezza del mio Essere. Ogni tanto ci scappa un weekend comodissimo con mia moglie… da cui mi riprendo con una notte all’addiaccio tra le montagne (un po’ come ascoltare la musica alla radio in auto per due ore: arrivato a casa DEVO disintossicarmi con Frank Zappa!).
    Bene, io ho finito. Ti seguo su fb e mi piacciono tantissimo i tuoi luoghi e le tue foto.
    Grazie.

    1. Massimo, che dire? Grazie per aver letto il mio post e soprattutto per aver condiviso la tua esperienza e le tua visione riguardo al viaggio in solitaria. Ho apprezzato moltissimo e mi hai dato tanti spunti di riflessione su diverse questioni correlate. Spero di rivederti presto qui o su fb! 🙂

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”