Visitare Gerusalemme in cinque giorni…

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Gerusalemme è Gerusalemme e durante il mio viaggio in Israele (di cui vi ho parlato più diffusamente qui) non potevo che dedicarle il tempo che merita. Agli occhi di alcuni cinque giorni sono pochi per comprendere una città considerata sacra dai fedeli delle tre più diffuse religioni monoteiste, secondo altri invece sono fin troppi.

Non ho la presunzione di dire di conoscerla ormai a fondo, in tutti i suoi aspetti, materiali o immateriali che siano, credo tuttavia di averne colto qualche frammento, che condividerò con voi attraverso questo post.  

Di una cosa sono certa, che siate credenti o scettici, vi colpirà, nel profondo. Ho già accennato a come concepisco il mio rapporto con tutto ciò che riguarda la sfera religiosa: sintetizzando, ne subisco il fascino, ma credo che non riuscirò mai a concedermi completamente ad essa.

Ciò significa anche e soprattutto che mi emoziono di fronte a chi ha una certa fede e la manifesta. A Gerusalemme mi sono emozionata tante volte, per come sono fatta, ma non solo. Ritengo infatti che essa sia di per sé una città in grado di risvegliare il lato più profondo di ogni essere umano.

Il mio non è stato dunque affatto un pellegrinaggio. La mia è stata una  (semplice?) visita, durante la quale ho cercato di adottare uno sguardo che mi permettesse di avere una visione d’insieme e di vedere ciò che è importante non solo agli occhi di un cristiano, ma anche a quelli di un ebreo e di un musulmano. Ed è quello stesso approccio che troverete leggendo la mia guida.

Sappiamo tutti quanto Gerusalemme sia complicata ed è per questo che non ho trascurato la sua evoluzione: come sempre, ma in questo caso ancora di più, credo infatti che sia imprescindibile anche un approccio storico.

Mi rendo conto anche della complessità della città e di quanto sia difficile essere esaustivi, parlandone e soprattutto scrivendone. Il mio proposito non è dunque quello di dirvi tutto ciò che bisogna sapere, ma di darvi qualche spunto per organizzare un’eventuale visita, riferendovi quella che è stata la mia esperienza. Se vi rimane qualche dubbio, fatemelo sapere nei commenti e sarò felice di aiutarvi.

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Cenni alla storia di Gerusalemme

Tutti conosciamo i motivi per cui Gerusalemme è considerata sacra dai cristiani: è il luogo dove Gesù sarebbe morto e poi risorto, giusto? 

Quali sono invece le ragioni per cui è sacra anche per ebrei e musulmani? In poche parole, gli ebrei sostengono che vi sorgesse sia il Primo che il Secondo Tempio, mentre i musulmani che custodisca la moschea dalla quale Maometto sarebbe asceso al cielo.

Non trovate anche voi che sia il caso di contestualizzare?

In questa circostanza bisogna partire da molto lontano ovvero dal 997 a.C., anno in cui Davide, re degli israeliti, fondò il Regno d’Israele, conquistando l’insediamento eretto dalla tribù cananea dei gebusei almeno mille anni prima.

E’ però solo nel 950 a.C., sotto Salomone, che venne costruito il Primo Tempio, distrutto dai babilonesi poco meno di quattrocento anni più tardi; questi ultimi, tra l’altro, conquistarono la città e costrinsero la popolazione sottomessa a lasciare la propria terra.

Il Secondo Tempio fu costruito oltre mezzo secolo dopo, nel 520 a.C., ovvero quando si concluse l’esilio, grazie all’editto del re persiano Ciro II.

Poi ci fu l’occupazione di Alessandro Magno, dei Tolomei e dei Seleucidi siriani, ai quali si opposero le famiglie dei Maccabei e degli Asmonei, che di fatto impedirono ogni tentativo di ellenizzazione.

Nel 63 a.C. arrivarono quindi i romani, guidati da Pompeo. Questi consegnarono la città a Erode il Grande e quindi a tutta una serie di governatori, tra i quali va sicuramente ricordato Ponzio Pilato, che ha appoggiato la crocifissione di Gesù, avvenuta intorno al 30 d.C.

Ben presto giunse la distruzione del Secondo Tempio, che fu opera proprio dei romani, al termine di quella che viene definita Prima Guerra Giudaica, combattuta tra il 66 ed il 70 d.C.

Quando nel 132 d.C. i romani di Adriano decisero di ricostruire la città, distrutta anch’essa, pensando però ad un città romana in tutto e per tutto, scoppiò la Seconda Guerra Giudaica, che vide vincitori ancora una volta gli invasori e gli ebrei nuovamente allontanati da Gerusalemme.

Quasi duecento anni dopo, nel 303 d.C., l’Imperatore Costantino dichiarò il cristianesimo religione ufficiale dell’Impero Romano e sua madre Elena raggiunse la Terra Santa al fine di trovare i luoghi sacri.

Si deve a lei, in particolare, la costruzione del Santo Sepolcro là dove sorgeva un tempio dedicato a Venere, che l’imperatrice fece abbattere nella convinzione che fosse stato edificato sul luogo del Calvario. Trovate tre croci, gettò dunque la prima pietra della basilica.  

Nel 637 Gerusalemme fu conquistata dagli arabi, che costruirono la Cupola della Roccia, considerato il luogo dell’ascensione di Maometto, proprio dove un tempo sorgevano il Primo ed il Secondo Tempio. Tre secoli più tardi, questi ultimi, iniziarono a distruggere sinagoghe e chiese – tra le quali anche la Basilica del Santo Sepolcro – e a perseguitare gli ebrei così come i cristiani.  

Giunsero quindi i Crociati, che nel 1099 riuscirono a prendere la città e a fondare il Regno di Gerusalemme. Questi ristrutturarono la Basilica del Santo Sepolcro, che da quel momento si configura come edificio di origine bizantina ma con tutte le caratteristiche di un edificio crociato.   

Meno di un secolo dopo terminò anche questo regno e la città rimase nelle mani di popoli di religione musulmana, come i mamelucchi e gli ottomani, fino all’inizio del XX secolo.  

Nel 1917 gli inglesi riuscirono a prendere la città, governata dai turchi, e la fecero diventare capitale del loro protettorato.  

Da quel momento i conflitti e gli scontri tra la popolazione ebraica ed araba, che si sono ritrovate a convivere l’una accanto all’altra nella stessa città, arrivarono all’apice e non sembrano essere risolti nemmeno oggi.  

Nel 1948 è scoppiata la guerra arabo-israeliana. In tale frangente la Giordania occupò Gerusalemme Est e la città vecchia, abitate per lo più da arabi; a Israele rimase invece la città nuova, che divenne la capitale del nascente Stato ebraico.

Per risolvere la questione intervennero anche le Nazioni Unite, senza successo però: queste proposero di creare due Stati indipendenti, uno ebraico ed uno arabo e di rendere Gerusalemme un territorio internazionale; se gli ebrei erano disposti a negoziare, gli arabi hanno mostrato un atteggiamento di totale chiusura e non se ne fece nulla.  

Gerusalemme rimase dunque divisa in due metà, fino al 1967, quando con la Guerra dei sei giorni Israele prese Gerusalemme Est e la città vecchia, riunendole alla città nuova.  

Nessuno Stato ha mai riconosciuto Gerusalemme quale capitale di Israele, fino all’anno scorso a dicembre: il presidente americano Trump è stato il primo, annunciando tra l’altro che avrebbe spostato l’ambasciata, che ormai non sta più a Tel Aviv.

muro occidentale gerusalemme israele
monte del tempio gerusalemme israele
Basilica del Santo Sepolcro Gerusalemme Israele

Visitare Gerusalemme in cinque giorni

Ormai avrete capito che quali sono i luoghi che fanno di Gerusalemme una città contesa e che attirano un numero incredibile di pellegrini…

La città però, come potete immaginare, offre anche tanto altro. Di seguito vi racconto cosa ho scelto di vedere e di fare e come ho organizzato i giorni che ho deciso di trascorrervi!

Ci tengo a sottolineare che è importante considerare quali siano i giorni di festa per i credenti delle diverse confessioni, in modo da poter organizzare la propria visita di conseguenza.

In generale non dimenticate che lo shabbat inizia la sera del venerdì e finisce la sera del sabato e che in quel frangente i fedeli di religione ebraica tengono chiuse le loro attività  e che i mezzi pubblici non circolano.

Tenete poi in considerazione che il Monte del Tempio o Al-Haram ash-Sharif non è accessibile il venerdì, giorno che i musulmani dedicano alla preghiera.

Giorno 1

Il primo giorno è stato quello dell’arrivo: sono partita all’alba da Tiberiade e alle 9.30 ero già a Gerusalemme.

Dopo essermi sistemata in ostello, ho immediatamente raggiunto la Porta di Jaffa, per partecipare ad un interessante free walking tour della città vecchia (per info e per prenotare, cliccate qui), iniziato alle 11 e terminato circa due ore più tardi.

In questo modo ho potuto farmi un’idea generale di ciò che rappresenta, prima di avventurarmi da sola, cosa che ho fatto subito dopo pranzo.

Dovete sapere che la città vecchia, che si trova all’interno delle mura volute nel XVI secolo dal sultano turco Solimano il Magnifico, si estende su una superfice di appena un chilometro quadrato, ma concentra ben quattro quartieri, distinti, ma non separati gli uni dagli altri: il quartiere ebraico, quello musulmano, quello cristiano, ma anche quello armeno, ognuno con il proprio carattere.

Quel pomeriggio ho passeggiato, entrando ed uscendo dai diversi quartieri più volte, e non ho avvertito alcuna tensione, nonostante tutto e nonostante le dichiarazioni di Trump (sì, ero in Israele proprio in quel periodo!!!), che mi hanno fatto temere che qualcosa potesse accadere da un momento all’altro.  Delle questioni religiose, che inevitabilmente sono anche politiche, non si percepiva assolutamente nulla. E la vita, lì, nella città vecchia, ai miei occhi sembrava scorrere come se niente fosse.

Chi varca le porte che danno accesso alla città vecchia riesce a focalizzarsi unicamente sulla propria fede, andando al di là di tutto ciò che da sempre crea instabilità? Ciò che ho sentito più di ogni altra cosa è una religiosità immensa, che trasuda dalle chiese, dalle sinagoghe, dalle moschee, ma soprattutto dall’anima delle persone.

Il mio consiglio, per il primo giorno, è quello di vivere il più possibile il luogo, concentrandovi su ciò che vi trasmette.

Quello stesso giorno, prima di rientrare in ostello, ho continuato ad appagare i miei sensi – in particolare l’olfatto ed il gusto – recandomi al Mercato Mehane Yehuda, dove ho potuto fare acquisti per preparare la cena.

La giornata però non si è conclusa così. Ho infatti preso parte ad un altro tour, serale appunto: in compagnia di una guida ebraica, ho potuto visitare il quartiere ultraortodosso, scoprendo aspetti culturali e della vita quotidiana che ho trovato particolarmente significativi.

Giorno 2

Il secondo giorno l’ho dedicato ancora alla città vecchia, in modo da potermi soffermare sui singoli quartieri che la costituiscono.

Sono dunque tornata alla Porta di Jaffa ed ho iniziato la mia visita dalla cosiddetta Torre di Davide, che ospita il Museo della Storia di Gerusalemme.

Si tratta di una cittadella fondata da Erode il Grande come propria residenza e che venne riutilizzata dai diversi popoli che nel corso del tempo hanno conquistato la città.

Durante la Prima Guerra Giudaica andò distrutta, ma i bizantini, al loro arrivo, ci videro il Monte Sion e ciò che rimaneva del palazzo di re Davide, da cui la struttura da quel momento prende il nome.

Mi sono dunque incamminata sui bastioni, salendo nei pressi della Porta di Giaffa e scendendo in corrispondenza della Porta di Damasco. Così mi sono ritrovata nel quartiere musulmano, il più esteso nonché il più popolato della città vecchia.

La folla ed il continuo andirivieni, soprattutto nei suq, continuavano a ricordarmi in quale parte della città mi trovassi.

Presto sono però giunta di fronte al Muro Occidentale che rappresenta ciò che rimane delle mura di contenimento costruite attorno alla spianata su cui sorgeva il Secondo Tempio.

Si tratta di una grande sinagoga all’aperto, divisa in due aree, una destinata agli uomini ed una alle donne, che risulta particolarmente affollata il venerdì sera ovvero quando inizia lo Shabbat.

Sappiate che tutti possono accedervi e lasciare un rotolino di carta nelle fessure del muro, per esprimere un desiderio. L’ho fatto anche io!

Sono dunque salita sul Monte del Tempio, luogo sacro sia per gli ebrei che per i musulmani.

I primi credono che rappresenti il luogo dove Dio creò Adamo, dove venivano fatti i sacrifici rituali, dove re Davide fece erigere un altare e dove – come vi ho già detto – sono stati costruiti sia il Primo che il Secondo Tempio.

I secondi invece, che lo chiamano Al-Haram ash-Sharif, vale a dire il nobile santuario, credono che sia il luogo dal quale Maometto è asceso al cielo.

Vi ho già detto che gli arabi nel VII secolo vi costruirono la Cupola della Roccia: aggiungo solo che pare custodisca al suo interno la roccia dalla quale il profeta  si sarebbe elevato. 

Poco distante, questi ultimi, costruirono anche la Moschea di Al-Aqsa, che letteralmente significa moschea più lontana, che richiama appunto il luogo dal quale Maometto fece la sua ascesa.

Sappiate che se la prima rappresenta una sorta di santuario, la seconda è un vero e proprio luogo di culto; ricordate poi che non potrete accedere a nessuno dei due luoghi, a meno che non siate di fede musulmana.

Mi sono poi spinta all’interno del quartiere ebraico, facendo una breve sosta in Hurva Square, che ne costituisce il centro.

Devo dire che mi è sembrato più quieto ed ordinato e non era nemmeno Shabbat.

Un altra cosa che ho notato subito è che sembra anche più nuovo  ed effettivamente lo è: semi-distrutto durante la guerra arabo-israeliana e quella dei sei giorni, è stato poi ricostruito.

Senza neanche rendermene conto mi sono ritrovata nel quartiere armeno – noto soprattutto per la Cattedrale di San Giacomo risalente al XII secolo – che si è rivelato essere il più piccolo e tranquillo di tutti i quartieri della città vecchia.

<<Il quartiere armeno?>>, vi starete chiedendo. Ebbene sì! Dovete sapere infatti che nel 301 d.C. l’Armenia fu il primo Stato ad adottare ufficialmente il cristianesimo come religione e che in quel frangente molti armeni si trasferirono a Gerusalemme, eleggendola quale capitale spirituale.

muro occidentale gerusalemme israele
tombe sul monte degli ulivi gerusalemme israele
cupola della roccia gerusalemme israele
moschea al-aqsa gerusalemme israele
basilica del santo sepolcro gerusalemme
giardino getsemini gerusalemme israele

Giorno 3

Il terzo giorno ho concluso la mia visita alla città vecchia, addentrandomi nel quartiere cristiano: ho subito puntato la Basilica del Santo Sepolcro (che se non si va presto al mattino può essere davvero affollata) e successivamente sulla Via Dolorosa.

Come già saprete, rappresentano rispettivamente il luogo in cui Gesù sarebbe morto e risorto e il percorso che questo seguì portando la croce, fino a giungere al luogo del Calvario.

Ho quindi lasciato la città vecchia, per raggiungere il Monte degli Ulivi in autobus.

Il luogo ha una grande importanza per gli ebrei, poiché credono che Dio il giorno del Giudizio Universale resusciterebbe coloro che vi sono sepolti. Sarà per questo motivo che vi sono oltre 150000 tombe?

Personalmente ho voluto vistarlo per il significato che riveste, per la vista che offre sulla città vecchia e per gli edifici di cui è costellato, ovvero:

– La Cappella dell’Ascensione, che ricorderebbe il luogo in cui Gesù è asceso al cielo  secondo la tradizione cattolica;

– La Cappella Russa dell’Ascensione, che ricorderebbe il luogo in cui Gesù è asceso al cielo  secondo la tradizione russo-ortodossa;

– La Chiesa del Pater Noster, costruita dai crociati che la eressero lì dove Gesù avrebbe insegnato ai suoi discepoli la preghiera del Padre Nostro, riportata in 160 lingue;

– La Basilica delle Nazioni e l’Orto del Getsemani. Annessa all’Orto del Getsemani, che rappresenta il luogo in cui Gesù sarebbe stato arrestato, dal 1924 sorge la Basilica delle Nazioni, che deve il suo nome al fatto di essere stata finanziata – appunto – da dodici nazioni ed è nota per gli affreschi raffiguranti Gesù che assume le sofferenze del mondo;

– La Tomba della Vergine Maria ovvero il luogo in cui la madre di Gesù sarebbe stata sepolta dagli apostoli.

La giornata stava volgendo al termine, ma mancava ancora il cosiddetto Shabbat Experience Tour, che quella sera non prevedeva solo la visita del quartiere ebraico e tante informazioni riguardo allo Shabbat che stava per iniziare, ma anche un’attenzione particolare per Hanukkah ovvero la festa delle luci, che sarebbe stata celebrata proprio nei giorni a venire.

Giorno 4

Ho trascorso la mattinata nella Città di David, la parte più antica di Gerusalemme, quella in cui sorgeva l’insediamento della tribù cananea dei gebusei, conquistata appunto da re Davide circa tremila anni fa. 

E’ un sito archeologico, che consiste anche di parti sotterranee davvero molto molto interessanti!

Nel pomeriggio invece ho raggiunto il Monte Sion ed ho visitato gli edifici che vi sorgono:

– La Tomba di re David, sacra per gli ebrei, sarebbe il luogo dove è sepolto appunto il re.

– Il Cenacolo ovvero li luogo dove si sarebbe svolta l’ultima cena di Gesù secondo i cristiani;

– La Basilica e l’Abbazia della Dormizione, costruite nel luogo in cui Maria, la madre di Gesù, sarebbe morta.

Giorno 5

L’ultimo giorno l’ho dedicato alla parte nuova di Gerusalemme o meglio a due dei suoi musei, lo Yad Vashim e l’Israel Museum, il primo dedicato ai sei milioni di ebrei vittima della Germania nazista, ed il secondo a tutto ciò che riguarda la storia e la cultura ebraica.

Come raggiungere Gerusalemme e muoversi una volta in città

Il mezzo più comodo per raggiungere Israele dall’Italia e chiaramente l’aereo. Oggi due delle più note compagnie low cost – Ryanair ed Easy Jet – offrono voli a prezzi particolarmente allettanti.

Gerusalemme, tuttavia, non ha un suo aeroporto e bisogna volare su quello di Tel Aviv, che dista circa quaranta chilometri. 

Fino allo scorso settembre era possibile raggiungere il proprio albergo in tre modi: 

– con l’autobus 485 che collega l’aeroporto Ben Gurion con la stazione centrale di Gerusalemme (16 NIS);

– con uno sherut, vale a dire un taxi condiviso che si ferma su richiesta dei passeggeri;

– in taxi (200-300 NIS). 

Da un paio di mesi è però possibile muoversi anche in treno: ormai il tragitto tra l’aeroporto e la stazione Yitzhak Navon (quella più centrale, che si trova di fronte alla stazione degli autobus) si copre in soli venti minuti (17 NIS).

Personalmente ho raggiunto Gerusalemme in autobus, provenendo da Tiberiade. Sappiate che la città, in questo senso, è ben collegata ad altre località del Paese. Per verificare gli orari delle tratte che vi interessano potete fare riferimento a questo sito internet: www.bus.co.il.

Anche il treno è una valida alternativa. Tenete però in considerazione il fatto che, se intendete muovervi dalla stazione di Yitzhak Navon (appunto quella più centrale, che si trova di fronte alla stazione degli autobus), dovrete cambiare all’aeroporto Ben Gurion per poi raggiungere la vostra destinazione. Vi lascio anche un link al sito delle ferrovie israeliane: www.rail.co.il

Una volta arrivati potrete muovervi tranquillamente a piedi, almeno per visitare la città vecchia ed i luoghi d’interesse che si trovano intorno ad essa.

Personalmente ho preso l’autobus solo due volte: per raggiungere il Monte degli Ulivi (dalla stazione più vicina alla Porta di Damasco sono salita sul 255 che mi ha lasciata nei pressi della Cappella dell’Ascensione) e l’Israel Museum (da HaDavidka Square ho preso il 66, ma vanno bene anche il 9 ed il 7). 

Per muoversi al di là della città vecchia c’è poi la cosiddetta Jerusalem Light Rail, della quale mi sono avvalsa unicamente per raggiungere lo Yad Vashim (sono scesa alla stazione Mount Herztl ed ho atteso la navetta del museo).

Dove dormire a Gerusalemme

A Gerusalemme ho pernottato all’Abraham Hostel, che offre sia camerate che camere private e, in ogni caso, un’ottima colazione; da considerare anche la cena che offre la sera dello Shabbat, quando non è così facile trovare un posto dove mangiare. E’ all’ostello che ho fatto riferimento per entrambe le visite guidate a cui ho preso parte ovvero quella al quartiere ultraortodosso e quella al quartiere ebraico durante lo shabbat ed hannukah.

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4 thoughts on “Visitare Gerusalemme in cinque giorni…

  1. terrò presente il tuo articolo,a breve farò il mio primo viaggio in Terra Santa e sicuramente come scrivi te, credete o no, è un luogo molto emotivo.

  2. Spero che l&#39;articolo possa esserti utile per organizzare il tuo viaggio… Gerusalemme è uno di quei luoghi che bisogna proprio sentire! 🙂

  3. Che città misteriosa Gerusalemme. Ho sempre provato un grande fascino per il mix delle culture , anche se come la storia ci insegna la convivenza non è facile. Guida molto dettagliata e piena di utili consigli!

  4. Verissimo Ingrid. Il mix culturale a cui hai accennato lo si percepisce tutto e il bello sta proprio nel riuscire a coglierne la bellezza, nonostante ciò che ancora accade.

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