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Visitare la Certosa di Pavia, per me, è stata una bellissima scoperta. Ci sono stata un sabato dello scorso giugno, subito dopo il primo lockdown, facendo una gita fuori porta. In quel momento più che mai ho sentito forte la necessità di darmi alla scoperta di ciò che di bello avessi vicino o relativamente vicino ovvero di vivere anche qui qualche momento un po’ come faccio in viaggio.

Questo non significa che – allora come ora – non morissi dalla voglia di salire su un aereo per andare dall’altra parte del mondo, lontano. Come tutti ho però dovuto fare i conti con la realtà e cambiare prospettiva. Ecco, visitare la Certosa di Pavia (come in realtà tanti altri luoghi ad un’ora o due da casa) in questo mi ha aiutata…

E’ così che da qualche giorno ho iniziato a scrivere dell’Italia che ho vissuto finora, con l’intenzione di continuare anche quando questo periodo – che non voglio neanche definire perché di aggettivi adatti non ne trovo – sarà finito. Perché sì, la pandemia finirà, potrò finalmente andare dove ho voglia di andare, ma vivrò qui e voglio vivere questo paese più che posso.

Ma veniamo alla Certosa di Pavia, perché ho divagato anche troppo…

Visitare Certosa di Pavia

Prima di visitare la Certosa di Pavia… La sua storia!

Nel caso ti stessi chiedendo cosa sia effettivamente la Certosa di Pavia, devi sapere che si tratta di un complesso monumentale che comprende una chiesa ed un monastero, entrambi cinti da imponenti mura.

La sua storia è iniziata nel 1396, quando Gian Galeazzo Visconti, coinvolgendo i più importanti architetti ed artisti del tempo, ha dato inizio ai lavori. Il Duca di Milano, attraverso questo progetto, oltre a creare un mausoleo, intendeva essenzialmente manifestare la grandiosità della sua casata.

La Certosa di Pavia però non è legata solo al nome dei Visconti, bensì anche a quello degli Sforza. Va infatti a questi ultimi il merito di aver completato alla fine XV secolo quello che è spesso menzionato come uno dei massimi capolavori di epoca rinascimentale (nonostante le aggiunte barocche).

La prima comunità monastica a cui il complesso è stato affidato apparteneva all’Ordine dei Certosini e a quest’ultimo è rimasto fino al termine del XVIII secolo, quando Giuseppe II d’Austria ha confiscato il monastero e cacciato i monaci. Passato ai carmelitani, è giunto Napoleone, che ha portato fuoco e fiamme.

Con l’Unità d’Italia la Certosa di Pavia è entrata a far parte delle proprietà del Regno d’Italia ed è stata ancora una volta affidata, più o meno continuativamente fino al II Dopoguerra, ai certosini.

Attualmente è annoverata nella lista dei monumenti nazionali ed è divenuta dimora di un gruppo di monaci cistercensi, che tra l’altro si occupano di guidare i visitatori interessati a scoprire il luogo.

Visitare la Certosa di Pavia – Cosa vedere?

Se hai deciso di visitare la Certosa di Pavia, ti starai chiedendo su quali aspetti dovrai soffermarti. Effettivamente si tratta di un complesso abbastanza esteso e che presenta tantissimi dettagli interessanti. Niente paura però, sul posto troverai dei monaci che ti accoglieranno e ti accompagneranno in tutti gli ambienti del complesso aperti al pubblico!

La chiesa di Santa Maria delle Grazie

Una volta giunto sul posto non dovrai fare altro che varcare il portale d’ingresso che dà accesso al cortile. Sono certa che anche tu avvertirai una sensazione di pace e tranquillità non appena ti troverai lì! D’altra parte sarebbe strano il contrario in un luogo che è a tutti gli effetti sacro e tanto quieto!

A quel punto non vorrai fare altro che avvicinarti alla facciata della Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Già da lontano infatti lascia senza parole, perché è veramente meravigliosa. A decorarla un’infinità di statue e bassorilievi, per non parlare dell’accostamento di marmi di colori diversi, che vanno dal rosa al verde. Inutile che te lo dica, ma fermati e cerca di cogliere tutti i particolari!

Una volta entrato ti renderai conto che l’edificio è composto da tre navate delimitate da colonne e che ci sono diverse cappelle laterali. Sarà però soprattutto il soffitto ad attirare la tua attenzione: guardando in alto vedrai infatti un cielo azzurro con tante stelle dorate, oltre a fantastici motivi geometrici.

Nell’ammirare gli affreschi, cerca poi di scovare i due monaci certosini affacciati a delle finte finestre. Si trovano nella navata laterale destra e per qualche strano effetto ottico avrai l’impressione che ti stiano osservando, ovunque ti sposterai all’interno della chiesa.

Noterai poi immediatamente anche che il transetto è separato dal resto della chiesa da un cancello, che sarà aperto da un monaco nel momento in cui inizia la visita guidata; ecco, proprio nel transetto potrai anche osservare due sepolcri, da una parte quello di Gian Galeazzo Visconti e dall’altro quello di Ludovico il Moro e di Beatrice d’Este.

Il Monastero

Dal transetto potrai poi accedere al Monastero ed in particolare al cosiddetto Chiostro Piccolo. Quest’ultimo presenta un bel giardino con una fontana al centro e dà accesso al refettorio, vale a dire il luogo dove i monaci di un tempo erano soliti consumare i pasti durante le festività e di domenica.

Procederai quindi verso il Chiostro Grande, che ha delle belle decorazioni in cotto ed è delimitato da un roseto. Su di esso si affacciano trentasei celle, che altro non sono che il luogo in cui i monaci alloggiavano, in solitudine e rispettando la regola del silenzio.

E’ interessante sapere che ciascuna cella era dotata di due piani, uno destinato alla preghiera ed al riposo e l’altro ai pasti, consegnati attraverso un’apposita apertura nella porta; non mancava poi un piccolo cortile personale, dove i monaci potevano piantare erbe medicinali.

Le regole durante la visita alla Certosa di Pavia

Come sai, la Certosa di Pavia è un luogo di culto, ancora abitato da una comunità di monaci cistercensi. Come tale presenta delle regole, che vanno rispettate:

> E’ importante stare in silenzio e se si parla è necessario farlo a bassa voce;

> E’ opportuno vestirsi adeguatamente ovvero con spalle e gambe coperte;

> Non è il caso di mangiare;

> Sui cartelli è segnalato il divieto di scattare foto, ma in realtà durante le visite è consentito.

Come arrivare alla Certosa di Pavia

Diversamente da quanto si possa pensare, la Certosa di Pavia non si trova a Pavia, bensì nel paese di Certosa, ad una decina di chilometri dal capoluogo di provincia. Personalmente sono arrivata con la mia automobile, che ho lasciato in un parcheggio a pagamento poco distante. Ti segnalo però che è possibile anche arrivare in treno, poiché a meno di un chilometro dal complesso si trova una stazione ferroviaria. Puoi inoltre prendere in considerazione gli autobus, che partono sia da Pavia (Autostazione via Trieste) che da Milano (Stazione Famagosta). Da Milano è una bella idea anche arrivare in bici, percorrendo la ciclabile che corre lungo il Naviglio Pavese.

Ingresso e apertura del sito

L’ingresso alla Certosa di Pavia è gratuito. Alla fine della visita viene però chiesta un’offerta per la manutenzione del complesso. Gli orari di apertura sono abbastanza limitati. Generalmente si può accedere tutti i giorni tranne il lunedì, la mattina dalle 9.30 alle 11.30 ed il pomeriggio dalle 14.30 alle 16.30. Soprattutto oggi è però sempre opportuno ricontrollare che non vi siano variazioni. Il sito di riferimento per questo genere di informazioni è www.certosadipavia.it.

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”