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Stai pensando di visitare Sukhothai ovvero uno dei più noti siti archeologici della Thailandia? Sei nel posto giusto! Di seguito troverai tutte le informazioni che ti servono!

Se è stata chiamata Alba della felicità un motivo ci sarà. L’ho pensato subito, appena ho scoperto che Sukhothai significa proprio questo.

Dietro un nome così profondo infatti non potevo che immaginare una bellezza tale da destare una gioia intima e al contempo immensa.

E la bellezza che immaginavo, alla fine, l’ho trovata tutta, mentre vagavo in sella ad una bici tra le rovine di quello che è considerato il più importante degli antichi regni thailandesi. 

Del mio viaggio in Thailandia (qui trovi l’itinerario), Sukhothai è stata la terza tappa, dopo Chiang Rai e Chiang Mai. Con il senno di poi posso anche dire che è stata anche una tappa imperdibili, soprattutto per chi come me ama le vestigia del passato.

Effettivamente è proprio per la possibilità di imbattermi in una miriade di templi, stupa e Buddha di un’epoca ormai lontana che ho deciso di trascorrervi un paio di giorni, prima di spingermi – fondamentalmente per le stesse ragioni – fino alla più nota Ayuthaya.

Di seguito ti racconto brevemente della storia del sito, oggi chiamato Sukhothai Historical Park. Ti darò inoltre qualche dritta per organizzare la tua visita, perché immagino che se stai leggendo quest post hai in programma di farci almeno una capatina. Giusto?

visitare sukhothai historical park, Thailandia

Prima di visitare Sukhothai… La storia!

Prima di pensare a come visitare Sukhothai, è importante che tu scopra qualcosa riguardo alla sua storia. A questo proposito ricorda anche che le sue origini si perdono tra miti e leggende.

Alcuni di essi, in particolare, raccontano che le prime fondamenta della città sarebbero state gettate intorno al V secolo d.C dal re Chao Aluna Khmara, figlio di un uomo umile e di una importante principessa.   

Le prime notizie certe riguardo all’insediamento risalgono ad oltre settecento anni più tardi e vedono quale protagonista Khun Bang Klang Thao. Si tratta di colui che è generalmente considerato il capostipite della dinastia che ha dato vita al primo regno siamese e lo ha governato per due secoli.

Nel 1238 infatti, con il sostegno della sua tribù, quest’ultimo riuscì a svincolarsi dal potente Impero Khmer e negli anni successivi è arrivato ad espandere il suo territorio fino ad inglobare parte dell’attuale Laos e Myanmar.  

Ci tengo a sottolineare che proprio per la grandezza raggiunta e per l’incidenza che ha avuto anche a livello culturale, arrivata ad influenzare anche il presente in ambito linguistico, letterario, artistico e religioso, il Regno di Sukhothai è ingiustamente considerato quale primo regno siamese.

Va infatti ricordato che all’epoca della sua fondazione esistevano già altri regni, sempre fondati da tribù thai, come quello Lanna e quello Phayao ad esempio.

Dopo un periodo definito dagli storici come periodo d’oro, Sukhothai perse – come potete facilmente intuire – l’originario splendore.

In estrema sintesi, il suo declino si deve essenzialmente all’avvento di un altro regno, quello di Ayuthaya, che in un primo momento ovvero nel 1347 si limitò a strappare e quindi a conquistare nuovi territori, ma che già nel 1438 arrivò ad inglobarli in tutto e per tutto, quindi sia a livello amministrativo che in tutti gli altri ambiti della vita civile.

Dove si trova Sukhothai e come arrivare

Sukhothai si trova circa 400km a nord di Bangkok e 300km a sud di Chiang Mai. Arrivarci autonomamente è semplicissimo, anche perché si può contare su svariati mezzi di trasporto, che la collegano alle maggiori località del paese.

Il modo più veloce per arrivare a Sukhothai è senz’altro l’aereo. A questo proposito dovete sapere che la città ha un aeroporto, collegato alla capitale almeno un paio di volte al giorno da Bangkok Airways. Il costo dei biglietti chiaramente varia, ma siamo sul centinaio di euro.  

Tra le alternative per arrivare a visitare Sukhothai c’è poi anche il treno, che però ferma nella vicina città di Phitsanoulok. Su rotaie ci sono collegamenti con Bangkok (5/6 ore ca.), Ayutthaya (4h ore ca.) e Lopburi (3h ca.) e Chaing Mai (6/7 ore ca.). Il prezzo in questo caso dipende dalla tratta e dalla classe di viaggio.

Considera però che per arrivare al Sukhothai Historical Park da Phitsanoulok dovrai poi prendere un autobus, che ci impiegherà circa un’ora per portarti alla stazione di Old Sukhothai, dalla quel poi potrai iniziare la tua visita.  

Personalmente ho deciso di muovermi in autobus, perché credo che sia la modalità più comoda, veloce e anche meno costosa. A questo proposito ti segnalo che esistono numerose compagnie che collegano varie località del paese a Sukhothai.

Ricorda che la tratta Bangkok Mochit – Sukhothai si percorre in circa 6/7 ore e che il biglietto costa circa 300 Bath. La tratta Chiang Mai – Sukhothai si percorre invece in sole 5 ore e costa più o meno 200 Bath. Aggiungo inoltre che esiste un collegamento con Ayutthaya, che ho personalmente provato, impiegandoci 4/5 ore e spendendo 350 Bath.

Quando comprerai il biglietto è importante chiedere dove arriverà l’autobus, se a Old Sukhothai o a New Sukhothai, che dista 12km dalle rovine.

Wat sa si - Cosa vedere a Sukhothai, Thailandia
Wat si sawai - Cosa fare a Sukhothai, Thailandia

Dove dormire per visitare Sukhothai Historical Park

Avrai già compreso che il modo in cui raggiungerai Sukhothai, determinerà il luogo dove alloggerai. Le opzioni in questo senso sono tre:   

Old Sukhothai

Si tratta della parte vecchia della città, molto quieta e con un’atmosfera quasi da villaggio. E’ quella che ho scelto e che ti consiglio, essendo la più vicina all’area archeologica.

In questa zona, dalla quale puoi raggiungere le prime rovine praticamente a piedi, ti suggerisco di alloggiare alla Vieng Tawan Sukhothai Guest House by thai thai, dove ho trascorso due notti – spendendo circa 40 Euro in totale. Ecco, sottolineo che è la struttura migliore in cui ho alloggiato durante il mio viaggio in Thailandia!

New Sukhothai

E’ la parte nuova della città, più caotica, che a quanto pare non presenta attrazioni degne di essere menzionate.

L’unico motivo per stabilirsi qui starebbe nel fatto che hotel ed ostelli avrebbero prezzi più bassi.

In ogni caso ripeto che dista 12km dal Sukhothai Historical Park. Devi quindi mettere in conto che per raggiungere le rovine dovrai noleggiare un motorino (sempre che tu abbia la patente internazionale!) o spostarti con un taxi collettivo, sapendo che l’ultimo rientra sicuramente prima del tramonto.

Phitsanoulok

Come ti ho già detto è la località dove si trova la stazione ferroviaria più prossima al sito archeologico.

Personalmente non ho trovato alcun motivo per cercare un hotel da quelle parti. Innanzitutto dista un’ora in autobus dal Sukhothai Historical Park e poi, come New Sukhothai, sembra essere poco tranquilla e priva di luoghi di interesse.    

Come visitare il Sukhothai Historical Park

Nel decidere come visitare il Sukhothai Historical Park, tra l’altro iscritto dal 1991 nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, è importante che tu sappia che si estende su una superficie di ben 70 chilometri quadrati, sulla quale sorgono quasi un centinaio di strutture, tutte dal grande valore archeologico.

In generale tieni in considerazione che il sito è diviso in cinque aree. Questo significa che c’è un’area centrale e che attorno ad essa si sviluppano altre quattro aree; vale a dire una a nord, una ad ovest, una a sud ed una ad est, alle quali si accede pagando rispettivamente 100 Bath.

Personalmente il primo dei due giorni che ho trascorso a Sukhothai l’ho dedicato all’area centrale, che è racchiusa da mura e conserva ben 21 edifici che meritano una visita; il secondo giorno invece mi sono dedicata alle altre aree.  

Il mio suggerimento, soprattutto se hai in programma – come spero – di esplorare un po’ tutte le aree, è quello di noleggiare una bicicletta e di muoverti tra le rovine pedalando. A questo proposito mi raccomando di munirti di crema solare, berretto e di una buona scorta d’acqua. Il sole può infatti davvero farsi sentire nell’entroterra thailandese!

Ti ricordo inoltre che oltre al costo per il noleggio della bici, che si aggira intorno ai 70 Bath, per accedere alle diverse aree del sito archeologico dovrai pagare ogni volta 10 Bath.  

Per completezza aggiungo che ci si può anche spostare in tuc tuc. Io l’ho usato solo per andare a vedere l’alba al Wat Saphan Hin. In quell’occasione, vista l’ora e la distanza dal mio alloggio, ho preferito farne chiamare uno, che per portarmi ai piedi della collinetta su cui sorge la struttura e quindi di nuovo alla guest house mi ha chiesto circa 200 Bath, compresa un’ora di attesa.      

 Wat Saphaan Hin - Thailandia
Buddha - Historical park, Thailandia

Ma quali templi, stupa e Buddha bisogna assolutamente visitare a Sukhothai?

In generale, quando scrivo dei siti archeologici che ho visitato, non mi piace fare un’infinita lista di cose che non si possono trascurare. Se ti stai dunque chiedendo nello specifico cosa vedere a Sukhothai, devi sapere che qui non entrerò troppo nel dettaglio su questo aspetto.

Credo infatti che la cosa migliore da fare sia quella di procurarsi una cartina una volta sul posto, individuare al momento le strutture di maggiore rilievo, raggiungerle e cercare di cogliere quale fosse la loro funzione, oltre a qualche nozione storica ed eventualmente qualche curiosità.

In questo senso, nel visitare Sukhothai ti rimando ai pannelli esplicativi posti vicino ai singoli monumenti. Non dimenticare però il Ramkamhaeng National Museum, che ti darà tante informazioni e certamente troverai esaustivo.

In ogni caso, questa volta, considerando l’elevato numero di templi, stupa e Buddha presenti nell’area, farò un’eccezione. Ti darò infatti qualche spunto anche a questo proposito, giusto per chiariti un po’ le idee:  

Wat Mahatha

Si trova nella zona centrale, all’interno della quale è la struttura più imponente, forse perché un tempo era il centro amministrativo, oltre che spirituale, del Regno di Sukhothai. Presenta ancora parte della cinta muraria, diverse colonne e numerosi Buddha. Ricorda che è un’ottimo posto, anche se può rivelarsi un po’ affollato, per aspettare il tramonto!

Wat Si Sawai

Sempre nella zona centrale, è forse il tempio che più richiama lo stile khmer di Angkor, in Cambogia, anche perché è nato come tempio indù (e non buddhista) ancora prima della fondazione del Regno di Sukhothai. Oggi è possibile vedere tre bellissime torri ed un fossato.

Wat Si Chum

Questo tempio, noto soprattutto per il suo Buddha gigante seduto, si trova nella parte settentrionale dell’area archeologica. Secondo una leggenda, quando l’esercito birmano attaccò il Regno di Sukhothai e raggiunse questo luogo di culto, il Buddha avrebbe iniziato a parlare, mettendo così in fuga i soldati.

Wat Phra Phai Luang

Anche questo tempio si trova nella zona nord e risale al XII secolo ovvero a quando Sukhothai era ancora sotto l’Impero Khmer. Dell’edificio, che è nato come sede amministrativa, rimangono due torri, ovviamente nel tipico stile khmer, ma ben più alte di quelle del Wat Si Sawai.

Wat Saphaan Hin

Nella zona ovest del Sukhothai Archeological Park, su una collina, si trova ciò che rimane del tempio ed in particolare un Buddha gigante in posizione eretta. Ti ricordo che appare particolarmente suggestivo all’alba e che offre una buona visuale su altre strutture in rovina che si trovano nelle vicinanze.

Wat Sa Si

Per farla breve, è il centro della zona centrale del sito archeologico. Si tratta di un tempio costruito su un isolotto e dunque affacciato su un lago e collegato alla terraferma da un ponticello. Anche qui si trova un Buddha gigante.

Wat Chetuphon

Questo tempio è sorto nella parte meridionale del parco ed è circondato da uno stagno colmo di fiori di loto, che nella cultura buddhista sono simbolo di purezza. E’ noto soprattutto per la rappresentazione del Buddha che cammina.

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”In un’epoca in cui viaggiare è prerogativa di molti, credo che sia ancora possibile percorrere vie sconosciute, rendendole solo nostre: sono convinta infatti che oggi le grandi esplorazioni debbano essere anche e soprattutto interiori.”